Il sole catalano picchia forte fin dal mattino, e a Barcellona le rampe del Montjuic
aspettano la corsa come un giudice paziente. Da Tarragona scattano in 183, unico
assente Clément Berthet, rimasto ammaccato nella cronosquadre della vigilia. Concluso il
trasferimento, alle 14:00 comincia la corsa vera, e la prima ora vola via a velocità
impressionante, con oltre cinquanta chilometri percorsi.
Davanti si fanno largo in tre: Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla), Frank van den Broek
(Team Picnic PostNL) e Alex Molenaar (Caja Rural-Seguros RGA). Il loro margine cresce
fino a 3'45", ma è chiaro da subito che il gruppo non intende regalare nulla, non con un
finale del genere in agguato. A -159 km una caduta coinvolge Biniam Girmay (NSN
Cycling Team), Kelland O'Brien (Team Jayco AlUla) e Silvan Dillier (Alpecin-Premier Tech):
il conto più salato lo paga Aaron Gate (XDS Astana Team), che raggiunge la vettura
medica con il volto insanguinato.
Al traguardo volante di Viladecans passa per primo Molenaar, mentre alle sue spalle il
gruppo si accende per gli ultimi punti e Girmay precede Mads Pedersen (Lidl-Trek). Sulla
Côte de Begues, primo Gran Premio della Montagna, è ancora Molenaar a comandare. La
media della corsa sfiora i 46 km/h: una giornata tutt'altro che pigra.
Avvicinandosi a Barcellona, la UAE Team Emirates XRG si porta in testa al gruppo, e le
intenzioni bellicose di Tadej Pogacar diventano lettura obbligata. Cadono le ruote veloci,
da Arnaud De Lie a Fernando Gaviria fino a Tim Merlier. Trema anche il piano UAE
quando Isaac Del Toro si ferma a bordo strada per un problema meccanico: il gruppo si
rialza, Nils Politt lo aspetta e lo riporta con pazienza nelle prime file. Poco dopo tocca a
Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) vivere il suo calvario: foratura, la bici presa al
volo dal compagno Aurélien Paret-Peintre, una rincorsa lunghissima e persino un brivido
quando l'ammiraglia della TotalEnergies si ferma per soccorrere Alexandre Delettre e una
vettura stringe i due francesi verso le transenne. Il prodigio di Lione rientra proprio mentre
il gruppo imbocca il circuito finale.
Comincia allora il valzer del Montjuic, da salire tre volte. In testa si mette Brandon McNulty,
e da lì non si sposterà quasi mai: un lavoro monumentale per la sua UAE. La prima
scalata fa esplodere il gruppo. Vingegaard risale e si incolla alla ruota di Pogacar, che oggi
veste la Maglia a Pois, con Remco Evenepoel (Red Bull - BORA - hansgrohe) subito
dietro. Perdono contatto Julian Alaphilippe, Valentin Paret-Peintre e Damiano Caruso, poi
Ben Healy (EF Education-EasyPost) e Derek Gee-West (Lidl-Trek): restano una
quarantina di uomini. Sulla seconda ascesa McNulty rilancia, Tom Pidcock risale fino alle
prime posizioni, Seixas si riporta addirittura a ruota di Pogacar. In uno di questi passaggi si
intravedono il capitano e Del Toro scambiarsi qualche parola.
All'ultimo passaggio McNulty è ormai svuotato e si sfila. Attacca la salita decisiva Matteo
Jorgenson, ma è Tiesj Benoot (Decathlon CMA CGM Team) ad accendere la miccia:
saltano Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech) e gli ultimi gregari, mentre Adam
Yates si porta davanti per il capitano. Sullo scollinamento parte Tobias Halland
Johannessen (Uno-X Mobility), che transita per primo al Gran Premio; Richard Carapaz
(EF Education-EasyPost) prova a rilanciare, ma Pogacar non lo lascia andare. In discesa
ci prova Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), e Del Toro chiude di forza.
Ultimo chilometro. Ripreso Skjelmose, Del Toro rilancia in curva con un tempismo perfetto,
scava il varco decisivo e lo difende con le unghie. Vingegaard gli prende la ruota ma non
riesce a superarlo, e la Maglia Gialla deve arrendersi allo scatto del messicano. Pogacar,
l'unico rimasto con le gambe per rientrare, sceglie di restare a ruota senza contendere e di
prendere in carico i rivali. Del Toro taglia il traguardo a braccia spalancate, urlando la sua
gioia, con il capitano al fianco a fargli festa in Maglia a Pois. Evenepoel chiude terzo e
Vingegaard quarto, racchiusi nello stesso tempo del vincitore: la Maglia Gialla resta sulle
spalle del danese, ma Pogacar, complici gli abbuoni, gli rosicchia secondi preziosi.
Per Isaac Del Toro è il primo successo in questo Tour ed è già storia: soltanto il secondo
messicano capace di vincere una tappa alla Grande Boucle, per giunta alla sua primissima
frazione in linea nella corsa. Il suo bottino non si ferma qui, perché veste anche la Maglia
Verde e la Maglia Bianca, mentre la Maglia a Pois premia la fuga di Alex Molenaar. Va
riconosciuta anche la generosità di Pogacar, che ha rinunciato a un successo alla sua
portata per lasciarlo al compagno più giovane: nella sua posizione, a caccia del quinto
Tour, in pochi lo avrebbero fatto. Ma la tappa l'ha vinta Del Toro, con lo scatto giusto e la
forza di respingere perfino la Maglia Gialla, e la rivelazione del Giro 2025 entra così a
pieno titolo tra i grandi.
Ordine d'arrivo
1. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) 3h40'01"
2. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) s.t.
3. Remco Evenepoel (Red Bull - BORA - hansgrohe) s.t.
4. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) s.t.
5. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +3"
6. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) +3"
7. Romain Grégoire (Groupama-FDJ United) +3"
8. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) +3"
9. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) +3"
10. Tom Pidcock (Pinarello - Q36.5 Pro Cycling Team) +3"
Classifica generale
1. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) 4h01'48"
2. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) +6"
3. Remco Evenepoel (Red Bull - BORA - hansgrohe) +15"
4. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) +16"
5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +19"
6. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) +42"
7. Romain Grégoire (Groupama-FDJ United) +44"
8. Florian Lipowitz (Red Bull - BORA - hansgrohe) +45"
9. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) +53"
10. Tom Pidcock (Pinarello - Q36.5 Pro Cycling Team) +1'00"
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