Tappa per attaccanti tra Toscana e Liguria, oltre trenta corridori a tentare la mossa nei
primi cento chilometri. Lo sprint a due sul lungomare di Chiavari decide la frazione. Gli
uomini di classifica si studiano, le gerarchie restano immobili.
A Porcari il rito iniziale è quello della carta. Lo stabilimento Sofidel domina la piana
lucchese, le bandiere rosa di Regina sventolano lungo le transenne, e quando il gruppo si
ferma al chilometro zero è un dirigente in camicia azzurra a sventolare il gagliardetto del
via. Una partenza da fermo, omaggio dichiarato a uno sponsor che ha legato il proprio
nome al Paper District della denominazione ufficiale. Poi i centonovantacinque chilometri
verso il Tigullio, con tremila metri di dislivello da assorbire e le Cinque Terre a fare da
spina dorsale alla seconda metà di giornata.
Comincia subito la guerra. Bayer, Barthe, Stuyven, Ciccone, García Cortina: in sedici
provano la mossa nei primi minuti, ma il gruppo non ne vuole sapere e a -179 km la fuga è
già appesa a un filo. Sulle prime rampe del Montemagno la UAE Team Emirates XRG e la
Red Bull BORA hansgrohe ricuciono tutto. A -161 km un nuovo affondo di Stuyven e
Ballerini in discesa dura un paio di chilometri. A -149 km Ballerini cade. Si rialza e riparte,
ma il colpo segna il suo Giro: si ritira nel pomeriggio.
A -147 km ripartono Bais, Leknessund e Harper. Dietro escono Bettiol, Ulissi, Stuyven,
Denz, Vlasov, Planckaert, Naberman, Crescioli, Hoelgaard. A -127 km i nove inseguitori
raggiungono i battistrada e si forma la fuga buona, dodici uomini al comando. Al traguardo
volante di Luni il gruppo è a 1'20", Bais si prende i punti davanti a Leknessund e Harper.
La corsa, però, non si placa: a -98 km parte Mas, a -91 km Igor Arrieta lancia una nuova
azione che porta con sé Ciccone, Rubio, Rolland e soprattutto Ben O'Connor. Il quinto in
classifica si muove, il gruppo per qualche istante sembra perdere il filo. Poi Narváez e
Zana ricuciono dal gruppo, Mas e Van Eetvelt rientrano sui primi, e a -82 km l'ecuadoriano
raggiunge la testa della corsa. Diciassette uomini al comando.
Sul Passo del Termine il duo del Team Polti VisitMalta, Bais e Crescioli, si prende i punti
per la maglia azzurra. In discesa Bernal allunga per scendere in sicurezza, gesto da uomo
prudente che vale come segnale. Sul Guaitarola la fuga si sgrana: Mas, Harper e Narváez
allungano davanti, alle loro spalle gli azzurri Bais e Crescioli tentano la rincorsa con
Barguil e Ulissi. A -59 km i tre vengono ripresi dagli inseguitori, dieci uomini al comando,
ritardo del gruppo che sale oltre i tre minuti.
Sulla discesa verso Colla dei Scioli arriva la pagina più tesa della giornata. A -40 km Van
Eetvelt arriva lungo in curva e finisce a terra, dietro di lui cadono anche Scaroni e Zana. Il
belga si rialza e prova a tornare. Zana è dolorante, perde il filo. Scaroni riparte con un
evidente dolore alla mano destra, ma in sella, e comincia una delle rincorse più belle della
giornata.
Davanti, ai -33 km, Vlasov, Stuyven e Narváez allungano sull'inizio della salita. A
-29 km parte Ulissi, Harper risponde, Stuyven salta. Sul tratto al quindici per cento Mas
sceglie il suo ritmo e raccoglie Crescioli e poi Ulissi rientrato dal davanti. Allo
scollinamento sono in sei al comando: Mas, Narváez, Vlasov, Harper, Ulissi, Crescioli.
Scaroni è a 30" e in discesa rincorre con Barguil, che presto resta indietro.
A -21 km Vingegaard si porta in testa al gruppo. Un gesto eloquente: non per attaccare,
ma per evitare rischi sulle curve liguri. È il segnale che la Visma Lease a Bike ha
rinunciato a forzare, accettando una giornata da gestire più che da vincere. Eulalio resta
coperto, la Bahrain Victorious tiene la corsa cucita senza affanno: il rosa ha 27" di credito
sul danese, nessuno dei due ha interesse a bruciarli su uno strappo come Cogorno.
Pellizzari aveva provato a inserirsi nell'azione di O'Connor, era stato neutralizzato. Gall
non si è mosso. Arensman è rimasto in copertura accanto al capitano Bernal. Sabato si va
a Pila, e oggi non era il giorno.
Davanti i sei collaborano poco, si studiano. A -17 km Scaroni vede le sagome dei
battistrada: il margine è di appena 17 secondi, il ricongiungimento sembra una questione
di pedalate. Ma sul Cogorno, a -16 km, Mas tenta un primo allungo, Narváez resta a ruota,
Harper risale del suo passo. Si forma una coppia di testa, l'ecuadoriano e lo spagnolo,
mentre il forcing del terzetto formato da Harper, Vlasov e Ulissi al loro inseguimento rialza
il muro davanti a Scaroni: ai -14 km l'azzurro è già a 42", il sogno della rincorsa si spegne
sulle ultime rampe. Al Red Bull km dei -11,9 il distacco è di 50", Crescioli lo ha raggiunto.
Mas fa il grosso del lavoro, Narváez non dà i cambi: una scelta da finisseur navigato, che
sa di avere il passo da volata e aspetta il rettilineo. A 1500 metri dal traguardo lo spagnolo
si rialza, costringe l'ecuadoriano a passare in testa, lo sfida con lo sguardo. Quando il
rettilineo finale apre i quattrocento metri di corso Valparaiso, parte la sfida secca. Mas
attacca per primo, Narváez è preparato, lo affianca, lo supera nello spazio di pochi metri e
taglia la linea con il braccio destro al cielo, l'urlo di rabbia di chi ha aspettato il momento.
Terza vittoria al Giro 2026. Mas chiude alle sue spalle, le maniche tricolori dell'Ecuador
appena oltre quelle della Movistar.
Undici secondi più tardi rimonta Ulissi, che precede in volata Harper e Vlasov. Sesto
chiude Scaroni a 1'13", settimo Crescioli appena dietro. In classifica generale non si
muove nulla nei primi nove: Eulalio resta in rosa con 27" su Vingegaard, Arensman terzo a
1'57", Gall quarto a 2'24", poi O'Connor, Hindley, Storer, Gee West e Pellizzari. L'unica
novità è al decimo posto, dove Chris Harper entra in top ten a 4'09" grazie al colpo grosso
di giornata, scalando sette posizioni in un solo arrivo. Il rosa esce indenne dalla tappa che
molti pensavano potesse incrinarlo, e si conserva intero per gli appuntamenti di salita che
restano ancora in calendario.
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