3ª Tappa Giro 2026 – L'ultima Bulgaria, fra calcoli e fotofinish

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  Sul Tsarigradsko Shose la Bulgaria saluta il Giro: una volata a fotofinish, una Maglia Rosa difesa per uno scartino, e le valigie pronte per la Calabria Si saluta oggi la Bulgaria, e con essa la prima vita di questo Giro: tre tappe in terra straniera, le valigie, la trasferta in aereo verso la Calabria. Domani sarà riposo. Stamattina però c'è ancora qualcosa da vivere: 175 km da Plovdiv, dolce città tracia di vetri romani e basolato ottomano, fino a Sofia, capitale che attende le ruote veloci sul rettilineo del Tsarigradsko Shose, boulevard sovietico disegnato apposta per le volate. Alle 12:05 ora italiana, dopo 3400 metri di trasferimento, il primo colpo di pedale. Sono 177 al via. Mancano i ritirati di ieri: Adam Yates (UAE Team Emirates XRG), arrivato a oltre tredici minuti dopo la maxicaduta; Andrea Vendrame (Jayco AlUla), tripla frattura ai processi trasversi vertebrali; e già da ieri Marc Soler, Jay Vine, Santiago Buitrago. Il Giro non aveva avuto bisogno di troppi giorni per fare male. Alle 12:17 il km 0 e la fuga di sempre: Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Diego Pablo Sevilla (Polti VisitMalta) e Alessandro Tonelli (Polti VisitMalta) scattano e nessuno li contende, come succede ormai da Nessebar in poi. Il gruppo concede gentile e pigro i metri di rito: dopo dieci minuti di gara il vantaggio è già di 1'35", dopo un quarto d'ora 3'40". A questo punto la Soudal Quick- Step si fa avanti a regolare l'inseguimento, e poco dopo anche la Unibet Rose Rockets manda un uomo: il gap, alternativamente, sale e scende come fa l'elastico, oscillando tra i due e i tre minuti per quasi tutta la giornata.

  La strada inizia a salire dolcemente attorno ai 100 chilometri dal traguardo. La XDS Astana di Guillermo Thomas Silva, prima Maglia Rosa uruguaiana della storia, non tira né può tirare: difende. A -89,9 km, sul TV di Dolna Banja, il terzetto di testa si limita a passare nell'ordine in cui sta marciando, senza darsi la pena di una volata: Tarozzi primo, Sevilla, Tonelli. In gruppo invece la Lidl-Trek vuole i punti: Max Walscheid scorta Jonathan Milan davanti a tutti, il friulano prende i suoi tre punti e rientra. Niente di più. La media a fine seconda ora è di 40,3 km/h. Il Borovets Pass (9,2 km al 5,4%, GPM di seconda categoria), unica salita vera, comincia a -82 km. Il gruppo non alza il ritmo. Però in coda c'è il piccolo cuore della giornata. Arnaud De Lie, il fenomeno belga reduce da quella infezione da letame bovino che ha sfasciato la preparazione dell'intera Lotto-Intermarché, pagaia già in agonia, scortato dal compagno Joshua Giddings. Lì gli arriva accanto Victor Campenaerts della Visma | Lease a Bike, connazionale, amico, signore di gregariato come ce ne sono pochi: gli toglie la borraccia, mezzo chilo di peso da non portare in salita, e poi, dopo qualche centinaio di metri, gliela restituisce con una piccola spinta amica. Pennellate da romanzo gialloverde. Non basta, però: poco dopo De Lie cede del tutto, un compagno deve fermarsi per lui, Jonas Rutsch monta in testa al gruppo della Lotto a contenere il danno. Sul Borovets si scollina senza scossoni: Diego Pablo Sevilla, neanche a dirlo, si prende altri 18 punti per la Maglia Azzurra, che ora porta a 42, una collana sempre più larga sul collo dello spagnolo. Tarozzi è secondo, Tonelli terzo. Comincia la lunga discesa, vellutata, verso Samokov e poi il Lago di Iskar. De Lie tocca un picco di 4'16" dalla testa, ma a -54,3 km il treno della Lotto lo riporta in gruppo. Ghebreigzabhier (Lidl-Trek) ora tira a tutto braccio, Bettiol scorta Silva, anche Magnier dopo un piccolo cedimento recupera il suo posto. Negli ultimi venticinque chilometri la situazione è stabile, ma la regia vuole che il gruppo non rientri troppo presto: la XDS Astana, infatti, preferisce accompagnare i fuggitivi al traguardo Red Bull di Pancharevo (a 13 km dal traguardo) per evitare che qualche velocista si insinui a prendersi gli abbuoni e con essi insidi la Maglia Rosa di Silva. È la calcolatrice che governa la giornata, più che il cuore. A -17,5 km, però, un brivido: Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM) si ferma al bordo strada per un guasto meccanico. Riparte velocemente, finisce nella coda delle ammiraglie, dovrà spendere cartucce per rientrare. Una volata complicata in dieci secondi. Al KM Red Bull, finalmente, la prima volata vera dei battistrada: Tarozzi la spunta su Sevilla, Tonelli passa terzo, defilato.

  Andresen, intanto, è rientrato sulla coda del plotone. A -8,5 km i tre davanti hanno ancora 18". A -7,4 km cade Timo de Jong (Picnic PostNL): si rialza dolorante e riparte. Sotto i 6 km la solita gran battaglia per le posizioni: Bardiani CSF 7 Saber e Movistar Team si aggiungono a Soudal Quick-Step, Lidl-Trek e Tudor Pro Cycling nelle prime file. Il rettilineo finale è davvero lungo, quasi cinque chilometri tutti dritti come un righello lungo il Tsarigradsko Shose. Il gap dei tre, da 18", scende a 15" sotto i 2 km, poi sotto i 10" all'ultimo chilometro, grazie a un piccolo strappo che permette al gruppo di acchiappare visivamente i battistrada. Tarozzi, Sevilla, Tonelli vengono inghiottiti a 500 metri dall'arrivo, guardiani onesti di una giornata che non era loro. Si scatena allora la Unibet Rose Rockets a tirare per Groenewegen. Ma Jonathan Milan, arrabbiato dopo aver lasciato sul piatto la prima rosa, parte lunghissimo davvero, troppo presto, in un volo che è un grido. Alla sua ruota, però, c'è un ragazzo francese, ventidue anni, che già a Burgas aveva mostrato gambe da padrone: Paul Magnier (Soudal Quick-Step) gli si incolla, lo segue paziente, esce con potenza dirompente, lo lascia sul posto. Alza le braccia di slancio, con la felicità senza preoccupazioni di chi non si è accorto di nulla: non vede infatti Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets) saltargli alle costole come una molla impazzita negli ultimi metri, ma il francese passa per primo, sicuro. Seconda vittoria di tappa per lui dopo il colpo di Burgas, tempo di tappa 4h06'42", media 42,6 km/h. Milan è secondo, Groenewegen terzo, poi Mihkels, Malucelli, Blikra, Ackermann, Ballerini, Andresen risalito col cuore, e Zanoncello a chiudere la top ten. Silva, però, difende la Maglia Rosa: i 10" di abbuono di Magnier non bastano a colmare lo scartino della classifica generale, e l'uruguaiano della XDS Astana Team porta in Calabria la prima rosa del suo paese al Giro. Domani si vola in Italia. Si salutano i Balcani, si torna a casa.