L'accesso veicolare all'Alpe d'Huez è chiuso dalle 14:00 di giovedì: sulla montagna
salgono soltanto pedoni e cicloamatori. Ventiquattro ore dopo i ventuno tornanti sono due
muraglie di corpi. I 127,9 chilometri che partono da Gap sono i più corti fra le frazioni in
linea di questa edizione, contengono quattro Gran premi della montagna e cominciano a
salire cento metri dopo il chilometro zero, con il Col Bayard.
Il plotone si spezza prima ancora che qualcuno abbia deciso di attaccare. Nils Politt detta il
ritmo per la UAE Team Emirates-XRG, i velocisti scivolano indietro a comporre il
gruppetto, e in testa restano oltre quaranta uomini. È una fuga enorme, che contiene
mezza corsa: Adam Yates, quattro uomini del Team Visma | Lease a Bike attorno a Sepp
Kuss, altrettanti della EF Education-EasyPost con Richard Carapaz e della Lidl-Trek con
Mads Pedersen, e poi Lenny Martinez, Thymen Arensman, Ben O'Connor, Tobias Halland
Johannessen.
Sulla vetta del Bayard, a –123,1 km, Carapaz si muove per primo e Valentin Paret-Peintre
lo rimonta: cinque punti al francese. La scena si ripete identica in cima al Col du Noyer, a
–102,7 km, dove Paret-Peintre lancia la volata e l'ecuadoriano non riesce a passarlo.
Sono altri dieci punti, e la classifica dei Gran premi della montagna si ribalta: 84 al
francese, 74 a Carapaz, 70 a Tadej Pogacar, rimasto in gruppo.
Dietro, la giornata della UAE Team Emirates-XRG si complica ancora. Tim Wellens perde
contatto sul Noyer e non rientra più, sprofondando verso i cinque minuti insieme ai
velocisti: a Pogacar restano Politt, Florian Vermeersch, Felix Großschartner e Isaac Del
Toro. A –74,7 km una caduta coinvolge Marco Haller ed Edward Planckaert.
L'austriaco
urta una fioriera in cemento protetta dall'organizzazione, viene assistito dalla vettura
medica e riparte senza conseguenze serie. Poco più tardi arriva la segnalazione del ritiro
di Edoardo Affini, del Team Visma | Lease a Bike.
Al traguardo volante di Le Périer, a –38,5 km, Mathias Vacek lancia Pedersen e Michael
Matthews si accoda senza contendergli la posizione. Venticinque punti al danese, che
porta a 57 il margine su Jasper Philipsen e ipoteca la maglia verde.
Subito dopo Paret-Peintre si sfila dalla testa della corsa: rinuncia ai punti rimasti e sceglie
di conservarsi. Sul Col d'Ornon, a –28,7 km, Carapaz passa davanti a tutti e incassa
cinque punti senza avversari. Il vantaggio dei battistrada supera i quattro minuti, con
Bruno Armirail a fare un lavoro enorme al comando.
Ai piedi dell'Alpe, a –13,8 km, davanti restano in dodici. Il gruppo della maglia gialla è
ridotto a quattordici uomini e paga 3'35". Arensman attacca, Martinez ne prende la ruota,
Kuss chiude. Tom Pidcock salta immediatamente, a –12,2 km cede anche Juan Ayuso e
Mattias Skjelmose non lo aspetta.
Pogacar parte poco dopo il primo chilometro di salita. Davanti Kuss piazza uno scatto
secco e resta con Carapaz e Martinez: i tre hanno 2'30". È da lì che comincia una lunga
sottrazione. Sean Quinn risale di slancio per portare una borraccia a Carapaz e si stacca
subito dopo. Miguel Martinez, padre di Lenny, passa al figlio una borraccia e lo rinfresca
con una seconda. Davide Piganzoli, ormai ripreso, svuota la propria sulla schiena di Del
Toro.
A –5,1 km lo sloveno è a 40". Davanti il ritmo è sincopato: Carapaz rilancia più volte,
Martinez risponde, Kuss sale regolare e rientra ogni volta, ma nessuno dei tre trova
collaborazione negli altri due. Pogacar procede invece a passo costante e li riassorbe uno
dopo l'altro, prima Kuss, poi Martinez, infine Carapaz a poco meno di due chilometri.
A –3,2 km Remco Evenepoel scatta dal gruppo degli inseguitori, rallentato dalle moto su
una strada strettissima, e va a riprendere Harold Tejada. Davanti Pogacar attacca
all'ultimo chilometro e i due compagni di strada non rispondono. Chiude in 3h17'57" e sulla
salita firma il tempo più veloce mai registrato sull'Alpe d'Huez, superando il primato che
apparteneva a Marco Pantani dal 1995. Taglia il traguardo da solo, braccia spalancate.
Martinez regola Carapaz in volata per il secondo posto a 6". L'ecuadoriano chiude a 9" e
viene eletto combattivo di giornata. Kuss è quarto a 1'14".
Più indietro si consuma l'altro duello della giornata. A due chilometri dalla vetta Del Toro
scatta dal gruppetto dei migliori e Paul Seixas non reagisce, restando a ruota di Matthew
Riccitello, arretrato dalla fuga per assisterlo. Solo dopo il francese alza il ritmo e stacca il
compagno, ma il messicano ha già preso i suoi metri: quattro secondi, che si sommano ai
venti di partenza.
Ordine d'arrivo, primi dieci:
1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) 3h17'57"
2. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) 6"
3. Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) 9"
4. Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike) 1'14"
5. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) 2'07"
6. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) 2'29"
7. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) 2'41"
8. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) 2'45"
9. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) 2'45"
10. Harold Tejada (XDS Astana Team) 3'22"
Classifica generale, primi dieci:
1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) 67h53'00"
2. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) 7'11"
3. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) 9'42"
4. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) 10'06"
5. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) 13'00"
6. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) 13'09"
7. Juan Ayuso (Lidl-Trek) 15'58"
8. Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) 21'15"
9. Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) 21'30"
10. Jordan Jegat (TotalEnergies) 23'21"
Pogacar porta il vantaggio su Evenepoel da 4'32" a 7'11".
Del Toro conserva il terzo posto
e la maglia bianca, ora con 24" su Seixas. Martinez guadagna due posizioni, Ayuso ne
perde due lasciando sei minuti e mezzo per strada, Pidcock e Jegat scivolano oltre i
ventuno e i ventitré minuti.
La maglia a pois cambia spalle per un punto: Carapaz chiude a 91, Pogacar a 90, Paret-
Peintre a 84. Il terzo posto sul traguardo dell'Alpe vale all'ecuadoriano dodici punti e il
primato.
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