L’Italia è già un’altra Nazionale

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  Ci speravamo. Certo che ci speravamo. Ma forse nessuno avrebbe immaginato che la crescita dell’Italia potesse essere così evidente e, soprattutto, arrivare così in fretta. Dopo la sconfitta contro il Belgio si era creata un’aria tossica e distruttiva. Una Nazionale ancora fragile, alla ricerca di una propria identità, con tante domande e poche certezze. Invece, nel giro di poche partite, qualcosa è cambiato. La vittoria per 3-1 contro la Turchia è l’ultima fotografia di questa trasformazione. Non è stata la miglior partita, né la più spettacolare di questo nuovo percorso. Ma forse proprio per questo è ancora più importante: l’Italia ha sofferto, ha subito il pareggio e ha saputo reagire immediatamente, nonostante l’ampio turnover. È un’Italia che sta imparando a vincere anche quando le cose non vanno esattamente come vorrebbe. Il brutto esordio contro il Belgio sembra ormai lontano. All’Olimpico gli Azzurri erano apparsi incapaci di reagire alle difficoltà. Da quella sconfitta, invece, è partita una risposta che nessuno probabilmente immaginava potesse essere così rapida. Prima la vittoria in Turchia, poi il pareggio contro la Francia e adesso un’altra vittoria contro la squadra di Montella. Quattro partite nelle quali l’Italia ha mostrato progressivamente maggiore convinzione, personalità e capacità di stare dentro la partita. E c’è un elemento ancora più interessante: questa crescita non è arrivata soltanto dai giocatori più esperti. È arrivata anche dai ragazzi che stanno entrando nel gruppo con la personalità di chi non vuole semplicemente partecipare, ma diventare protagonista. Da Kayode a Frattesi, dai fratelli Esposito a Vergara; un mix tra la vecchia guardia e alcuni volti nuovi che cercano l’upgrade della propria carriera. Uno strepitoso Donnarumma, la leadership difensiva di Bastoni e l’indispensabile presenza di Tonali vero e proprio faro della manovra azzurra.

  Arrivano sempre più conferme da Pio Esposito che nonostante la giovane età ha dimostrato grande maturità tattica e ottimo senso del gol. La Nazionale riparte anche da Calafiori che rappresenta in questo momento un esterno moderno di livello mondiale. Tra le sorprese non si può non parlare di Kayode; il terzino del Brentford ha stupito tutti per forza fisica e disciplina in campo, capace di interpretare al meglio le due fasi di gioco. Tra le immagini più belle di questa nuova Italia c’è sicuramente Antonio Vergara. Il giocatore del Napoli ha mostrato vivacità, personalità e capacità di cercare la giocata. L’Italia non sembra più dipendere da un solo giocatore. Sta costruendo un gruppo con il coraggio di credere nei giovani. Le prossime sfide contro Belgio e Francia saranno test molto più severi e diranno se questa crescita è diventata una certezza o se si è ancora davanti a una fase iniziale di costruzione.