Roma si sveglia col sole alto e l'aria tersa della tarda primavera, e
per l'ottava volta indossa l'abito della passerella conclusiva. Il Circo
Massimo attende il verdetto dell'ultima volata, ma prima viene il rito
lento dell'addio: il gruppo procede al passo nel trasferimento,
Allocchio fa girare la scatola delle caramelle e Jonas Vingegaard ne
fa incetta, mentre i quattro uomini in maglia distintiva si concedono
qualche metro per le fotografie di circostanza.
Manca al via Sean Flynn, fermato da una infezione. A -124,5 km
tocca a tutto il Team Visma | Lease a Bike sfilare in vetrina: sopra la
maglia rosa una casacca celebrativa nera, bordata di giallo, rosso e
rosa, omaggio alla Tripla Corona del capitano. Alle 16:16 è la
Soudal Quick-Step di Paul Magnier a prendersi la scena, una delle
poche formazioni con qualcosa da giocarsi sul traguardo.
Le contese vere sono minime e laterali. Nella classifica Red Bull,
Igor Arrieta conduce su Einer Rubio per due lunghezze, con
Manuele Tarozzi possibile guastatore; lo stesso Tarozzi insegue la
graduatoria dei traguardi volanti, dove Davide Bais lo precede di
nove punti.
A -116,7 km il gruppo si avvicina al traguardo volante della Fontana
dello Zodiaco, subito dopo la passerella sul lungomare. Accelera
Filippo Turconi, che transita per primo e regala al compagno Tarozzi
la conquista della classifica degli sprint intermedi. Dietro il
bardianese passano Mirco Maestri e Thomas Silva.
Si chiude la prima ora con appena 27,1 km percorsi: l'andatura è
quella di una scampagnata. Solo all'ingresso del circuito, a -83,4
km, qualcosa comincia a muoversi. Il primo passaggio sotto lo
striscione, a -75,8 km, vede la Visma sempre al comando.
All'ombra del Colosseo si apre la girandola degli attacchi. A -68,4
km è Nico Denz a guadagnare i primi metri; a -65,7 km ci prova Ben
Turner, raggiunto da Andréa Mifsud. Al Red Bull KM, a -54 km, il
gruppo richiude e lancia lo sprint: passa per primo Arrieta, scortato
dai compagni, con Rubio solo quarto. La classifica Red Bull è
blindata.
A -46,8 km un nuovo passaggio sul traguardo: Jai Hindley si ferma
per un problema meccanico ma rientra senza affanni. Davanti si
alternano i tentativi. Rémy Rochas e Tobias Bayer prendono un
margine esiguo, che cresce fino a una ventina di secondi a poco più
di due giri dalla fine. Poi rientrano Rémi Cavagna, Victor
Campenaerts e Matteo Sobrero, mentre il plotone si sgrana e la
fuga si spegne.
A -17,7 km, nelle prime posizioni di un gruppo ormai spezzato, ecco
l'uomo che Roma aspettava: Filippo Ganna allunga, e alla sua ruota
si incollano Sobrero e Jasper Stuyven, incaricati di fare da tappo
per la Lidl-Trek. A -13 km il margine tocca i 12 secondi, poi sale a
20. Il sogno del piemontese dura però lo spazio di un circuito:
l'inseguimento se lo carica sulle spalle la Unibet Rose Rockets e a -
3,1 km, con Lukáš Kubiš a dettare il ritmo, Ganna viene riassorbito.
Un ultimo guizzo di Maestri a -2,8 km non cambia il copione. A -2,2
km si formano i trenini: sarà volata. Risale Magnier con i suoi,
arrivano i Decathlon CMA CGM per Tobias Lund Andresen. Dylan
Groenewegen prende la testa, e alla sua ruota c'è Jonathan Milan.
Il friulano non aspetta: esce già prima dell'ultima curva, scatena
tutta la sua potenza e va a prendersi il rettilineo, scavando un solco
che nessuno colma. Taglia il traguardo a braccia larghe, il sorriso
aperto verso le tribune, padrone incontrastato dello sprint romano.
Alle sue spalle Giovanni Lonardi e Paul Penhoët, poi
Groenewegen; Magnier, undicesimo, conserva comunque la maglia
ciclamino della classifica a punti.
Pochi istanti più tardi arriva, in leggero ritardo e scortato dai gregari,
Jonas Vingegaard. Il danese chiude così la sua Corsa Rosa e
conquista ufficialmente il Giro d'Italia 2026: è il primo connazionale
a riuscirci e l'ottavo uomo nella storia a completare la Tripla Corona,
dopo i Tour del 2022 e 2023 e la Vuelta dello scorso anno. Con lui
festeggiano l'azzurra di Giulio Ciccone e la bianca di Afonso Eulálio,
rivelazione di queste tre settimane.
C'è un'ultima immagine che Roma consegna alla memoria. In
mezzo al gruppo pedala Damiano Caruso, trentotto anni, alla sua
nona e ultima partecipazione al Giro. Il siciliano chiude in top ten
l'edizione del suo congedo dalla Corsa Rosa, quella che nel 2021 lo
vide trionfare in solitaria all'Alpe Motta. Non è ancora l'addio
definitivo, perché il suo sogno è salutare il gruppo alla Grande
Boucle, ma la Capitale gli rende omaggio come a uno degli
interpreti più sinceri di questo sport.
Ordine d'arrivo (Top 10)
1. Jonathan Milan (Lidl-Trek) 3:05:50
2. Giovanni Lonardi (Team Polti VisitMalta) s.t.
3. Paul Penhoët (Groupama-FDJ United) s.t.
4. Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets) s.t.
5. Madis Mihkels (EF Education-EasyPost) s.t.
6. Jensen Plowright (Alpecin-Premier Tech) s.t.
7. Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM) s.t.
8. Corbin Strong (NSN Cycling Team) s.t.
9. Toon Aerts (Lotto) s.t.
10. Luca Mozzato (Tudor) s.t.
Classifica generale finale (Maglia Rosa)
1. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) 83h22'51"
2. Felix Gall (Decathlon CMA CGM) a 5'22"
3. Jai Hindley (Red Bull-BORA-hansgrohe) a 6'25"
4. Thymen Arensman (Netcompany INEOS) a 7'02"
5. Derek Gee (Lidl-Trek) a 7'56"
6. Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) a 9'39"
7. Michael Storer (Tudor) a 10'13"
8. Davide Piganzoli (Team Visma | Lease a Bike) a 10'52"
9. Damiano Caruso (Bahrain Victorious) a 11'24"
10. Egan Bernal (Netcompany INEOS) a 12'54"
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