Il Cagliari spreca il pallone della salvezza e si arrende all'Udinese in un finale da rissa

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I friulani sbancano la Domus con le reti di Buksa e Gueye e toccano quota cinquanta punti. La squadra di Pisacane domina per mezz'ora ma crolla nella ripresa. Nervi tesi e insulti al fischio finale, la dirigenza rossoblù condanna i disordini.

Il Cagliari fallisce l'appuntamento con la tranquillità. Alla Domus passa l'Udinese. I friulani vincono la partita e raggiungono la soglia dei cinquanta punti in classifica. La squadra sarda aveva a disposizione la giornata perfetta per chiudere in anticipo i conti della salvezza, ma ha sprecato l'occasione. I due allenatori scendono in campo a specchio. Scelgono entrambi la difesa a tre uomini. Il Cagliari parte forte. I rossoblù alzano subito il baricentro e usano il fiato degli attaccanti per bloccare sul nascere la manovra dei difensori avversari.

I padroni di casa comandano il gioco per la prima mezz'ora. L'arbitro fischia un calcio di rigore a favore del Cagliari, ma annulla la propria decisione subito dopo aver rivisto le immagini al monitor. Le squadre tornano in campo per il secondo tempo senza volti nuovi. L'equilibrio si rompe dopo undici minuti. Solet inventa un passaggio verticale. Palestra si fa trovare fuori posizione. Kamara raccoglie il pallone e lo consegna a Buksa. L'attaccante calcia e batte il portiere Caprile.

L'allenatore rossoblù Pisacane corre ai ripari e ridisegna la difesa a quattro. Il Cagliari manda in campo tutti gli attaccanti a disposizione e si sbilancia in avanti per cercare la rete della sopravvivenza. L'Udinese aspetta e colpisce in contropiede. Gli spazi aperti si trasformano in praterie per i friulani. Nei minuti di recupero la tensione esplode. Gueye infila la porta per la seconda volta e chiude la partita. Il secondo gol scatena il caos sul terreno di gioco. Volano insulti e gesti pesanti. Il fischio finale arriva in un clima di generale gazzarra.

Il Cagliari ha pubblicato immediatamente una nota ufficiale per prendere le distanze dai disordini. La dirigenza ha ribadito i propri valori e ha condannato senza appelli ogni forma di discriminazione fisica o verbale. La squadra rossoblù conferma la sua storica fatica nel chiudere le pratiche di fine stagione. Un anno fa serviva un punto per festeggiare in anticipo e arrivarono due sconfitte consecutive. La classifica attuale si regge in gran parte sull'impresa dei nove punti conquistati in tre partite contro le squadre di vertice. Il traguardo della permanenza in categoria dista ancora una lunghezza. Le risposte sul futuro arriveranno soltanto dopo la matematica certezza.