Obiettivo raggiunto: l’Udinese taglia il traguardo dei 50 punti. Il sogno di Kosta Runjaic, l’allenatore tedesco, pescato in Polonia, che era certo di potercela fare. Dopo aver superato il Torino, i friulani passano a Cagliari (0-2). Ai rossoblù di Fabio Pisacane, non ancora salvi aritmeticamente, non basta un bel primo tempo giocato ad alta intensità. E nel quale avrebbero meritato di più. Nella ripresa l’Udinese comincia a macinare gioco, sfrutta qualità, classe e fisicità e con Buksa (il peggiore nella prima parte) e Gueye si distende serena, palleggiando meglio, ribatte tutto quel che c’è da ribattere e supera i sardi. E raggiunge la fatidica quota 50 che in questo momento significa nono posto. Kamara e Kristensen giocano una partita di altissimo livello, Karlstrom e Mlacic salvano due gol, Atta mostra grande talento e Davis quando entra crea costante pericolo anche se la sfida finisce in rissa. Proprio a causa dei battibecchi continui tra l’inglese, ammonito, e Dossena. L’arbitro Dionisi fa fatica a controllare. Pisacane perde all’ultimo il leader Yerry Mina per un fastidio al polpaccio. Il colombiano vuole il Mondiale. Quindi deve rischiare subito Rodriguez recuperato sabato. Runjaic sceglie gli uomini suoi: Piotrowski a centrocampo e Buksa in attacco. Il resto è scontato.
Con Mlacic (Bertola è appena tornato dall’infortunio) in difesa assieme a Kristensen e Solet. Si comincia a gran ritmo con Folorunsho che si danna e Zaniolo fischiato dal tifo rossoblù per questione di feeling. Pisacane si schiera a tre, sostanzialmente a specchio con l’Udinese. Che va più forte sulle seconde palle usando la sua fisicità. Folo ci prova, ma la mira è sballata, Zaniolo fa poco e si innervosisce pure. Il Cagliari pressa alto per ostacolare la costruzione di Solet dal basso e appena può, come sempre, prova a innescare Palestra. Ma dal 15' in campo ci sono solo i padroni di casa che al 30’ crossano pericolosamente ed Ehizibue ci mette la testa, ma al 31’ vanno vicinissimo al vantaggio con l’azione più bella: scambio Gaetano-Esposito-Gaetano, Okoye ci mette il pienone e manda in angolo. Un minuto dopo Dionisi assegna frettolosamente un rigore per un mani di Karlstrom che proprio non c’è. Va al monitor e cambia idea. Al 37’ l’unico sussulto friulano con Piotrowski che vede il suo tiro da fuori respinto da Caprile. Ehizibue becca poi il giallo da diffidato. Il Cagliari insiste, ma trova sempre le respinte dei grigi di Udine che dietro resistono, ma davanti fanno poco o nulla.
Si riparte senza cambi. Davis si è scaldato nell’intervallo, ma resta in panchina. Nessun problema perché l’Udinese comincia a giocare anche se al 3’ è Mlacic che si immola salvando un gol di Esposito e infortunandosi. Ecco Zaniolo: al 7’ imbeccato da Buksa colpisce il palo con la complicità di Caprile che manda in angolo. Al 9’ Mlacic si arrende ed esce. Dentro Bertola, ma anche Miller per Piotrowski così Runjaic sfrutta lo slot. E’ il momento dell’Udinese Atta tira velenosamente, Caprile salva, ma è fuorigioco. Ma all’11 i friulani passano: magia di Solet che infila la palla in “buca” nel corridoio per l’ottimo Kamara (Palestra è distratto) che mette al centro e trova Buksa che infila: 0-1. Pisacane inserisce Zappa e Sulemana e passa a quattro. Runjaic capisce che è il momento di Keinan Davis e lo butta nella mischia al 20’ per Buksa. Pisacane gioca tutte le carte, anche il trequartista uruguaiano Albarracin. Ormai è tutti avanti. Runjaic toglie Zaniolo, che esce sotto una bordata di fischi, ed Ehizibue. Ecco Gueye e Arizala. Mendy in area tira due volte, ma trova il corpo di Bertola. L’Udinese ribatte tutto e quando riparte fa male. Ci vuole super Caprile per murare Davis al 40’. Ultimo assalto di Pisacane: Belotti e Trepy per Obert e Adopo. Tutti gli attaccanti tranne Kilicsoy che evidentemente è fuori dai giochi totalmente. Cinque di recupero. E si accende il parapiglia. Davis viene ammonito per proteste in seguito a insulti razzisti (giallo poi revocato). Il recupero diventerà molto più lungo. E di tutto ciò approfittano i friulani che al 51’ raddoppiano: fuga di Davis (col quale Dossena ha ingaggiato ormai un duello senza esclusione di colpi) che serve liberissimo Gueye che insacca e chiude i conti. Ma non la rissa che continua.
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