Alla partenza di Roncade la Maglia Rosa non si nasconde.
"Sicuramente non era il modo in cui volevo ottenere la Maglia Rosa,
però adesso è sulle mie spalle quindi l'obiettivo è onorarla", dice
Elisa Balsamo prima del via, con la franchezza di chi sa di aver
ricevuto un primato dal verdetto dei commissari e vuole trasformarlo
in qualcosa di suo. "Ca' del Poggio è una salita vera, sarà
importante prenderla davanti perché non sai mai quello che può
succedere: da lì in poi ci sarà possibilità di recuperare e preparare
lo sprint."
Le parole restano sospese nell'aria calda del mattino veneto. Alle
11:15 il chilometro zero scioglie la carovana sui 156 km che da
Roncade conducono al mare di Caorle, una frazione disegnata per
le ruote veloci con una sola ruga a spezzarne la quiete, il Muro di
Ca' del Poggio a -89 km dal traguardo. Il sole picchia, il ghiaccio
gira di mano in mano già al foglio firma.
La corsa non aspetta. Nei primissimi chilometri scattano in tre:
Eleonora La Bella, dell'Aromitalia Vaiano, e le due portacolori della
Top Girls Fassa Bortolo, Elisa De Vallier e Sara Luccon. Dietro
provano a rientrare Giorgia Serena e Fariba Hashimi, raggiunte
poco dopo da Josie Nelson, ma il drappello inseguitore resta
sospeso a mezza via e mai chiude. Il gruppo, con la Maglia Rosa al
riparo, lascia fare e occupa tutta la sede stradale.
Il vantaggio cresce con la pazienza di chi non trova opposizione:
due minuti, poi quattro, fino a sfiorare i sette a metà tappa. Le tre
davanti pedalano d'accordo, e ai traguardi di giornata si dividono il
bottino.
A Cimadolmo, a -110 km, è Luccon a passare per prima
davanti alla compagna De Vallier, terza La Bella: doppietta Top Girls
al traguardo volante. Poi la strada si impenna.
Ca' del Poggio è il primo Gran Premio della Montagna di questo
Giro, un chilometro e poco più al 12 per cento medio con punte al
19. La prima a scollinare veste la prima Maglia Azzurra della corsa,
e a prendersela è proprio La Bella, che transita in vetta davanti a
De Vallier e Luccon. La Bella, unica a non vestire i colori della Top
Girls, si porta a casa il premio più pregiato, mentre le due
compagne si accontentano dei punti del volante. A ciascuna
qualcosa: ed è per questo, forse, che la fuga regge ancora,
nessuna si tira indietro.
Sullo strappo gli equilibri alle spalle si frantumano. Il gruppo
accelera, le inseguitrici vengono riassorbite, e il vantaggio delle tre
crolla di colpo da oltre quattro minuti a poco più di uno. Per qualche
chilometro la corsa sembra avviata alla resa anticipata, poi il
plotone toglie di nuovo il piede e concede respiro. È la fase più
curiosa della giornata: De Vallier, in fuga e con il margine che torna
a gonfiarsi oltre i due minuti, diventa Maglia Rosa virtuale, e il
gruppo non sembra darsene per inteso.
Tra Roncade e il mare la
corsa respira a fisarmonica, il distacco che sale e scende come le
maree di Caorle.
Oltre lo scollinamento restano quasi novanta chilometri, tutti piatti, e
la matematica gioca contro le tre. Eppure il plotone indugia, le
squadre delle velociste si studiano, nessuna vuole assumersi per
intera la caccia. Solo dentro gli ultimi 25 km i treni si compongono e
l'andatura sale per davvero. Il margine comincia a sciogliersi: due
minuti, poi uno, poi i secondi. Le tre non si arrendono, continuano a
darsi il cambio anche quando il gruppo le ha ormai in vista, su un
lungo rettilineo che le mette faccia a faccia con la loro fine. La fuga
muore a -14 km, dopo una giornata intera in avanscoperta.
Ricucita la corsa, comincia la battaglia per le posizioni. Il finale di
Caorle è nervoso, quattro curve negli ultimi due chilometri, due
delle quali a gomito, e una svolta secca a sinistra a 600 metri
dall'arrivo. Tutte le big delle ruote veloci risalgono e si contendono
la testa: la Lidl-Trek lavora per Balsamo, la Fenix-Premier Tech
porta avanti Charlotte Kool, la Canyon-SRAM piazza Chiara
Consonni, l'UAE Team ADQ protegge Lara Gillespie. Nessuna delle
attese resta tagliata fuori.
È Elisa Longo Borghini a prendere per prima la curva decisiva e a
rilanciare in testa: la due volte regina della corsa si fa pesce pilota
per la propria velocista, la lancia verso lo sprint. Negli ultimi 500
metri il gruppo si allunga in fila indiana, esce dall'ultima curva e la
Maglia Rosa parte. Balsamo esce sulla destra, trova il varco e
vince. Pochi metri oltre la linea alza il braccio destro verso il cielo,
l'indice puntato in alto, lo sguardo rivolto verso l'azzurro: un gesto
solo, netto, di chi si è tolta un peso.
Alle sue spalle chiude seconda Lara Gillespie, terza Chiara
Consonni, quarta Charlotte Kool, quinta Barbara Guarischi. Proprio
la portacolori della SD Worx-Protime, la squadra rimasta orfana di
Lorena Wiebes dopo la squalifica della vigilia, infila comunque le
prime cinque, segno che la formazione non ha intenzione di sparire
dai radar.
A Caorle il podio di tappa ricalca quello della classifica: davanti a
tutte la Maglia Rosa, poi le sue due inseguitrici più immediate. Con
gli abbuoni dello sprint, Balsamo non si limita a difendere il primato
ereditato ventiquattr'ore prima nelle stanze della giuria: lo allarga, lo
rende suo. La rosa che ieri era un verdetto, oggi è una vittoria. E la
prima Maglia Azzurra della corsa va a Eleonora La Bella, ricordo
della lunga fuga di tre ragazze che hanno acceso una tappa nata
per le velociste.
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