9ª Tappa Tour 2026 – Van der Poel si desta a Ussel, la UAE insegue a vuoto

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  Il Massiccio Centrale accoglie la carovana nel giorno che precede il primo riposo, e lo fa sotto un sole che non concede tregua. L'allerta rossa diramata da Météo-France ha dettato legge già dalla vigilia: gli organizzatori cancellano i primi trenta chilometri, spostano il via reale a Lanteuil e riducono la frazione a 154,6 km. Restano il disegno nervoso del percorso, oltre 2700 metri di dislivello e quattro Gran Premi della Montagna addensati nella parte centrale, con l'arrivo di Ussel in leggera pendenza. Una tappa che parla la lingua dei cacciatori di tappe e che promette battaglia fin dal chilometro zero. Il traguardo volante di Beynat, piazzato a poco più di 140 km dall'arrivo e dunque a una manciata di metri dal via, accende subito la corsa. La Lidl-Trek prende in mano il gruppo e lavora per il suo capitano: sullo strappo che porta al gettone, Mathias Vacek e Quinn Simmons lanciano la volata a Mads Pedersen, che parte quando si apre il varco e transita nettamente davanti a Biniam Girmay e Jasper Philipsen.

  Venticinque punti pesanti per la maglia verde. Tim Merlier, staccatosi in coda, e gli altri velocisti salutano la compagnia: da qui in avanti è corsa per attaccanti. Sfumata la volata del gettone, comincia la lunga guerra per la fuga. Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech) e Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) sono i primi a muoversi, poi si accendono Filippo Ganna e Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS) e un Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) sempre pronto a rilanciare. Per chilometri il gruppo si sgretola e si ricompone, gli scatti si susseguono senza che nessuno riesca a prendere il largo. Un uomo della Caja Rural-Seguros RGA finisce fuori strada senza conseguenze, mentre la prima ora corre via a una media prossima ai 47 orari. È sulla salita del Suc au May, la più dura della giornata con i suoi picchi al 12%, che il quadro si chiarisce. A un'ottantina di chilometri dall'arrivo si forma davanti un drappello di una quindicina di uomini: oltre a van der Poel ci sono Alex Baudin (EF Education- EasyPost), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Quinn Simmons e Derek Gee- West (Lidl-Trek), Lennert Van Eetvelt (Lotto-Intermarché) e Ion Izagirre (Cofidis). Il gruppo, però, non concede più di un minuto e un quarto: la UAE Team Emirates-XRG si porta in testa e fa capire di non voler regalare nulla. Con Tim Wellens instancabile a battere il ritmo, il margine oscilla attorno al minuto per decine di chilometri. L'intenzione della squadra in giallo è dichiarata: vincere la tappa, con Tadej Pogacar o con Isaac Del Toro. Sul Mont Bessou, ultima asperità con la vetta a 24 km dall'arrivo, van der Poel piazza la sua accelerazione: solo Johannessen ne regge il passo, poi rientrano Pidcock e Baudin. Restano in quattro al comando. Il britannico rischia grosso in discesa per un problema al cambio, ma lo sblocca a suon di colpi di piede sul deragliatore e ritrova le ruote di testa. Alle sue spalle, persi gli uomini di rincalzo, la Lidl-Trek torna a puntare tutto su Pedersen, ancora una volta capace di rientrare dopo essere stato staccato. Sotto lo striscione dei tre chilometri il quartetto conserva trentacinque secondi; il gruppo, lanciato da Vauquelin e Carlos Verona, rosicchia metro su metro, ma quando davanti i cambi si fanno guardinghi il margine si assottiglia soltanto fino ai venticinque secondi dell'ultimo chilometro. Non basta. Ai cinquecento metri i battistrada si studiano, poi parte la volata. Van der Poel scatta dalla testa e non lascia scampo: taglia il traguardo di Ussel a braccia spalancate, davanti a Johannessen, Pidcock e Baudin. A sei secondi è Filippo Ganna a regolare il gruppetto e a prendersi la quinta piazza, miglior italiano di giornata, davanti a Pedersen e Michael Matthews. Il neerlandese, autore fin qui di un Tour silenzioso, ritrova la vittoria proprio nel giorno in cui aveva animato la corsa dal primo all'ultimo chilometro. Ai piani alti della generale non cambia nulla: Pogacar resta in maglia gialla con i margini intatti, Vingegaard a 2'42" e Del Toro a 3'27". Pedersen consolida il primato nella classifica a punti; domani, primo giorno di riposo, la carovana tirerà il fiato prima di una seconda settimana che riporterà la corsa in montagna.

  Ordine d'arrivo 1. Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech) 2. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) s.t. 3. Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) s.t. 4. Alex Baudin (EF Education-EasyPost) s.t. 5. Filippo Ganna (Netcompany INEOS) +6" 6. Mads Pedersen (Lidl-Trek) +6" 7. Michael Matthews (Team Jayco AlUla) +6"

  Classifica generale 1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) 2. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) +2'42" 3. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) +3'27" 4. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) +3'30" 5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +3'34" 6. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) +3'55" 7. Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) +4'00" 8. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) +4'21" 9. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +4'57" 10. Egan Bernal (Netcompany INEOS) +9'12"