5ª Tappa Tour de France 2026 – Al primo Tour Kooij fa subito centro a Pau, 144 km di fuga solitaria per Veistroffer

-
  Il sole picchia già forte su Lannemezan quando la carovana si allinea per quella che deve essere la prima vera resa dei conti tra le ruote veloci. I Pirenei restano lì, a sud, come una promessa rimandata: dopo un avvio fatto di scintille, di cronosquadre e di salite, la giornata degli sprinter arriva soltanto adesso, alla quinta tappa. Davanti ci sono 158,3 chilometri che tagliano la Guascogna, terra di Armagnac e di moschettieri, con il gruppo chiamato a rincorrere Pau, capitale del Béarn e una delle città che più a lungo hanno cullato la Grande Boucle. Il primo avversario, però, non ha nome di corridore: è il caldo. I Pirenei Atlantici sono in allerta arancione, e la corsa lo sa fin dai primi metri. Alle 14:17 viene dato il via ufficiale, e non serve nemmeno un chilometro perché la fuga prenda forma. La disegna un uomo solo, Baptiste Veistroffer (Lotto-Intermarché), che parte deciso e non si volta più indietro. Nessuno lo segue. È una fuga solitaria, quasi un gesto d'orgoglio per una squadra che ha già perso Arnaud De Lie e che in giornate come questa deve inventarsi un modo per esistere. Il gruppo lo lascia andare senza affanni: a dettare il ritmo è dapprima la Uno-X Mobility, a protezione della maglia gialla di Torstein Traeen, poi si fanno sotto Soudal Quick-Step e Alpecin-Premier Tech, che prendono in mano la corsa per i loro velocisti. Il margine del francese oscilla tra i due e i tre minuti, mai di più, perché è una di quelle giornate che si corrono controvento e che logorano chi sta al comando.

  Veistroffer copre 45,7 chilometri nella prima ora, un ritmo che dice tutto sulla fatica di una scampagnata che scampagnata non è. Intanto la Guascogna scorre lenta sotto le ruote: la bastide di Mirande, il paese di Montesquiou legato alla famiglia della madre di d'Artagnan, il donjon di Bassoues che dall'alto dei suoi oltre quaranta metri lascia intravedere, nelle giornate limpide, la stessa catena che il Tour scalerà l'indomani. Poi Marciac, patria del jazz, e i filari dell'Armagnac. Lungo le strade la gente si accalca cercando un po' d'ombra dal solleone. A una decina di chilometri dal traguardo volante di Vic-en-Bigorre le squadre degli sprinter si mettono in ordine. Veistroffer transita per primo e incassa i 25 punti, ma dietro è battaglia vera per la piazza d'onore: la XDS Astana Team lancia il proprio trenino e Max Kanter va a prendersi il secondo posto davanti alla maglia verde Mads Pedersen (Lidl- Trek), a Biniam Girmay e a Jasper Philipsen. Poco prima, ai -48,5 km, una foratura ferma Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike): il danese riparte in fretta, assistito dall'ammiraglia, e si riaccoda al gruppo senza pagare dazio. Superati gli strappi di Lamayou e di Maure, il vantaggio del battistrada si assottiglia. Ai - 26,4 km comincia la Côte de Baleix, unico Gran Premio della Montagna della tappa: Veistroffer scollina in solitudine, mentre alle sue spalle la EF Education-EasyPost pilota Alex Baudin a raccogliere l'ultimo punto in palio, così che la maglia a pois rafforzi il proprio primato. Appena dopo il valico allunga Fred Wright (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), seguito da Kasper Asgreen e, in copertura, da Valentin Paret-Peintre: i tre guadagnano una ventina di secondi, mentre più indietro perde le ruote Arvid de Kleijn, che ormai non sarà della partita. Il gruppo, però, non concede nulla. Il terzetto viene riassorbito e ai -14,2 km si spegne anche la lunga avventura di Veistroffer, davanti per oltre centoquaranta chilometri. Restano i tratti più nervosi, quelli delle grandi manovre in vista della volata: la Cofidis si porta in blocco al comando, ma proprio quando lo sprint sembra prendere forma arriva la caduta. Vanno a terra diversi uomini della Soudal Quick-Step, tra cui Jasper Stuyven, e il più penalizzato è Alex Molenaar (Caja Rural-Seguros RGA). Pochi metri più avanti un altro corridore finisce lungo in una rotonda, contro l'aiuola.

  I treni si scompongono, e all'imbocco dell'ultimo chilometro davanti sono rimasti in pochi. Lì la XDS Astana Team ha sistemato bene i suoi uomini, e con loro c'è Olav Kooij, mentre Merlier e Philipsen restano più arretrati. Il neerlandese non aspetta un istante di troppo: trova la ruota giusta, la abbandona al momento esatto e lancia una progressione che non lascia scampo. Alle sue spalle si arrende Kanter, secondo, mentre Tim Merlier risale con rabbia e agguanta il terzo posto. Kooij taglia il traguardo di Pau con le braccia al cielo e i pugni serrati, la bocca spalancata in un urlo liberatorio. È la prima vittoria alla Grande Boucle per il velocista olandese, al debutto assoluto al Tour de France e a segno già alla prima occasione utile per gli sprinter: la ruota veloce che non aveva nemmeno un treno tutto suo trova comunque la strada maestra per il successo. Sotto lo striscione della capitale del Béarn resta la delusione di Veistroffer, punito dopo una giornata intera all'attacco, ma anche la consolazione di aver dato un senso a una corsa che rischiava di essere soltanto attesa. La Lotto-Intermarché, del resto, non torna a mani vuote: dopo la fuga del suo alfiere piazza anche Huub Artz al quarto posto della volata. In cima alla classifica generale non cambia nulla: Torstein Traeen conserva la maglia gialla e gli uomini di classifica chiudono insieme, risparmiando forze. La tregua, però, dura una notte sola: da Pau si riparte verso Gavarnie-Gèdre, dove il Col d'Aspin e il Tourmalet riapriranno il conto vero della montagna.

  Ordine d'arrivo, quinta tappa Tour de France 2026 1. Olav Kooij (Decathlon CMA CGM Team) 3h29'07" 2. Max Kanter (XDS Astana Team) s.t. 3. Tim Merlier (Soudal Quick-Step) s.t. 4. Huub Artz (Lotto-Intermarché) s.t. 5. Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) s.t. 6. Biniam Girmay (NSN Cycling Team) s.t. 7. Mads Pedersen (Lidl-Trek) s.t. 8. Milan Fretin (Cofidis) s.t. 9. Anthony Turgis (TotalEnergies) s.t. 10. Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility) s.t.