9ª Tappa Giro Women 2026 – Vollering colora di rosa la tripla corona, Longo Borghini si riscatta nella volata di Saluzzo

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  Saluzzo si sveglia adagiata ai piedi del Monviso, capitale di un antico marchesato che per quattro secoli dettò legge fra la pianura cuneese e le prime valli alpine. La Castiglia veglia sul borgo dall'alto e lungo le transenne si accalca un Piemonte che aspetta la sua festa. È da qui, e qui ritornerà dopo centoquarantacinque chilometri, che parte l'ultimo atto della Corsa Rosa. Duemiladuecento metri di dislivello, tre Gran Premi della Montagna, ma nessuna delle salite tremende dei giorni scorsi: sulla carta una frazione di mezza montagna, in realtà un campo minato. Anna van der Breggen muove con la Maglia Rosa sulle spalle e quarantanove secondi di margine su Demi Vollering, e in molte già pregustano il suo quinto trionfo. La strada, però, è lunga, e tutt'altro che docile. Si parte forte, in un susseguirsi di scatti e controscatti che il gruppo rintuzza uno dopo l'altro. Quattro coraggiose guadagnano un soffio di vantaggio, ma è fuoco di paglia: il plotone le riassorbe in fretta. Sarà la prima salita ad accendere la miccia. Al chilometro 46 la corsa si impenna su Montoso, prima categoria, l'asperità più dura della giornata, nove chilometri che dopo le prime rampe si drizzano oltre il dieci per cento. È qui che la FDJ United-SUEZ prende in mano la corsa: detta un ritmo durissimo e fa esplodere il gruppo. Si staccano le velociste, cedono le meno brillanti, davanti resta un drappello di big. Vollering scollina per prima e incamera i venti punti che le valgono il comando nella classifica scalatrici, mentre van der Breggen transita più indietro, attenta a non perdere le ruote che contano. È in discesa, però, che la tappa cambia volto. A novanta chilometri dal traguardo Elisa Longo Borghini si butta giù dai tornanti con la sfrontatezza di chi in classifica non ha più nulla da difendere e tutto da osare. La corsa si frantuma. Davanti si forma un terzetto, la campionessa italiana con Antonia Niedermaier e Niamh Fisher-Black, e il gruppo della Maglia Rosa resta attardato. Niedermaier, terza a un minuto e venti alla partenza, capisce in un attimo la posta in gioco: là davanti, secondo per secondo, è lei la nuova padrona virtuale della corsa. Comincia un lungo braccio di ferro a distanza, ed è qui che si gioca il Giro. Nel gruppo inseguitore van der Breggen e Vollering si fronteggiano come a scacchi, ognuna in attesa che sia l'altra a spendersi. Ogni volta che il distacco scivola verso il minuto e venti, la Maglia Rosa rallenta appena, sazia di un margine che le basta a restare in testa. E ogni volta la FDJ rimette il ritmo, perché a Vollering quel margine non basta affatto: deve riportarsi sotto Niedermaier per non vedersi soffiare anche il secondo posto. Così il divario sale e scende, mentre più indietro Marlen Reusser fa l'elastico prima di arrendersi al suo passo. L'inseguimento è fatto di strappi e ripensamenti, e ogni esitazione è ossigeno per le tre davanti. Sulla Colletta di Brondello, l'ultimo strappo a una quarantina di chilometri dal traguardo, Vollering decide che il tempo dei calcoli è finito. Scatta secca. Van der Breggen prova a reagire, le si incolla alla ruota per qualche centinaio di metri, poi molla. La Maglia Rosa è sola, senza una compagna che la aiuti, le gambe che hanno smesso di rispondere. Vollering, al contrario, è in stato di grazia: scollina e si tuffa nella discesa come una saetta, al limite in ogni curva, divorando secondi. Riprende Femke de Vries, poi si ricongiunge alle tre di testa. Dietro, van der Breggen sprofonda fino a farsi raggiungere dalla stessa de Vries che aveva appena scollinato dopo di lei: il segnale che il suo ritmo si è fatto lentissimo, che la giornata le è scappata di mano. Ed è qui la risposta alla domanda che tutti si portano dentro. Come ha fatto Vollering a strappare quasi un minuto a van der Breggen in una tappa senza i mille tornanti e i tremila metri di dislivello delle giornate alpine? Con un'arma sola, affilata come poche: la picchiata. Dove la rivale amministra, lei attacca; dove la strada scende, lei osa quello che le altre non osano. Al traguardo volante passa per prima e raccoglie altri sei secondi di abbuono.

  La classifica virtuale si capovolge: la Maglia Rosa è sua. Negli ultimi chilometri il quartetto di testa, Vollering, Longo Borghini, Niedermaier e Fisher- Black, fila a cambi regolari verso Saluzzo, con oltre due minuti sul gruppetto della rosa sbiadita. A cinquecento metri parte Fisher-Black, ma Longo Borghini la rimonta con uno sprint potente e taglia per prima la linea di via Circonvallazione. Leva le braccia al cielo a pugni chiusi, poi le distende verso il basso ai lati: il riscatto, dopo una primavera tribolata da malanni respiratori e da una sfilza di forfait nelle classiche, arriva proprio qui, davanti al pubblico di casa, e ha il sapore più dolce. Niedermaier è terza, Vollering quarta a tre secondi, e mentre transita può finalmente esultare. Il suo Giro è cominciato lassù, sulla discesa di Brondello. Con la Corsa Rosa, Vollering completa la tripla corona dei Grandi Giri: dopo il Tour de France del 2023 e le due Vuelta del 2024 e 2025, le mancava soltanto il Giro. Il cerchio è chiuso, e il suo nome entra in una cerchia ristrettissima. Van der Breggen, partita in rosa e attesa al quinto sigillo, scivola terza a un minuto e trentasette: una corsa difesa per giorni e perduta nell'ultima frazione, quella in cui le grandi montagne non c'erano e dove invece è bastata una discesa. Cala il sipario su Saluzzo, sotto il Monviso, là dove tutto era partito. Le maglie del Giro d'Italia Women 2026 trovano le loro regine: la Maglia Rosa della classifica generale va a Demi Vollering, la Maglia Rossa dei punti a Elisa Balsamo, la Maglia Azzurra degli scalatrici ancora a Demi Vollering, la Maglia Bianca dei giovani a Isabella Holmgren.

Ordine d'arrivo della nona tappa: 1. Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ) in 3h45'09" 1. Niamh Fisher-Black (Lidl-Trek) stesso tempo 1. Antonia Niedermaier (Canyon//SRAM zondacrypto) a 2" 1. Demi Vollering (FDJ United-SUEZ) a 3" 1. Femke de Vries (Team Visma | Lease a Bike) a 2'23" Classifica generale finale: 1. Demi Vollering (FDJ United-SUEZ) in 29h54'19" 1. Antonia Niedermaier (Canyon//SRAM zondacrypto) a 30" 1. Anna van der Breggen (Team SD Worx-Protime) a 1'37" 1. Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ) a 2'44" 1. Niamh Fisher-Black (Lidl-Trek) a 3'26"