12ª Tappa Tour de France 2026 - Merlier si ripete a Chalon-sur-Saône, Veistroffer il coraggio di una fuga solitaria

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  Il via viene dato dal rettilineo principale del circuito di Magny-Cours, e per una volta la parola griglia non è una metafora: i corridori scattano davvero da lì, dall'asfalto dove di solito rombano i motori. Centosettantanove chilometri quasi interamente pianeggianti separano il gruppo da Chalon-sur-Saône, con appena millequattrocentosettanta metri di dislivello a spezzare la monotonia della Borgogna. È una di quelle giornate che i velocisti aspettano da giorni, e le squadre lo sanno. Appena usciti dal circuito comincia la corsa vera, e comincia subito con il fuoco. Baptiste Veistroffer è il primo ad agitare le acque, e non sarà l'ultima volta che lo si vedrà là davanti. La strada tortuosa dei primi chilometri favorisce gli scatti, il gruppo si allunga, si ricompatta, si allunga di nuovo. Sull'asfalto c'è quel prodotto biancastro che nei giorni scorsi qualche corridore aveva additato come pericoloso, ma le temperature clementi ne attenuano gli effetti e la corsa può proseguire senza timori. Passano i minuti e la lavatrice degli attacchi non si spegne mai.

  Ci provano in quattro, poi in tre, poi in cinque, ma il plotone non concede nulla di duraturo. Le squadre dei velocisti, Alpecin-Premier Tech e Lidl-Trek su tutte, presidiano le prime posizioni e chiudono ogni buco. È in questo continuo rimescolarsi che Veistroffer trova il varco che cercava: parte da solo, il gruppo per una volta apre le maglie, e il francese della Lotto-Intermarché conquista lo spazio che meritava la sua insistenza. Il margine cresce con calma, un minuto, poi due, mentre molti approfittano di un momento di stasi per una sosta fisiologica. Al traguardo volante di Decize la scena è duplice: davanti Veistroffer incassa i venticinque punti della vetta, dietro si scatena la bagarre per la maglia verde. I treni Lidl-Trek e Alpecin-Premier Tech si affrontano a viso aperto, e Mads Pedersen regola la volata di gruppo di un soffio davanti a Philipsen. Uno sprint che avrà però una lunga coda: la macchina della giuria richiama il danese, la discussione si protrae a lungo, ma alla fine nessuna squalifica viene decisa. Sul battistrada solitario si ricuce presto un terzetto: Damiano Caruso, Ewen Costiou e Matteo Vercher raggiungono Veistroffer, che a centoventi chilometri dall'arrivo si ritrova così in compagnia.

  Nel frattempo la corsa detta le sue trappole minori. Merlier è costretto a fermarsi per una foratura e insegue a trentacinque secondi, ma rientra senza affanni. Poi arriva la pioggia, forte, a rendere l'asfalto lucido e insidioso, mentre Veistroffer aggiunge alla sua collezione anche il secondo gran premio della montagna di giornata. Il distacco oscilla, cala, risale, in quel gioco al gatto e al topo che accompagna ogni tappa da velocisti. Il francese, instancabile, allunga in un tratto in leggera salita e va via con Costiou, ma il compagno di avventura si rialza presto e Veistroffer torna a fare da solo ciò che aveva fatto per tutto il giorno: resistere. Anche Vingegaard deve fare i conti con una foratura, cambia bici e rientra scortato dai suoi uomini, senza che la classifica ne risenta. Negli ultimi quaranta chilometri la corsa si accende davvero. Un problema meccanico costringe Philipsen a cambiare bici proprio all'imbocco della salitella verso Les Baudots, ma il belga recupera. Poi è un susseguirsi di allunghi: Quinn Simmons, Mathias Vacek, e infine un drappello di una quindicina di uomini in cui compaiono Ganna e Ballerini, capace di prendere venti secondi. Filippo Ganna si spende generosamente per tenere alta l'andatura, ma il gruppo non molla la presa e a ventiquattro chilometri dal traguardo i fuggitivi vengono ripresi. Sulla Côte de Montagny-lès-Buxy, unica asperità classificata del finale, la corsa non si spezza. Ci provano i Lidl-Trek con Gee e Skujinš, ci riprova l'indomabile Simmons, e la sfortuna torna a bussare a Ganna con l'ennesima foratura. In discesa Pedersen si porta davanti e allunga il plotone, dando il via a una girandola di attacchi che la Visma | Lease a Bike, come tutto il giorno, si incarica pazientemente di chiudere. A poco meno di sette chilometri arriva il riconoscimento che il coraggio di Veistroffer ha meritato: il francese viene nominato combattivo di giornata.

  Negli ultimi chilometri le squadre dei velocisti riprendono in mano la corsa. La XDS Astana con Velasco, poi la NSN, poi la Bahrain risalgono a comandare le operazioni. All'ultimo chilometro si materializza il trenino Alpecin-Premier Tech, con Van der Poel a lanciare Philipsen in una posizione ideale. Ma a trecentocinquanta metri dalla linea una caduta scompiglia il gruppo, coinvolgendo tra gli altri Fernando Gaviria, e la volata si fa confusa. È allora che dal nulla sbuca Tim Merlier: il campione belga trova il varco, esce come una fucilata e va a prendersi la tappa. Esattamente come il giorno prima, alle sue spalle si piazzano Olav Kooij e Jasper Philipsen, il podio identico a ventiquattro ore di distanza. Per Merlier è la conferma di una condizione superba, per Veistroffer resta la soddisfazione di una fuga solitaria che ha dato senso e colore a una tappa altrimenti destinata al copione già scritto della volata. In una giornata che sembrava consegnata ai treni dei velocisti, il francese della Lotto-Intermarché ha ricordato a tutti che il ciclismo, anche quando l'esito pare segnato, lascia sempre spazio a chi ha voglia di provarci.

  Ordine d'arrivo: 1. Tim Merlier (Soudal Quick-Step) 3:38:53 2. Olav Kooij (Decathlon CMA CGM Team) s.t. 3. Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) s.t. 4. Biniam Girmay (NSN Cycling Team) s.t. 5. Milan Fretin (Cofidis) s.t. 6. Anthony Turgis (TotalEnergies) s.t. 7. Max Kanter (XDS Astana Team) s.t. 8. Clément Russo (Groupama-FDJ United) s.t. 9. Mads Pedersen (Lidl-Trek) s.t. 10. Huub Artz (Lotto-Intermarché) s.t.