Un Cagliari determinato mette in crisi la Roma. Non basta un rigore di Nzola e la quinta rete di Maldini in stagione per uscire indenni dall'Olimpico

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  Una notte da brividi, un'altalena di emozioni e, alla fine, un boato liberatorio che scuote i quasi sessanduemila spettatori dell'Olimpico. La Roma piega un irriducibile Cagliari per 4-2 al termine di novanta minuti intensi, vibranti e ricchi di colpi di scena. I tre punti, pesantissimi, permettono agli uomini di Gian Piero Gasperini di imporre ancora una volta la propria legge tra le mura amiche e di portarsi momentaneamente a un solo punto di distanza dall'Inter seconda in classifica. A decidere la contesa, oltre al coraggio giallorosso, sono le mosse azzeccate dalla panchina: i gol decisivi nel finale portano infatti la firma di Mora e Malen, entrati a gara in corso per spaccare la partita.

  La vigilia in casa giallorossa era stata segnata dall'assenza di Paulo Dybala, non convocato e pronto al rientro per la prossima trasferta di Udine. Per rimpiazzarlo, Gasperini sorprende tutti disegnando una trequarti inedita con Soulé e Cristante a supporto dell'unica punta Castro, lasciando inizialmente in panchina il cannoniere Malen. Sull'altra sponda, mister Pisacane risponde schierando il tandem offensivo composto da Nzola e Fadera. L'approccio della Roma è arrembante. Già al 5' Gianluca Mancini va a un passo dal vantaggio: il difensore si produce in un pregevole scambio con Soulé e lascia partire un tiro in corsa che costringe Caprile a un prodigioso intervento in tuffo. Ma il calcio sa essere crudele: al primo vero ribaltamento di fronte, il Cagliari sblocca il match. Su un cross proveniente dalla destra e spizzato di testa da Adopo, il pallone colpisce il braccio di Pisilli. L'arbitro Feliciani, richiamato all'overtime dal Var, assegna il penalty: dagli undici metri Nzola non fallisce, gelando lo stadio.

  Feriti nell'orgoglio, i capitolini si riversano stabilmente nella trequarti avversaria. La reazione non si fa attendere. Al 15' è Lulli a rimettere le cose a posto: il laterale sfrutta un perfetto cross dalla sinistra di Molina e, approfittando di un ritardo in marcatura di Obert, insacca di testa l'1-2 che vale il pari. La spinta dei padroni di casa non accenna a diminuire e, al 21', arriva anche il sorpasso. Al termine di un'azione corale e avvolgente, il neo-rinnovato Lulli (fresco di prolungamento contrattuale fino al 2031) pennella un assist perfetto dalla destra per l'inserimento di Pisilli, che in anticipo su Sugawara batte Caprile con un pregevole destro al volo. La Roma insiste, costringendo i sardi sulla difensiva e impegnando nuovamente Caprile con Soulé. Tuttavia, il Cagliari dimostra di possedere grande cuore e notevole organizzazione. Sfruttando i lanci lunghi, la squadra di Pisacane mette a nudo qualche fragilità nella retroguardia di casa: Nzola spreca una ghiotta occasione ciccando la palla davanti a Gollini, mentre poco dopo lo stesso portiere giallorosso deve superarsi per sventare una conclusione ravvicinata di Adopo (con Nzola che, sulla ribattuta, calcia a lato da ottima posizione). Per arginare le ripartenze ospiti, Gasperini decide di correre ai ripari: arretra Cristante per dare maggiore densità e protezione alla difesa, alzando contestualmente il baricentro e il dinamismo di Pisilli sulla trequarti. Nella ripresa il copione non cambia, ma i ritardi di concentrazione e qualche sbavatura di troppo in fase di contenimento costringono la Roma a soffrire. Il Cagliari spinge e, al 10', impegna severamente Gollini con una violenta conclusione dalla distanza di Deiola. È il preludio a un momento di grande difficoltà per i giallorossi.

  Intorno alla mezzora, Pisacane pesca le carte giuste dalla panchina inserendo forze fresche come Liteta e, soprattutto, Daniel Maldini al posto di Fadera. La mossa paga al 37': imbeccato splendidamente da Obert, Maldini buca la retroguardia giallorossa in evidente affanno e batte Gollini in uscita con un preciso diagonale. È il gol del 2-2 che gela l'Olimpico e sembra spegnere le speranze della Roma. Ma è proprio nel momento di massima tensione che emerge la profondità della rosa e la vena tattica di Gasperini. Dalla panchina si alzano i protagonisti della vittoria: Mora e Malen. Entrambi entrati con un piglio straordinario e la voglia matta di incidere, cambiano l'inerzia del match. Al 39', appena due minuti dopo lo shock del pareggio, il portoghese Mora svetta imperioso di testa su un cross calibrato da Ghilardi, depositando in rete la palla del nuovo vantaggio. Passano altri tre minuti e cala definitivamente il sipario: l'olandese Malen, lesto nello stretto, trova lo spazio per una conclusione vincente in mischia che vale il definitivo 4-2. Nel recupero c'è spazio anche per un ultimo intervento provvidenziale di Gollini su Trepy, utile a blindare il risultato. Al triplice fischio è festa grande: la Roma vince, convince e continua a correre nelle zone altissime della classifica.