Il patto d'acciaio porta tremila atleti ad Alghero: la città sarda si prende il monopolio del triathlon mondiale

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Siglato l'accordo tra il Ministero dello Sport, la Federazione Italiana e il circuito Ironman. La Riviera del Corallo ospiterà la prova olimpica iridata e la gara sulle lunghe distanze nell'arco di otto giorni. Al via professionisti e amatori da tutto il mondo, guidati da una veterana britannica di ottantasei anni.

L'asse sportivo internazionale si sposta sulle coste nord-occidentali della Sardegna, suggellato da un patto formale tra le istituzioni e i colossi dell'organizzazione agonistica. La Federazione Italiana Triathlon, l'ente che governa la triplice disciplina sul suolo nazionale, ha siglato un protocollo d'intesa con il marchio mondiale Ironman, operazione condotta con l'avallo diretto del Ministero per lo Sport e i Giovani. L'accordo, limato dal segretario generale federale Valerio Toniolo, trasforma Alghero nel baricentro della multidisciplina globale, concentrando in città due eventi di vertice nel giro di otto giorni. Il calendario si aprirà sabato 30 maggio con le prove della World Triathlon Championship Series, il circuito riservato ai fuoriclasse della specialità olimpica, per poi culminare domenica 7 giugno con il debutto assoluto della tappa Ironman 70.3, la competizione commerciale di riferimento per le lunghe distanze.

La macchina organizzativa attende lo sbarco di circa 2.800 concorrenti per la gara di inizio giugno. La prova di resistenza impone agli iscritti una sequenza ininterrotta di fatiche spalmata su 113 chilometri complessivi. La gara prenderà il via con 1,9 chilometri a nuoto nelle acque della costa algherese, ai quali seguiranno 90 chilometri in bicicletta da percorrere sulle strade aperte e i saliscendi del territorio circostante. Il traguardo verrà tagliato soltanto dopo aver completato una mezza maratona di corsa, 21,1 chilometri tracciati tra la passeggiata a mare e il centro storico cittadino. Sul percorso si misureranno sia gli atleti d'élite iscritti alla gara professionistica, sia i cosiddetti "age group", ovvero i dilettanti suddivisi per fasce d'età.

L'analisi delle iscrizioni restituisce la fotografia di un bacino agonistico in espansione e marcatamente internazionale. Se la quota di atleti italiani si attesta al 46%, a certificare l'impatto logistico della manifestazione è quel 51% di partecipanti provenienti dall'estero, con le delegazioni più corpose in arrivo da Regno Unito, Germania, Francia, Brasile, Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Svizzera e Belgio. L'età media del gruppo è di 41 anni, con quasi il 20% di presenze femminili e una folta schiera di esordienti assoluti nel circuito che sfiora il 38% del totale. Tra il novizio più giovane di 18 anni e i veterani, spicca il nome della britannica Daphne Belt, che si presenterà al via all'età di 86 anni. Praticante da 35 anni, la Belt si è laureata campionessa europea di categoria nella distanza sprint per tre edizioni consecutive fino al 2024, affiancando i titoli nazionali britannici su distanza olimpica e nell'aquathlon, specialità che unisce nuoto e corsa.

L'investimento dello Stato sui grandi eventi sportivi è stato ribadito dalle dichiarazioni a margine della firma del protocollo. Il Ministro Andrea Abodi ha inquadrato il circuito di resistenza come una sfida accessibile esclusivamente a chi possiede "capacità psicofisiche al di sopra dell’eccellenza, nella quale servono fisico, testa, resistenza e talento". Una linea condivisa dal presidente federale Riccardo Giubilei, il quale ha rimarcato come l'intesa tra Governo, istituzioni sportive e marchio privato rappresenti "un segnale concreto della crescita e della credibilità del movimento", capace di unire le competizioni olimpiche agli atleti amatoriali. A chiudere il cerchio è intervenuto Thomas Veje Olsen, direttore generale del marchio Ironman per l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa, che ha certificato l'ingresso ufficiale di Alghero nel circuito mondiale richiamando l'eccezionalità dello scenario naturalistico e logistico offerto dall'Italia.