13ª Tappa Giro 2026 - Volo di Bettiol sull'Ungiasca, vittoria azzurra a Verbania

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Il toscano della XDS Astana scolla la salita decisiva, prende il largo in discesa e cala in solitaria su Verbania per il secondo successo in carriera al Giro. Gruppo a oltre tredici minuti, classifica generale immobile. Alessandria, 13:01. Urbano Cairo, proprietario di RCS, sventola la bandiera dalla macchina del direttore di corsa. La tredicesima tappa del Giro non concede pace: dopo nove chilometri di trasferimento, Tim Torn Teutenberg rientra al gruppo giusto in tempo per il via ufficiale, e Luca Paletti rompe subito gli indugi. Il primo affondo cade nel nulla, ma stabilisce il tono. Sui rettilinei dell'Astigiano si combatte per essere davanti. A -183 km Mikkel Bjerg mostra il muso fuori dal plotone: la UAE Team Emirates XRG cerca di costruire qualcosa per Jhonatan Narváez, e la fuga di oggi è oggetto desiderato da mezzo gruppo. A -181 km Jonathan Milan piazza un'azione di forza ai cinquanta all'ora, lo sprinter della Lidl Trek che dimostra di non avere intenzione di disertare il copione. Poi a -177 km, sotto un'inquadratura della RAI che cerca subito il piemontese, ecco Filippo Ganna in seconda posizione. Sulle strade di casa il fuoriclasse della Netcompany INEOS è il sorvegliato speciale, e si vede. A -176 km Ganna parte con Matteo Sobrero, della Lidl Trek e fidanzato di Carlotta Ganna, sorella di Filippo: la coreografia famigliare però non basta. Davanti si forma un drappello di sei (Vicente Rojas, Michael Valgren, Johan Jacobs, Mark Donovan, Lawrence Warbasse e Andreas Leknessund), sul quale si riporta in solitudine Diego Pablo Sevilla. Ganna prova a portarne fuori altri, ma non c'è collaborazione e il gruppo lo rinchiude. A -169 km arriva il momento più delicato della giornata: foratura per Afonso Eulálio, atteso da Robert Stannard. La maglia rosa rientra a -165 km insieme a Paletti, ma nel frattempo cinque contrattaccanti (Francesco Busatto, Jasper Stuyven, Mirco Maestri, Bjerg e Alberto Bettiol) hanno conquistato un margine sul plotone. Per cinquanta chilometri il gruppo resta tirato come un cavo. A -156 km è Netcompany INEOS a tirare per Ganna; più indietro Gijs Leemreize prova un controscatto solitario che dura giusto il tempo di un cartello chilometrico. A -144 km i cinque contrattaccanti riassorbono i sei battistrada e a -138 km l'innesto di Axel Huens, Joshua Kench, Toon Aerts e Markus Hoelgaard porta il drappello di testa a quindici unità. La prima ora è stata corsa a 50,4 chilometri orari. A -134 km il vantaggio sfiora i cinque minuti. Il gruppo abbandona ogni velleità: la Bahrain Victorious avvia il controllo senza fretta, sapendo che davanti nessuno minaccia il primato. Il norvegese Kench si trova virtualmente a oltre venti minuti in classifica generale, ma la posta vera resta la vittoria di tappa. A -112 km i battistrada hanno otto minuti, a -93 km nove e un quarto. Eulálio pedala in coda al plotone con la testa già al tappone di domani, e la Padana sfila uguale a se stessa. A -75 km i quindici davanti viaggiano in doppia fila con cambi regolari. Una foratura di Busatto interrompe brevemente la quiete, ma il vicentino della Alpecin Premier Tech rientra in fretta. A -64 km il margine torna a salire (10'05") e a -42 km tocca gli undici minuti. È in quel passaggio che Sevilla transita per primo al traguardo volante di Stresa, senza modificare la gerarchia della maglia ciclamino. Bettiol pedala in silenzio nelle retrovie del gruppetto di testa. La salita di Bieno comincia a -25 km e dura poco più di due chilometri: pendenze gentili, salvo l'ultima rampa al nove per cento. Sevilla si porta davanti per i punti, Maestri lo accompagna. Lo spagnolo scollina davanti a Jacobs e Maestri stesso, raccogliendo tre punti che lo collocano in seconda posizione tra gli scalatori, sempre dietro a Jonas Vingegaard. Il gruppo non accenna a cambiare passo: il distacco è stabile sopra gli undici minuti e mezzo. A -18,6 km inizia l'Ungiasca, la salita che oggi conta davvero. Si stacca Jacobs, il battistrada più operoso fin lì, e la Groupama FDJ United impone una velocità che spezza la testa della corsa. A -16 km salta anche Sevilla; restano in quattro a fare selezione (Kench, Bettiol, Leknessund e Valgren). A 1500 metri dal GPM Andreas Leknessund piazza l'accelerazione decisiva, da campione nazionale norvegese: parte di scatto e in poche pedalate apre un varco netto. Bettiol prova a reagire, fatica per qualche istante, poi prende una decisione importante: non risponde col fiato corto, sale del suo passo regolare, senza fare fuori giri. Valgren e Kench non reggono il ritmo del toscano e si lasciano andare. Per qualche tornante sembra che Leknessund abbia la vittoria fra le mani. Bettiol invece guadagna metri silenziosi, uno per pedalata, finché lo schermo televisivo non li inquadra nello stesso piano: il norvegese davanti, il corridore della XDS Astana Team nel mirino. A cinquecento metri dal GPM Leknessund avverte la presenza alle spalle e prova un ultimo rilancio, ma è proprio l'ultima rampa che gli si rompe sotto le gambe. Bettiol accelera, mangia gli ultimi metri di distacco, lo affianca, lo passa. A -13,3 km Alberto Bettiol scollina in solitaria con una decina di secondi sul norvegese, che si è piantato negli ultimissimi metri dell'ascesa. Kench transita per terzo, davanti a Valgren. Falsopiano, poi la discesa pronunciata. Bettiol non concede. A -9,6 km il margine è già 19"; a -6 km tocca i 20"; a -5 km i 25". Il toscano guida la bicicletta con la sicurezza dei giorni buoni, frusta i tornanti senza imballarsi, mentre dietro Leknessund si arrende pedalata dopo pedalata. All'ultimo cartello chilometrico il norvegese è a 30 secondi, gli altri inseguitori a 47: il vuoto è fatto. Bettiol si lancia sull'ultimo rettilineo del lungolago di Verbania e taglia il traguardo da solo, braccio destro levato verso il cielo. È il suo secondo successo in carriera al Giro, dopo quello di Stradella nel 2021. Sotto lo striscione, la prima telecamera che lo inquadra in volto ne raccoglie il sorriso largo e il pugno chiuso all'altezza del petto. Leknessund chiude a 25" e si prende un secondo posto pesante, con abbuono. La volata per il terzo posto, in un quartetto composto da Stuyven, Valgren, Donovan e Kench, va al belga della Soudal Quick Step. Busatto è ottavo. Il gruppo, un po' selezionato ma compatto in tutti i suoi uomini di classifica, taglia il traguardo con poco più di tredici minuti di ritardo. Nessuna scossa nella generale: Eulálio resta in maglia rosa a 33" da Vingegaard. Domani Aosta, Pila e l'inizio vero di un'altra storia.