Giro Women 2026, Wiebes squalificata a Ravenna, Balsamo prima maglia rosa

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La prima Maglia Rosa del Giro d'Italia Women 2026 è durata il tempo di una sera. Lorena Wiebes l'aveva conquistata sul traguardo di Ravenna nel modo che le riconosce tutto il gruppo, con una volata vinta di forza davanti a Elisa Balsamo, eppure il suo nome è stato cancellato dall'ordine d'arrivo prima ancora che calasse del tutto la notte. Alle 21:22, poche ore dopo la conclusione della frazione inaugurale, la direzione di corsa ha diramato il provvedimento: la neerlandese è squalificata ed esclusa dalla competizione. Non perde soltanto la tappa, ma la leadership della generale e il diritto di prendere il via nella seconda frazione. Il motivo sta nel mezzo, non nelle gambe. I commissari hanno rilevato una bicicletta non conforme al regolamento, contestando la violazione dell'articolo 2.12.007: il telaio impiegato a Ravenna non raggiungeva il peso minimo previsto dalle norme tecniche dell'Unione Ciclistica Internazionale. La soglia fissata dal regolamento è di 6,8 chilogrammi. Secondo la commissione, la bicicletta di Wiebes si fermava a 6,78. Venti grammi, sufficienti a riscrivere una giornata di corsa. A raccogliere quanto cade dalle mani della velocista è Elisa Balsamo. La piemontese della Lidl-Trek aveva chiuso seconda al traguardo, incollata alla ruota di Wiebes per l'intera volata, e si ritrova prima nella graduatoria rivista dai giudici. È la prima Maglia Rosa della sua carriera al Giro, un primato che arriva non sotto lo striscione ma nelle stanze della giuria, e che la corridore dovrà ora difendere sulla strada. La nuova classifica generale, ricalcolata anche nella redistribuzione degli abbuoni di Ravenna, vede Balsamo al comando con quattro secondi su Lara Gillespie e sei su Chiara Consonni. La SD Worx-Protime non ha accolto il verdetto in silenzio. La squadra neerlandese, una delle più solide del panorama mondiale, ha diffuso in serata un comunicato che mette in discussione l'intera procedura. "Siamo sbalorditi dalla decisione", è l'attacco della nota. Il punto che la formazione solleva riguarda la pesatura stessa: tra la prima e la seconda misurazione effettuata sulla bicicletta di Wiebes dopo l'arrivo si sarebbe registrata una differenza di oltre cinquanta grammi, abbastanza per incrinare la fiducia nel dato finale. La squadra ricorda inoltre che quella bicicletta è stata usata per tutta la stagione nella medesima configurazione, in occasioni in cui era stata pesata dai funzionari UCI e sempre trovata sopra il limite. Nella ricostruzione della SD Worx c'è anche un argomento di merito sportivo. La sanzione viene giudicata sproporzionata perché su un percorso piatto da velociste, a differenza di una salita, qualche grammo in meno non offre alcun vantaggio reale. Lo dimostrerebbe il margine stesso della vittoria, costruito con tre lunghezze di distacco sulle avversarie. È la tesi di chi ritiene che la corsa, in quella volata, l'avesse vinta la più forte, indipendentemente dal peso del telaio. Resta, sullo sfondo, un regolamento che non distingue tra vantaggio reale e violazione formale. La soglia dei 6,8 chilogrammi è una linea netta, pensata in altri tempi e per altre esigenze, e si applica nello stesso modo a una cronoscalata e a un arrivo in pianura. La giuria ha applicato la norma alla lettera. La squadra contesta la misura e il metodo. Tra le due posizioni si gioca una partita che difficilmente si chiuderà con il comunicato di una sera. Quello che la corsa porta con sé alla partenza della seconda tappa è un Giro già diverso da come lo si immaginava alla vigilia. La grande favorita per le volate non c'è più, uscita di scena senza una caduta né una crisi, ma per una decisione tecnica. La Maglia Rosa è sulle spalle di un'azzurra che dovrà legittimare sull'asfalto un primato ricevuto a tavolino. E la prima giornata, che si era chiusa con la consueta supremazia di Wiebes, lascia in eredità un punto interrogativo destinato a pesare oltre i venti grammi da cui è nato.