La frazione che doveva consacrare gli sprinter scivola via dalle dita
delle ruote veloci sull'Appennino ligure, e nella patria di Coppi e
Girardengo il colpo arriva da chi sa pungolare nel momento giusto.
Quando alle 13:19 il chilometro zero rotola sotto le ruote, Imperia è
già un'eco lontana e il mare resta a sinistra come un compagno
discreto. La carovana imbocca l'entroterra fino a Pieve di Teco,
riguadagna la costa, si infila sull'Aurelia e percorre a ritroso i
passaggi noti della Classicissima. Sembra l'incipit di una giornata
da contemplazione, e invece la prima ora corre alla velocità delle
classiche, con la corsa che si frantuma sin dai primi tornanti.
Gli scatti si rincorrono sin dal via. Johan Jacobs (Groupama FDJ
United) prova per primo, Bayer e García Cortina rispondono, e in
pochi minuti la corsa si frantuma in una serie di tentativi che il
gruppo riassorbe come un mare che ridepone i sassi sulla riva. Solo
a -153 km la composizione si fissa: Manuele Tarozzi (Bardiani CSF
7 Saber), Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta), Andréa Mifsud
(Team Polti VisitMalta), Fredrik Dversnes (Uno X Mobility), Rémi
Cavagna (Groupama FDJ United) e lo stesso Jacobs partono con
un margine che si stabilizza intorno al minuto e mezzo.
Sull'Aurelia che ripete in negativo le immagini di marzo, il drappello
vede il plotone a vista per quasi due ore. La Unibet Rose Rockets
fa l'andatura per Groenewegen, la Soudal Quick Step ha un uomo
davanti a controllare per Magnier, mentre la Visma Lease a Bike si
dispone a blocco proprio sulla ruota dei belgi. La Lidl Trek osserva.
A -102 km il copione cambia. Sui dentelli che precedono Colle
Giovo gli attacchi si moltiplicano e per qualche minuto il plotone
vede formarsi davanti un drappello nutrito che sfiora i dieci uomini.
La NSN Cycling Team chiude, il Team Polti VisitMalta riapre, e
quando la strada inizia a salire restano davanti sei contropiedisti
con poco più di un minuto.
Sul Giovo, 11,5 chilometri al 4,2% di pendenza media, la Movistar
Team replica il copione visto a Cosenza: ritmo duro per Orluis Aular,
mani aperte sui rivali. Il primo a pagare è Tobias Lund Andresen
(Decathlon CMA CGM Team) a -73,5 km, dato in giornata storta, e
con lui scivola anche Jensen Plowright. A -71,8 cede Dylan
Groenewegen. Filippo Ganna (Netcompany Ineos) si sfila in
scioltezza, scelta lucida di chi pensa alla giornata che sarà domani.
Lorenzo Milesi (Movistar Team) detta il passo, e a poche centinaia
di metri dallo scollinamento si stacca anche Jonathan Milan (Lidl
Trek), portando con sé Magnier, Van Uden, Mihkels e Vernon.
Van
der Lee (EF Education EasyPost) prende i punti del GPM; Tarozzi
aveva incassato quelli del traguardo volante di Stella.
In discesa Matteo Sobrero (Lidl Trek) si trasforma in motore
solitario, e nel giro di pochi chilometri ricuce il distacco di Milan e
Magnier sul gruppo. Sembra rimessa in carreggiata, dura meno di
una salita. Sul Bric Berton, 5,5 km al 6% inflitto subito dopo, la NSN
Cycling Team rilancia, Magnier perde di nuovo contatto e cede
anche Casper van Uden. A -54 km, quando manca un chilometro
alla cima, è il turno definitivo di Milan. Sobrero aspetta ancora una
volta, ma il gap si scolpisce nei volti. Magnier e Milan scollinano a
una quarantina di secondi dalla coda del plotone, e la rincorsa parte
già con le gambe pesanti.
Il duello a distanza fra inseguitori e gruppo dura mezz'ora. La
Movistar Team e poi la EF Education EasyPost stampano l'andatura
che rende irrecuperabile il varco. Una caduta di Nicholas Schultz
(NSN Cycling Team) non scompone il plotone, una foratura
allontana anche Ben Turner, che con Haig prova il rientro disperato.
Magnier e Milan, senza più gregari intorno, vedono il distacco
oscillare fra il minuto e il minuto e mezzo. A -16,7 km è già epitaffio:
ormai impossibile.
Al Red Bull KM è la maglia rosa a strappare il primo abbuono.
Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) chiude lo sprint davanti a Ben
O'Connor (Team Jayco AlUla) e Markel Beloki (EF Education
EasyPost), incassando sei secondi che il portoghese aggiunge alla
soglia di sicurezza su Vingegaard. Magnier e Milan si rialzano
subito dopo, atto di resa fra Pasturana e Novi.
A -7,1 km, sullo strappo di Pasturana, scatta Giulio Ciccone (Lidl
Trek). L'abruzzese vede la corsa rallentare, prova la jugulare. Igor
Arrieta (UAE Team Emirates XRG) rientra a -6,2, Beloki chiude,
l'azione si dissolve. Si mette in moto la Visma Lease a Bike a
tenere alta l'andatura, dichiarazione di presenza sufficiente a
impedire altri tentativi.
A -3,1 km esce Alec Segaert (Bahrain Victorious). Lo scatto del
belga sembra all'inizio uno strappo a sensazione, di quelli che il
plotone neutralizza in mezzo minuto.
Invece a -2,1 il vantaggio è già
di 15", Fabio Van den Bossche (Soudal Quick Step) prova ad
allungare ma non aggancia, la Visma si rialza, Milesi e la Tudor Pro
Cycling Team provano a organizzarsi, la Uno X Mobility si porta in
testa per Sakarias Koller Løland: tutti tardi, troppo tardi. Negli ultimi
rettilinei larghi della Città dei Campionissimi, costruiti per la volata,
Segaert pedala da solo. Si gira indietro, vede il vuoto cresciuto,
cambia la posizione sul manubrio. L'inseguimento si imballa,
accumula esitazioni che valgono metri, mentre il belga distribuisce
lo sforzo come nelle cronometro.
L'ultimo chilometro è una camminata sul filo del traguardo. Segaert
taglia la linea con 3" sul gruppo e si concede l'esultanza di chi
capisce di aver vinto al Giro: prima il pugno chiuso che picchia sullo
stemma della casacca, sopra il cuore, poi le braccia che si
spalancano ad ali, entrambi i pugni stretti, la bocca aperta in un
grido che il microfono non raccoglie. Dietro Toon Aerts (Lotto
Intermarché) regola lo sprint del plotone su Guillermo Silva (XDS
Astana Team) ed Ethan Vernon (NSN Cycling Team).
Per la Bahrain Victorious è un giovedì di pieni: maglia rosa addosso
a Eulálio per l'ottavo giorno consecutivo, ora con 33" su Vingegaard
e 2'03" su Arensman terzo, e vittoria di tappa nei rettilinei dove di
solito si imponeva chi a Novi Ligure ha lasciato il proprio mito.
Coppi correva da queste parti come si torna in cortile, Girardengo
qui era nato. La carovana riposa nei rettilinei piemontesi e si
congeda dai luoghi dei Campionissimi.
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