Pau saluta il gruppo con il cielo gonfio dei Pirenei e la promessa di una giornata capace di
cambiare il Tour. È il primo vero tappone di montagna, 186,4 chilometri che dalla città più
ciclistica di Francia salgono verso il confine spagnolo passando per il Col d'Aspin e
soprattutto per il Tourmalet, la salita più antica e più scalata nella storia della corsa, prima
montagna Hors Catégorie di questa edizione. In fondo, dopo la lunga e irregolare ascesa
di Gavarnie-Gèdre, un traguardo che la Grande Boucle non aveva mai toccato. I temporali
annunciati restano sospesi sulle vette, l'aria è pesante e nessuno ha voglia di aspettare. Al
via manca Alex Molenaar (Caja Rural-Seguros RGA), fermato dalla frattura alla mano
rimediata nella caduta di ieri.
Alle 12:42, appena sventola la bandierina, Victor Campenaerts (Team Visma | Lease a
Bike) si getta all'attacco, e il gesto del belga rivela subito le intenzioni della squadra di
Vingegaard. Sul suo forcing rientrano Mads Pedersen (Lidl-Trek) e il neerlandese Huub
Artz, e davanti prende forma un terzetto, mentre alle spalle il gruppo non concede respiro
e i tentativi di partire si susseguono.
La giornata regala anche un episodio insolito. Artz viene richiamato una prima volta dalle
vetture della direzione di gara per una posizione non regolamentare tenuta sulla bici;
rientra scuotendo la testa, prova a sistemarsi, ma i commissari lo richiamano di nuovo, e
stavolta deve rialzarsi e lasciarsi riprendere dal gruppo, salutando i compagni d'avventura.
Davanti restano Campenaerts e Pedersen, con il danese che al traguardo volante di
Pouzac passa per primo, incassa i 25 punti buoni per la maglia verde e poi si rialza. Non
manca un brivido nemmeno per Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe), attardato
dopo una pausa fisiologica e costretto a una lunga rincorsa prima di rientrare grazie al
lavoro dei compagni.
La corsa cambia pelle ai piedi del Col d'Aspin, 12 km al 6,5%. La UAE Team Emirates-
XRG prende in mano il gruppo con Nils Politt e Tim Wellens, che sale a dettare il ritmo e
porge una borraccia al proprio capitano in maglia iridata. Proprio mentre la salita
seleziona, un problema meccanico ferma Juan Ayuso (Lidl-Trek): lo spagnolo lascia sul
terreno una ventina di secondi e deve rientrare con l'aiuto della squadra. Davanti si
muovono Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step) e Lenny Martinez (Bahrain
Victorious), che si ritrovano soli a giocarsi lo scollinamento in volata: la spunta Martinez.
Alle loro spalle il gruppo dei migliori si è già ridotto a una cinquantina di unità.
Poi, dopo una breve discesa, comincia il Tourmalet, 17,1 km al 7,3% verso i 2115 metri
della cima. È qui che il Tour prende la sua forma.
La UAE alza progressivamente
l'andatura, e a pagare per prima è la maglia gialla: Torstein Træen (Uno-X Mobility) perde
contatto, atteso invano dal compagno Anders Halland Johannessen. Uno dopo l'altro
cedono anche i big attesi al varco, da Thymen Arensman a Tom Pidcock fino a Richard
Carapaz, mentre la squadra emiratina continua a fare il ritmo con Felix Großschartner,
Brandon McNulty e Adam Yates.
A 4 km dalla vetta accelera Isaac Del Toro, e solo Tadej Pogacar riesce a restare a ruota.
Vingegaard stacca Seixas nel tentativo di riportarsi, ma quando il campione del mondo
rilancia sul compagno messicano non c'è più nessuno in grado di seguirlo. Del Toro si
arrende, il danese prova a limitare i danni, e Pogacar transita in cima al Tourmalet da solo,
prendendosi il Souvenir Jacques Goddet con 30" su Vingegaard e oltre un minuto sul
primo gruppo inseguitore.
La discesa non cambia la storia, anzi la irrobustisce: lo sloveno guadagna ancora, prima di
affrontare l'ultima salita con più di un minuto di margine. Ma la montagna riserva
l'immagine più dura della giornata proprio a chi la corsa l'aveva guidata. In picchiata
Træen, già staccato, tocca la ruota posteriore del compagno Anders Halland Johannessen
e finisce a terra. Resta sull'asfalto diversi minuti, scosso, prima di rialzarsi e ripartire tra le
cure dell'auto medica: chiuderà a oltre un quarto d'ora, e la favola della sua maglia gialla si
spegne così, ai piedi del Tourmalet.
Sull'ascesa finale verso Gavarnie-Gèdre, 18,7 km dal profilo dolce, non c'è più corsa per il
primo posto. Dietro è soprattutto Evenepoel a trascinare il gruppetto di classifica, spesso
senza trovare collaborazione, mentre Vingegaard resta solo in una terra di nessuno,
esausto, incapace di rispondere.
Tadej Pogacar taglia il traguardo di Gavarnie-Gèdre per poi regalare il suo0 inchino, con
l'iride sulle spalle e il sorriso di chi riprende ciò che aveva ceduto: la maglia gialla lasciata
a Træen nella quarta tappa torna sulle sue spalle al termine di una prova che demolisce
l'intera concorrenza. Jonas Vingegaard arriva esausto a 2'38", pagando una crisi che ne
ridimensiona le ambizioni. Alle loro spalle è sprint per il terzo posto: la spunta ancora Del
Toro, che precede Evenepoel e Seixas a 2'57".
La classifica generale esce stravolta. Pogacar torna in maglia gialla e comanda con 2'42"
su Vingegaard e 3'27" su Del Toro, con la UAE Team Emirates-XRG che piazza due
uomini sul podio provvisorio. Evenepoel è quarto a 3'30", davanti ad Ayuso e a Seixas. Il
Tourmalet ha parlato, e ha riportato l'iride in cima alla corsa.
L'ordine d'arrivo:
1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) 4h32'07"
2. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) +2'38"
3. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) +2'57"
4. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) +2'57"
5. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) +2'57"
6. Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) +2'57"
7. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +2'57"
8. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +2'57"
9. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) +3'02"
10. Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike) +3'06"
La classifica generale:
1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) 21h11'57"
2. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) +2'42"
3. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) +3'27"
4. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) +3'30"
5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +3'34"
6. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) +3'55"
7. Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) +4'00"
8. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) +4'21"
9. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +4'57"
10. Egan Bernal (Netcompany INEOS) +9'12"
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