Chambéry è una città che il ciclismo conosce bene, anche se non ci passa spesso. Il 27
agosto 1989, sotto una pioggia che non concedeva tregua, la Côte de la Montagnole
consegnava a Greg LeMond la seconda maglia iridata della carriera, davanti a Dimitri
Konyshev e a Sean Kelly, poche settimane dopo gli otto secondi strappati a Fignon sugli
Champs-Élysées. Sulle stesse strade, in quei giorni, il titolo femminile andava a Jeannie
Longo, e sul podio saliva terza anche Maria Canins. Trentasette anni dopo la Grande
Boucle riparte da qui, e la strada che ha davanti non somiglia per niente a una giornata di
trasferimento.
Bastano diciassette chilometri perché la Savoia presenti il conto. La Côte de Bassa apre
una sequenza di quattro traguardi di montagna che si esaurisce prima del sessantesimo
chilometro, ma che in realtà è una sola lunga salita interrotta di rado: si scollina a Bassa e
si continua a salire, si scollina a Rossillon e si continua a salire, e soltanto dai 1142 metri
del Col des Prés la strada accetta di scendere.
Il via ufficiale arriva alle 13:37 e Baptiste Veistroffer (Lotto-Intermarché) parte prima ancora
che il gruppo si sia disteso. Lo raggiunge Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility), dietro
rispondono Kasper Asgreen (EF Education-EasyPost) e Marco Haller (Tudor Pro Cycling
Team), ma nulla resiste più di qualche chilometro. Alla Côte de Bassa passa per primo
Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), che porta la maglia a pois perché il primato di
miglior scalatore appartiene a chi veste già di giallo.
A Rossillon lo anticipa invece Richard
Carapaz (EF Education-EasyPost).
Ai –148 la corsa si ferma per qualche secondo: cadono Dylan van Baarle (Soudal Quick-
Step), Tim Marsman (Alpecin-Premier Tech), Fred Wright (Pinarello Q36.5 Pro Cycling
Team) e Marc Hirschi (Tudor Pro Cycling Team), e finiscono a terra anche Tom Pidcock e
Lenny Martinez, che ripartono subito come Filippo Ganna (Netcompany INEOS). Wright è
il più malconcio e tornerà più volte alla vettura medica.
È sul Col des Prés che la tappa smette di essere una tappa di trasferimento. Il plotone si
spezza alle spalle della maglia gialla e quando la strada scollina restano fuori Isaac Del
Toro, Tom Pidcock, Lenny Martinez, Jordan Jegat e Yannis Voisard. Mads Pedersen (Lidl-
Trek) allunga, Quinn Simmons lo aspetta davanti, il gruppo rientra, e la giornata del
danese sembra finita lì. Sembra.
Ai –97,6 la fuga buona prende forma e sono in sedici: Per Strand Hagenes, Jai Hindley,
Quinn Simmons, Alex Baudin, Tiesj Benoot, Matej Mohoric, Egan Bernal, Joshua Tarling,
Jasper Stuyven, Mathieu van der Poel, Felix Engelhardt, Pablo Castrillo, Einer Rubio,
Clément Braz Afonso, Guillaume Martin e Rick Pluimers. Il vantaggio non supera mai i
quaranta secondi, perché la Decathlon CMA CGM Team tiene corto il plotone per Olav
Kooij.
Ai –79,9 escono Ben Healy (EF Education-EasyPost), Matteo Jorgenson (Team Visma |
Lease a Bike) e Mathis Le Berre (TotalEnergies), che rientrano ai –67,9 portando a
diciannove i battistrada.
Intanto Adam Yates (UAE Team Emirates-XRG) perde contatto e
smette quasi di pedalare: si parlerà di problemi di stomaco, e la squadra gli manda
incontro Tim Wellens.
Ai –64 Pedersen riparte, e stavolta non lo aspetta nessuno. Il danese copre venti secondi
da solo e si presenta davanti. Alle sue spalle il gruppo si sfalda in tre tronconi e per una
decina di chilometri la corsa diventa illeggibile, finché ai –56,4 Pedersen accelera di nuovo
e porta con sé Healy, Michal Kwiatkowski (Netcompany INEOS), Stuyven, Edward
Planckaert (Alpecin-Premier Tech) e Engelhardt.
I sei arrivano al traguardo volante di Colombe con un minuto abbondante. Ai –27,3
Pedersen si sposta al momento giusto e vince senza discussione, mettendo in cascina
venticinque punti, davanti a Planckaert e Healy. Più indietro, nel gruppo inseguitore,
Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) regola Simmons e Derek Gee-West per il settimo
posto e ne raccoglie nove.
Ai –25,2 attacca Jasper Stuyven. Gli altri cinque si guardano, il belga guadagna
venticinque secondi ai –20 e per un quarto d'ora sembra la storia della giornata. Poi il
gruppo inseguitore chiude sui compagni di fuga, il margine cala a dieci secondi sotto la
spinta di Pablo Castrillo, e Stuyven viene ripreso a 3700 metri dall'arrivo, sulle rampe di La
Commanderie.
Da lì è un'altra corsa. Accelera Per Strand Hagenes, gli si accodano Gee-West e Michael
Valgren, e arriva Van der Poel. Il neerlandese aveva scelto questa giornata da settimane e
aveva risparmiato le gambe nella cronometro per averla, e a due chilometri dall'arrivo la
chiude di persona: non per sé, ma per mettere il compagno nella posizione giusta.
La Lidl-
Trek si porta in testa, Joshua Tarling prova ad anticipare, ma la volata arriva lo stesso. Van
der Poel parte, lancia Philipsen, e il belga fa il vuoto.
Per un ex campione del mondo è una rinuncia che pesa quanto una vittoria. Per Philipsen
è il primo successo di questo Tour, dopo tre settimane passate a rincorrerlo.
C'è però un secondo verdetto, e riguarda la maglia verde. Pedersen aveva fatto tutto
quello che si poteva fare: rientrare da solo sui battistrada, vincere il traguardo volante,
entrare nella fuga giusta, e alla fine è pure il combattivo di giornata. Ma chiude ottavo, e i
cinquanta punti del vincitore contro i dieci dell'ottavo posto pesano più di ogni fatica. Il
danese resta al comando con 452 punti, Philipsen lo insegue a quota 445. Stamattina
erano trentuno, adesso sono sette.
I 174,7 chilometri sono coperti in 3h41'13", alla media di 47,4 km/h. Il gruppo della maglia
gialla taglia il traguardo alle 17:27, con 8'46" di ritardo. Ne approfitta Jordan Jegat, che era
nel drappello giusto e recupera quel tempo su quasi tutti quelli che lo precedono, senza
però modificare l'ordine dei primi dieci.
Ordine d'arrivo:
1. Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) 3h41'13"
2. Mauro Schmid (Team Jayco AlUla) s.t.
3. Olav Kooij (Decathlon CMA CGM Team) s.t.
4. Lewis Askey (NSN Cycling Team) s.t.
5. Rick Pluimers (Tudor Pro Cycling Team) s.t.
6. Clément Russo (Groupama-FDJ United) s.t.
7. Huub Artz (Lotto-Intermarché) s.t.
8. Mads Pedersen (Lidl-Trek) s.t.
9. Michael Matthews (Team Jayco AlUla) s.t.
10. Aaron Gate (XDS Astana Team) s.t.
Classifica generale:
1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) 60h04'17"
2. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) 4'32"
3. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) 6'51"
4. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) 7'11"
5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) 9'22"
6. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) 10'14"
7. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) 12'50"
8. Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) 12'58"
9. Jordan Jegat (TotalEnergies) 14'04"
10. Yannis Voisard (Tudor Pro Cycling Team) 24'18"
![]()