Meteo Sardegna, allerta gialla per temporali: rischio idrogeologico nel centro-nord dell'isola

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La Sardegna si prepara a fare i conti con un improvviso e repentino cambio di passo della propria estate, un’incursione instabile che rompe la monotonia delle ultime settimane e riporta al centro dell'attenzione la fragilità del territorio isolano di fronte alle bizze del meteo mediterraneo. Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile regionale ha infatti diramato un formale avviso di critionalità ordinaria, imponendo l'attivazione immediata dello stato di attenzione su aree specifiche del territorio. L’allerta, identificata visivamente dal codice giallo, si focalizza in modo particolare sul rischio idrogeologico legato a temporali e rovesci di forte intensità. La macchina della prevenzione e del monitoraggio è stata messa in moto per fronteggiare una finestra temporale piuttosto ristretta ma potenzialmente insidiosa, che prenderà il via a partire dallo scoccare della mezzanotte per concludersi prima dell'alba, fissando il termine ultimo dello stato di criticità alle ore cinque e cinquantanove. Sebbene la durata complessiva dell'episodio perturbato si limiti a un arco di appena sei ore, la rapidità e l'energia con cui le masse d'aria fredda si scontreranno con il residuo calore accumulato al suolo impongono prudenza. Le zone geografiche direttamente chiamate in causa dal bollettino ufficiale comprendono i bacini idrografici occidentali e centro-settentrionali dell'isola. Sotto la lente d'ingrandimento della Protezione Civile figurano in modo particolare le aree di allerta di Montevecchio Pischinappiu, il bacino del Tirso e le ampie distese collinari e pianeggianti del Logudoro. La natura di questi fenomeni di transizione si manifesta solitamente attraverso rovesci isolati ma violenti, capaci di scaricare al suolo ingenti quantitativi d'acqua in pochissimi minuti. A corredo dell'attività precipitativa, i meteorologi non escludono la presenza di una marcata attività elettrica e di raffiche di vento improvvise, capaci di sferzare i rilievi e le zone costiere interessate dal passaggio della perturbazione. Questo tipo di configurazione atmosferica, tipica degli autunni che iniziano a bussare alle porte del bacino del Mediterraneo dopo mesi di marcata siccità, mette a dura prova la tenuta del reticolo idrografico minore e la capacità di deflusso dei centri urbani compresi nelle zone perimetrate dall'avviso. La principale preoccupazione che spinge le autorità a mantenere alta la guardia risiede proprio nella vulnerabilità urbana e viaria. In caso di nubifragi circoscritti, il rischio concreto è legato a improvvisi allagamenti di locali interrati, sottopassi stradali e aree depresse, oltre alla possibilità che si verifichino piccoli smottamenti o colate di fango lungo i versanti collinari più fragili del Logudoro e della valle del Tirso, dove i terreni, provati dalla lunga assenza di precipitazioni significative, potrebbero faticare ad assorbire l'acqua in modo repentino. In vista della notte critica, la struttura regionale di protezione civile ha provveduto a informare tempestivamente i sindaci dei comuni compresi nelle zone di allerta. I primi cittadini, che rivestono il ruolo di autorità locali di protezione civile, sono chiamati a monitorare la situazione attivando i rispettivi centri operativi comunali ove ritenuto necessario, disponendo la reperibilità delle squadre di manutenzione e la verifica preventiva dei punti critici del sistema di smaltimento delle acque. Alle raccomandazioni istituzionali si affiancano i consigli di buon senso rivolti direttamente alla cittadinanza. Particolare attenzione è richiesta a chi si metterà alla guida durante le ore notturne o nelle primissime ore del mattino: le arterie stradali che collegano il centro-nord dell'isola potrebbero presentare insidie dovute a veli d'acqua sull'asfalto o a rami spezzati dal vento. È fortemente raccomandato moderare la velocità, evitare nel modo più assoluto la sosta o il transito in prossimità di corsi d'acqua, ponti o sottopassaggi soggetti a ristagni, e prestare ascolto alle indicazioni diramate dai canali ufficiali degli enti locali. L'evoluzione prevista dai modelli di simulazione lascia comunque intravedere una rapida attenuazione del fenomeno. A partire dalle prime ore del mattino, in concomitanza con la scadenza dell'avviso di critionalità fissata prima dell'alba, la perturbazione dovrebbe esaurire la sua spinta propulsiva, lasciando spazio a un progressivo miglioramento delle condizioni atmosferiche su tutta la regione. Gli uffici di monitoraggio rimarranno comunque operativi in stato di vigilanza passiva per tutta la durata dell'evento, pronti a intervenire in caso di scostamenti rispetto alle previsioni modellistiche attuali.