Un trionfo sportivo che si trasforma in un abbraccio collettivo leggendario. Cagliari e il Golfo degli Angeli hanno incoronato Luna Rossa, vincitrice assoluta delle prime regate preliminari della 38/a “Louis Vuitton America's Cup”. Più forte della sfortuna, più forte dei maestri di “Emirates Team New Zealand”, l'imbarcazione italiana ha firmato un capolavoro a ridosso del traguardo finale, infiammando una terra che per quattro giorni ha respirato l'aria della grande storia della vela. La giornata decisiva era iniziata in salita, con Luna Rossa ferma al terzo posto della classifica generale. Ma nel pomeriggio i "big" sono saliti in cattedra: un secondo e un primo posto nelle regate di flotta hanno garantito il pass per il decisivo “Match Race” contro i rivali di sempre, i neozelandesi.
E qui è andato in scena il capolavoro tattico. Traditi dalla tensione, i "Kiwi" hanno anticipato la partenza, incappando in una penalità immediata.
Ruggero Tita e il grande ex Peter Burling (il timoniere scalzo) non si sono fatti pregare: hanno girato la barca, sono scappati via sul filo dei nodi e hanno letteralmente fatto il vuoto. Un arrivo in solitaria, sontuoso, mentre le sirene del porto cagliaritano impazzivano e l'equipaggio stappava lo champagne a bordo. Resta solo un briciolo di rammarico per la "piccola" Luna Rossa: l'equipaggio dei giovani e delle donne guidato da Marco Gradoni è stato estromesso dalla finale per un punto a causa di un problema al software di bordo che ha provocato una doppia, sfortunata penalità in partenza. Resta, però, la certezza di un vivaio atomico. Ma se Luna Rossa ha vinto in mare, Cagliari ha stravinto a terra. Il “Race Village” di via Roma è stato preso d'assalto sin dalle prime ore del mattino da oltre 25mila persone. Un fiume umano che ha colorato il litorale fino al Lazzaretto di Sant'Elia, dove la gente si è letteralmente arrampicata ovunque pur di scorgere un lembo di vela all'orizzonte, in un mosaico internazionale arricchito da migliaia di crocieristi. Il vero picco di emozione si è raggiunto al momento delle premiazioni sul palco centrale. Davanti ai campioni in grigiorosso si è radunata una folla oceanica, una marea umana impressionante che ha risposto con cori da stadio e un boato assordante alla consegna del trofeo. Uno scenario da brividi che ha stupito gli stessi protagonisti. "Una roba del genere non si è vista nemmeno a Barcellona, l'entusiasmo di questa città è bellissimo" ha confessato un commosso Max Sirena. Gli ha fatto eco l'asso Burling, che ha definito l'accoglienza dei sardi semplicemente "Supersonic". Un successo organizzativo che spinge la Sardegna verso palcoscenici ancora più prestigiosi.
Per la Governatrice Alessandra Todde, questo evento lascia un'eredità culturale ed economica immensa, dimostrando quanto i sardi abbiano sentito propria questa sfida. L'assessore al Turismo, Franco Cuccureddu, ha confermato che l'Isola è ormai pronta per i target mondiali più esclusivi. Il circuito ora si sposterà a Napoli a settembre, in vista delle sfide del 2027, ma il sogno lanciato da Cagliari è enorme: se Luna Rossa dovesse riuscire a strappare la Vecchia Brocca ai neozelandesi, la vera America's Cup, un domani, potrebbe giocarsi proprio qui, nelle acque di casa del team Prada. Nel frattempo, Cagliari si gode una notte indimenticabile di gloria e di popolo.
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