Sardegna divisa dal maltempo: rosso fuoco su Gallura e Sud, giallo prudente nel Logudoro. L'allerta non molla

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La Protezione Civile estende l'avviso fino alla mezzanotte di domani. L'Isola si spacca in due: rischio elevato a Olbia e nel Campidano. Per l'area di Alghero criticità ordinaria, ma guai ad abbassare la guardia.

CAGLIARI – Il cielo non concede tregua e la burocrazia dell'emergenza, per una volta puntuale, si adegua. Non c'è pace per la Sardegna, che resta ostaggio delle perturbazioni ancora per 34 ore buone. Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile ha emesso un nuovo bollettino che suona come un coprifuoco meteorologico: dalle ore 14:00 di oggi, 19 gennaio 2026, e fino alle 23:59 di domani, martedì 20 gennaio, l'Isola torna in trincea.

La mappa del rischio disegna una Sardegna a due velocità, o meglio, a due colori. La situazione più drammatica, da Codice Rosso (criticità elevata), riguarda il rischio idrogeologico nelle aree dell'Iglesiente, del Campidano, del Flumendosa Flumineddu e della vicina Gallura. Qui l'acqua fa paura davvero. Per queste zone scatta anche l'arancione per il rischio idraulico.

Logudoro in Giallo: vietato distrarsi. Per il Nord-Ovest, e quindi per l'area di Alghero (zona Logudoro) e Montevecchio Pischinappiu, la situazione è meno apocalittica ma richiede comunque occhi aperti. Il bollettino assegna un Codice Giallo (criticità ordinaria) sia per il rischio idraulico che per quello idrogeologico. Significa che non siamo nell'occhio del ciclone, ma che torrenti e costoni vanno guardati con sospetto.

Il decalogo della sopravvivenza. Le istruzioni per l'uso, allegate al bollettino, sono le solite regole di buon senso che troppo spesso vengono dimenticate in nome di un video col cellulare o di una manovra azzardata. La prima regola è brutale: «non scendere in cantina, nel seminterrato o garage per mettere al sicuro i beni: rischi la vita». L'automobile si ricompra, la pelle no. «Non uscire assolutamente per mettere al sicuro l’automobile o mezzi agricoli: c’è pericolo di rimanere bloccati dai detriti». Se si è in casa e l'acqua sale, bisogna andare in alto: «se ti trovi in un locale seminterrato o al piano terra, sali ai piani superiori» ed evitare l'ascensore, che può diventare una trappola mortale.

Fulmini e frane. Visto che l'allerta parla anche di temporali, soprattutto al Sud, vale il vecchio adagio: stare lontani da ciò che svetta. «Resta lontano da punti che sporgono sensibilmente, come pali o alberi» e, se si è al mare (ipotesi remota visto il clima, ma non si sa mai), «esci immediatamente dall’acqua» e «allontanati dalla riva». Infine, un occhio alla strada. «Non transitare lungo strade allagate: potrebbero esserci voragini, buche, tombini aperti». Un consiglio che vale oro in una terra dove l'asfalto tende a sbriciolarsi alla prima pioggia seria.

I numeri per le emergenze sono quelli di sempre: 115 per i Vigili del Fuoco, 112 per i Carabinieri, 118 per i soccorsi sanitari.