Il sole picchia già forte su Lannemezan quando la carovana si allinea per quella che deve
essere la prima vera resa dei conti tra le ruote veloci. I Pirenei restano lì, a sud, come una
promessa rimandata: dopo un avvio fatto di scintille, di cronosquadre e di salite, la
giornata degli sprinter arriva soltanto adesso, alla quinta tappa. Davanti ci sono 158,3
chilometri che tagliano la Guascogna, terra di Armagnac e di moschettieri, con il gruppo
chiamato a rincorrere Pau, capitale del Béarn e una delle città che più a lungo hanno
cullato la Grande Boucle. Il primo avversario, però, non ha nome di corridore: è il caldo. I
Pirenei Atlantici sono in allerta arancione, e la corsa lo sa fin dai primi metri.
Alle 14:17 viene dato il via ufficiale, e non serve nemmeno un chilometro perché la fuga
prenda forma. La disegna un uomo solo, Baptiste Veistroffer (Lotto-Intermarché), che
parte deciso e non si volta più indietro. Nessuno lo segue. È una fuga solitaria, quasi un
gesto d'orgoglio per una squadra che ha già perso Arnaud De Lie e che in giornate come
questa deve inventarsi un modo per esistere. Il gruppo lo lascia andare senza affanni: a
dettare il ritmo è dapprima la Uno-X Mobility, a protezione della maglia gialla di Torstein
Traeen, poi si fanno sotto Soudal Quick-Step e Alpecin-Premier Tech, che prendono in
mano la corsa per i loro velocisti.
Il margine del francese oscilla tra i due e i tre minuti, mai di più, perché è una di quelle
giornate che si corrono controvento e che logorano chi sta al comando.
Veistroffer copre
45,7 chilometri nella prima ora, un ritmo che dice tutto sulla fatica di una scampagnata che
scampagnata non è. Intanto la Guascogna scorre lenta sotto le ruote: la bastide di
Mirande, il paese di Montesquiou legato alla famiglia della madre di d'Artagnan, il donjon
di Bassoues che dall'alto dei suoi oltre quaranta metri lascia intravedere, nelle giornate
limpide, la stessa catena che il Tour scalerà l'indomani. Poi Marciac, patria del jazz, e i
filari dell'Armagnac. Lungo le strade la gente si accalca cercando un po' d'ombra dal
solleone.
A una decina di chilometri dal traguardo volante di Vic-en-Bigorre le squadre degli sprinter
si mettono in ordine. Veistroffer transita per primo e incassa i 25 punti, ma dietro è
battaglia vera per la piazza d'onore: la XDS Astana Team lancia il proprio trenino e Max
Kanter va a prendersi il secondo posto davanti alla maglia verde Mads Pedersen (Lidl-
Trek), a Biniam Girmay e a Jasper Philipsen. Poco prima, ai -48,5 km, una foratura ferma
Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike): il danese riparte in fretta, assistito
dall'ammiraglia, e si riaccoda al gruppo senza pagare dazio.
Superati gli strappi di Lamayou e di Maure, il vantaggio del battistrada si assottiglia. Ai -
26,4 km comincia la Côte de Baleix, unico Gran Premio della Montagna della tappa:
Veistroffer scollina in solitudine, mentre alle sue spalle la EF Education-EasyPost pilota
Alex Baudin a raccogliere l'ultimo punto in palio, così che la maglia a pois rafforzi il proprio
primato. Appena dopo il valico allunga Fred Wright (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team),
seguito da Kasper Asgreen e, in copertura, da Valentin Paret-Peintre: i tre guadagnano
una ventina di secondi, mentre più indietro perde le ruote Arvid de Kleijn, che ormai non
sarà della partita.
Il gruppo, però, non concede nulla. Il terzetto viene riassorbito e ai -14,2 km si spegne
anche la lunga avventura di Veistroffer, davanti per oltre centoquaranta chilometri.
Restano i tratti più nervosi, quelli delle grandi manovre in vista della volata: la Cofidis si
porta in blocco al comando, ma proprio quando lo sprint sembra prendere forma arriva la
caduta. Vanno a terra diversi uomini della Soudal Quick-Step, tra cui Jasper Stuyven, e il
più penalizzato è Alex Molenaar (Caja Rural-Seguros RGA). Pochi metri più avanti un altro
corridore finisce lungo in una rotonda, contro l'aiuola.
I treni si scompongono, e all'imbocco
dell'ultimo chilometro davanti sono rimasti in pochi.
Lì la XDS Astana Team ha sistemato bene i suoi uomini, e con loro c'è Olav Kooij, mentre
Merlier e Philipsen restano più arretrati. Il neerlandese non aspetta un istante di troppo:
trova la ruota giusta, la abbandona al momento esatto e lancia una progressione che non
lascia scampo. Alle sue spalle si arrende Kanter, secondo, mentre Tim Merlier risale con
rabbia e agguanta il terzo posto.
Kooij taglia il traguardo di Pau con le braccia al cielo e i pugni serrati, la bocca spalancata
in un urlo liberatorio. È la prima vittoria alla Grande Boucle per il velocista olandese, al
debutto assoluto al Tour de France e a segno già alla prima occasione utile per gli sprinter:
la ruota veloce che non aveva nemmeno un treno tutto suo trova comunque la strada
maestra per il successo. Sotto lo striscione della capitale del Béarn resta la delusione di
Veistroffer, punito dopo una giornata intera all'attacco, ma anche la consolazione di aver
dato un senso a una corsa che rischiava di essere soltanto attesa. La Lotto-Intermarché,
del resto, non torna a mani vuote: dopo la fuga del suo alfiere piazza anche Huub Artz al
quarto posto della volata. In cima alla classifica generale non cambia nulla: Torstein
Traeen conserva la maglia gialla e gli uomini di classifica chiudono insieme, risparmiando
forze. La tregua, però, dura una notte sola: da Pau si riparte verso Gavarnie-Gèdre, dove il
Col d'Aspin e il Tourmalet riapriranno il conto vero della montagna.
Ordine d'arrivo, quinta tappa Tour de France 2026
1. Olav Kooij (Decathlon CMA CGM Team) 3h29'07"
2. Max Kanter (XDS Astana Team) s.t.
3. Tim Merlier (Soudal Quick-Step) s.t.
4. Huub Artz (Lotto-Intermarché) s.t.
5. Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) s.t.
6. Biniam Girmay (NSN Cycling Team) s.t.
7. Mads Pedersen (Lidl-Trek) s.t.
8. Milan Fretin (Cofidis) s.t.
9. Anthony Turgis (TotalEnergies) s.t.
10. Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility) s.t.
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