6ª Tappa Giro Women 2026 - Poker di Balsamo a Brescello, il ventaglio spaventa il Giro

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  Ad Ala, la città del velluto, il Giro Women lascia la montagna e torna alla pianura. Basta il chilometro zero perché quattro ragazze prendano il largo, ed è una fuga tutta italiana, fatta delle squadre di casa: Camilla Bezzone della Mendelspeck E-Work, Sharon Spimi della Top Girls Fassa Bortolo, e le due Vini Fantini-BePink Gaia Segato e Irene Cagnazzo. Sono quasi tutte ragazzine, Segato e Cagnazzo poco più che ventenni, Bezzone ancora più giovane. Spimi no: ha ventinove anni e una vita prima della bici, da triatleta, lasciata per i guai alle anche e ripresa da capo. Per loro questa è la giornata buona, la vetrina che cercavano, e il gruppo gliela concede subito, senza muovere un dito. Il vantaggio sale piano, oltre i quattro minuti, e lì si ferma, immobile. È la giornata che il percorso prometteva: lunga, piatta, da velociste, con il lago di Garda da costeggiare e la Pianura Padana ad attendere in fondo. Per ottanta chilometri non accade quasi nulla. Le quattro davanti si danno il cambio e si godono il loro momento, il gruppo amministra a fisarmonica, allenta e riprende, e il vero avversario è il sole della Bassa, che picchia sulle strade aperte e logora in silenzio chi pedala. Poi arriva il vento. La Uno-X Mobility si porta tutta davanti, in fila, e su un argine scoperto a una sessantina di chilometri dal traguardo allunga di forza, là dove l'aria gira e taglia la strada di traverso.

  Il gruppo si tende come una corda, poi si strappa: si aprono i buchi, e in pochi metri il plotone si spezza in più tronconi. È ventaglio. E nel troncone sbagliato finiscono i nomi che pesano: Demi Vollering, che ieri ha vinto sulle Dolomiti, ed Elisa Longo Borghini, due volte regina del Giro, restano tagliate fuori, a inseguire a un centinaio di metri dalla maglia rosa Anna van der Breggen, della SD Worx- Protime, rimasta al sicuro davanti. Per qualche chilometro la tappa più piatta della corsa minaccia di rovesciare la classifica. Ma il vento spaventa soltanto. Vollering e Longo Borghini si rimettono in fila con le compagne, spingono, e a forza di chilometri rientrano. Più indietro resta staccato il gruppo di Marlen Reusser, fino a 1'22", poi anche lei ricuce metro su metro. A poco meno di 47 km dall'arrivo il plotone è di nuovo uno solo. Il solco in classifica non si scava, ma la paura è stata vera, e la fatica per chiuderla resta nelle gambe. Al traguardo volante di Ospitaletto, a 40 km dalla fine, si gioca un duello dentro il duello. Balsamo si prende i dodici punti e blinda la maglia rossa, ma dietro di lei si muovono le rivali per la generale: Vollering passa quarta, van der Breggen quinta, e l'olandese si gratta qualche secondo di abbuono sulla maglia rosa. Poca cosa, ma nella sua rincorsa ogni secondo conta, e van der Breggen non le lascia un metro. Quando il finale sembra ormai apparecchiato per la volata, ci prova un'ultima ragazza di casa. Giorgia Serena, della Mendelspeck E- Work, scatta a una ventina di chilometri dall'arrivo. Non è una sprinter: è una passista, una specialista della prova contro il tempo che con la nazionale corre su pista, e si vede dal modo in cui macina da sola, senza un attimo di esitazione. Il gruppo la lascia andare e i treni delle velociste si studiano, nessuno vuole tirare per le altre: così il vantaggio di Serena non solo regge, cresce, fino a sfiorare il minuto. Per qualche chilometro l'azzardo della cronowoman diventa una minaccia concreta. Poi le squadre si scuotono, alzano il ritmo tutte insieme, e il margine si scioglie in fretta. A 9 km dall'arrivo la corsa la riassorbe.

  La Mendelspeck, però, ha aperto la giornata al chilometro zero con Bezzone e l'ha riaccesa qui con Serena, protagonista dal primo all'ultimo atto. Sopra Brescello, intanto, il cielo si fa nero e si alza un soffio di vento. La pioggia non cade, ma le sei curve dell'ultimo chilometro e mezzo, alcune a gomito, bastano a far paura da sole. A 1,1 km dall'arrivo la paura diventa caduta: su una di quelle curve due atlete finiscono a terra contro lo spartitraffico, una della Liv-AlUla-Jayco e una della Fenix-Premier Tech, compagna di Charlotte Kool. Il gruppo si spezza un'ultima volta, e diverse corridrici, bloccate dietro l'incidente, restano tagliate fuori e non possono giocarsi la volata. Davanti, però, la Lidl-Trek ha già montato il suo treno e ne è uscita pulita. Lucinda Brand, campionessa del mondo di ciclocross, tira un lancio lunghissimo e consegna Balsamo all'ultima curva. Maggie Coles-Lyster, della Human Powered Health, parte da lontano e per un attimo la passa, ma è proprio la mossa che Balsamo aspetta: le si mette a ruota, la lascia sfogare, poi negli ultimi metri esce e la supera. Sul traguardo del paese di Don Camillo alza le braccia al cielo, i pugni chiusi. È il poker, la quarta vittoria in sei tappe. Dietro, Coles-Lyster tiene il secondo posto, terza è Georgia Baker della Liv-AlUla-Jayco. La maglia rosa resta sulle spalle di van der Breggen, la classifica generale non cambia. Una tappa nata per non avere storia ha avuto il suo giorno di sole, di vento e di nervi, e alla fine ha parlato ancora italiano.

Ordine d'arrivo

1 Elisa Balsamo Lidl-Trek 3:54:02 2 Maggie Coles-Lyster Human Powered Health s.t. 3 Georgia Baker Liv-AlUla-Jayco s.t. 4 Célia Gery FDJ United-Suez s.t. 5 Chiara Consonni Canyon//SRAM zondacrypto s.t. 6 Gladys Verhulst-Wild AG Insurance-Soudal s.t. 7 Lara Gillespie UAE Team ADQ s.t. 8 Lily Williams Human Powered Health s.t. 9 Alessia Zambelli Top Girls Fassa Bortolo s.t. 10 Alexandra Volstad EF Education-Oatly s.t.