Partiamo dalle conferme.
Roma e Inter, entrambe perfette. Dodici punti su dodici.
Non è solo il punteggio pieno a parlare ma il gioco espresso sul campo.
La Roma vince, concede pochissimo e soprattutto dà l’impressione di sapere
esattamente cosa vuole essere. E’ una squadra ormai riconoscibile e se
Dybala fisicamente starà bene, potrà giocarsela fino in fondo.
L’Inter, invece, sorprende per la sua tranquillità di gioco e per la capacità di
ribaltare partite ostiche come quella contro l’Udinese.
Gruppo orami consolidato e che ha effettuato un mercato chirurgico e
intelligente.
Sulla scia delle capoliste il Como vuole rimanere grande.
La squadra di Fabregas gioca con personalità e soprattutto senza quella
paura che spesso accompagna chi affronta una stagione con aspettative
superiori al passato.
Milan, Juventus e Napoli hanno già perso punti per strada
I rossoneri sono imbattuti , ma otto punti non sono sufficienti per guardare
con tranquillità alle due capolista.
La Juventus ha già conosciuto la prima sconfitta. Il 3-2 contro il Sassuolo non
è soltanto un risultato negativo: è una partita che ha mostrato quanto
margine di crescita ci sia ancora.
E poi c’è il Napoli; dopo un avvio da incubo, con tre sconfitte consecutive, la
vittoria contro il Bologna può rappresentare molto più dei semplici tre punti.
Può essere il momento in cui una squadra ricomincia a credere in se stessa.
Come ogni inizio di campionato ci sono diverse sorprese.
Cagliari e Lazio in punta di piedi e con le armi del lavoro dell’umiltà vogliono
rimanere distanti dalle zone a rischio e confermano l’ottimo lavoro di
Pisacane e Gattuso.
Intanto a Firenze è già saltato la prima panchina, quella di Fabio Grosso.
Il ritorno di Vanoli ha già regalato all’ambiente viola i primi tre punti e ha fatto
riemergere il talento di Mastantuono.
La strada è lunga, solo quattro partite giocate e la sensazione è quella di un
campionato più equilibrato rispetto ai precedenti.
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