18ª Tappa Tour de France 2026 – Carapaz vince a Orcières-Merlette, e il conto dei Gpm si paga nel finale

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  Voiron consegna alla corsa venticinque chilometri di pianura, l'ultima cortesia della valle dell'Isère prima che la strada cominci a impennarsi verso il Vercors. È una cortesia di cui nessuno vuole approfittare. Il via effettivo slitta perché un problema meccanico a Milan Fretin obbliga la direzione ad allungare il tratto neutralizzato, e si fa sul serio soltanto alle 12:58. Dal foglio firma manca Jose Felix Parra, caduto il giorno precedente. In fondo alla giornata c'è Orcières-Merlette, dove il Tour manca dal 2020 e dove nel 1971 Luis Ocaña rifilò otto minuti a Eddy Merckx. A –177,3 km prendono il largo in cinque: Aaron Gate, Nicolas Vinokurov, Jonas Abrahamsen, Lewis Askey e Mathis Le Berre. Il margine non supera i quarantacinque secondi, perché la EF Education-EasyPost si mette subito in testa al plotone e non lascia respirare nessuno. È una scelta che dice tutto della giornata: la squadra statunitense non vuole una fuga qualsiasi, vuole la fuga giusta. Sulla Côte d'Engins, a –160,3 km, la corsa esplode. Brandon McNulty e Tim Wellens perdono le ruote, Edoardo Affini alza il ritmo, e davanti comincia un tira e molla che durerà tre ore. Ben Healy va via da solo, viene ripreso da Egan Bernal, Damiano Caruso e Valentin Paret-Peintre, e ogni volta che il gruppetto si ricompone c'è Richard Carapaz a rimetterlo in movimento. Al Gpm passa per primo Paret-Peintre davanti all'ecuadoriano, dieci punti contro otto: la prima rata di un conto che i due si presenteranno a vicenda per tutto il pomeriggio. Dietro, la selezione produce una testa di corsa larghissima. Matteo Jorgenson, Mads Pedersen, Thymen Arensman, Felix Engelhardt, Tobias Halland Johannessen, Pablo Castrillo e Nicolas Breuillard scattano a loro volta, e a un certo punto i corridori davanti al plotone sono quarantadue. La prima ora si chiude a 42,7 chilometri di media. Il pomeriggio si organizza attorno a due corse parallele. Davanti, Romain Grégoire rientra sulla testa con un'azione di forza. Alle sue spalle Carapaz e Paret-Peintre tirano quasi da soli, scortati per un tratto da Jasper Stuyven e Louis Vervaeke, mentre Egan Bernal li raggiunge da solo a velocità doppia e Jan Tratnik perde le ruote. Il gruppetto si riporta sui battistrada a –92,7 km, giusto in tempo per rifare la volata al Gpm della Côte de Monteynard. Stesso ordine, cinque punti contro tre. Sulla Côte des Terrasses, a –73,1 km, ancora il francese davanti all'ecuadoriano. Paret-Peintre vince ogni traguardo di montagna, e a ogni traguardo di montagna lascia sulla strada un pezzo di quello che gli servirà dopo.

  Il plotone intanto lascia correre. Il vantaggio supera i cinque minuti, poi gli otto. La UAE Team Emirates-XRG controlla con Nils Politt, poi il testimone passa a TotalEnergies, Tudor Pro Cycling Team e Pinarello-Q36.5, preoccupate non dalla vittoria di tappa ma dai primi dieci dei loro capitani, che Carapaz sta erodendo chilometro dopo chilometro. Al traguardo volante di Corps, a –56,2 km, Mads Pedersen incassa venticinque punti che valgono un pomeriggio intero di lavoro. Il danese era andato a prendersi la fuga esattamente per quello, e con Jasper Philipsen tagliato fuori dall'azione la Maglia Verde smette di essere una questione aperta. Poi si sfila, torna verso il plotone e finisce la giornata portando le borracce ai compagni. A –21,2 km arriva la notizia che pesa più di tutte sull'ultima settimana. Brandon McNulty si ritira: malato, come lo era Adam Yates il giorno prima, procedeva ormai da solo davanti alla vettura di fine corsa. La UAE perde un uomo alla vigilia della doppia Alpe d'Huez, e Yates, che pure oggi ha tenuto, resta un punto interrogativo. Sulla Côte de Saint-Léger-les-Mélèzes, a –19 km, Paret-Peintre si prende anche l'ultimo Gpm intermedio. Alle spalle dei sei di testa provano a ribaltare la corsa Mathias Vacek, Bernal, Thymen Arensman, Engelhardt, Castrillo, Grégoire e Breuillard, ma sono in due a non dare cambi e il ritardo resta appeso a un minuto e un quarto.

  Scollinano a 2'25", e sul falsopiano del Champsaur diventano definitivamente una corsa a parte. Ai piedi dell'ascesa finale, a –7,1 km, davanti al plotone lavora Michael Storer, ma il margine ormai rende la corsa un affare privato. La strada verso Merlette è quella di sempre, sette chilometri regolari fra i lariceti, con l'asfalto pulito delle stazioni sciistiche e i tornanti che si susseguono senza sorprese fino ai 1825 metri. A –4,3 km attacca Jorgenson: rispondono tutti tranne Raúl García Pierna. Poco dopo parte Carapaz, secco, e Paret-Peintre gli si incolla alla ruota come ha fatto per centottanta chilometri. Johannessen si pianta, Mauro Schmid rientra, Jorgenson risale con il proprio passo. Allora Carapaz si sposta, lascia che il francese resti a ruota degli altri, e riparte una seconda volta. Questa volta nessuno lo segue. A –2,5 km il vantaggio è già di venti secondi. Schmid e Jorgenson si danno il cambio ma non c'è più partita. Carapaz sale da solo, alza il pugno chiuso e taglia il traguardo con le braccia spalancate, in 4h26'21". Schmid e Jorgenson chiudono a 45", Paret-Peintre a 1'14". All'ecuadoriano va anche il premio di combattivo di giornata. Il gruppo della Maglia Gialla arriva a 4'35", ridotto a meno di venti unità. La classifica generale non si muove nelle prime nove posizioni: Tadej Pogacar conserva 4'32" su Remco Evenepoel, e i venti secondi fra Isaac Del Toro e Paul Seixas restano intatti. Cambia soltanto il decimo posto, dove Carapaz rientra scalzando Yannis Voisard. Paret- Peintre passa per primo su tutti e quattro i Gpm intermedi e chiude quarto sul traguardo, ma non basta: la maglia a pois resta sulle spalle di Pogacar per un solo punto.

  Ordine d'arrivo: 1. Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) 4h26'21" 2. Mauro Schmid (Team Jayco AlUla) 45" 3. Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike) 45" 4. Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step) 1'14" 5. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) 1'57" 6. Raúl García Pierna (Movistar Team) 2'12" 7. Pablo Castrillo (Movistar Team) 4'30" 8. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) 4'35" 9. Jordan Jegat (TotalEnergies) 4'35" 10. Juan Ayuso (Lidl-Trek) 4'35"

  Classifica generale: 1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) 64h35'13" 2. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) 4'32" 3. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) 6'51" 4. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) 7'11" 5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) 9'22" 6. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) 10'14" 7. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) 12'50" 8. Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5) 12'58" 9. Jordan Jegat (TotalEnergies) 14'04" 10. Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) 21'00"