Il baseball sardo alza la voce: la FIBS regionale e la politica fanno muro per salvare la Catalana

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Il mondo del batti e corri isolano è in subbuglio. La recente notizia del ritiro dalle competizioni agonistiche della storica Catalana Baseball Softball di Alghero ha sollevato un'onda di sdegno che ha superato rapidamente i confini sportivi, arrivando fino ai palazzi della politica e della giustizia federale. A scendere in campo, con una presa di posizione netta, è direttamente il Comitato Regionale della FIBS (la Federazione Italiana Baseball e Softball), guidato dal presidente Giovanni Antonio Sanna, che attraverso un duro comunicato chiede a Roma di abbandonare la burocrazia per salvare oltre mezzo secolo di storia sportiva.

Le origini della crisi e il blocco burocratico Per comprendere l'allarme lanciato dal territorio bisogna fare un passo indietro. Il blocco dell'attività della squadra algherese nasce da una sanzione di seimila euro, inflitta dai vertici nazionali per aver saltato due trasferte nel nord Italia durante lo scorso campionato. Una multa che, non essendo stata contestata dalla società nei rigidi tempi previsti dalla giustizia sportiva, è diventata definitiva. Questo ha innescato una reazione a catena: il sistema informatico federale ha bloccato in automatico l'iscrizione della squadra al campionato 2026. Di fronte alla rigidità della Federazione centrale, che ha respinto la richiesta di trovare una via d'uscita per non incassare la sanzione, la società si è vista costretta ad alzare bandiera bianca e fermare i propri atleti.

Il duro monito del Comitato Regionale È proprio su questo muro di gomma istituzionale che interviene Sanna, puntando il dito contro la mancanza di empatia e di dialogo da parte dei vertici romani. In un momento storico in cui lo sport fatica ad attrarre i giovani e le associazioni dilettantistiche annegano tra scartoffie e costi di gestione, il presidente regionale chiede un netto cambio di rotta. Le sue parole, messe nero su bianco, non lasciano spazio a interpretazioni: "È necessario un maggiore ascolto delle problematiche dei territori per cercare di non perdere tesserati, società e nuove opportunità di crescita. Non è sufficiente individuare referenti per ogni Regione in Consiglio Federale, se poi questi ultimi non esercitano quanto loro stessi hanno deciso. È invece necessario instaurare relazioni corrette e leali con i territori e con le Istituzioni locali democraticamente elette".

Un danno per l'intera Isola Il crollo della Catalana non è un semplice problema di campanile, ma un cortocircuito che colpisce l'intera Sardegna. Dal 2016, infatti, la società algherese porta avanti un progetto virtuoso nato con le Tigri Baseball e allargato successivamente a realtà come Iglesias, Sassari e Nuoro. Questa rete ha permesso a tanti giovani di continuare a giocare ai massimi livelli, portando addirittura il "Progetto Alghero" a conquistare la Serie A nel 2023 e a mantenere la categoria nel 2024, pur compiendo il miracolo di giocare sempre in trasferta per la mancanza di un impianto a norma in città.

Fermare questa macchina, avverte la dirigenza regionale, significa cancellare una realtà consolidata. "In questa vicenda non ci sono vincitori o perdenti, vittime o carnefici, ma solo vittime", precisa Sanna nel comunicato, ricordando come sia vitale garantire il "rispetto anche Costituzionale di tutte le società, a prescindere dalla collocazione geografica".

La politica a difesa del "diamante" L'allarme lanciato dalla FIBS Sardegna si salda con la forte mobilitazione istituzionale di questi giorni. La politica ha fatto quadrato attorno al "diamante", il termine con cui si indica tradizionalmente il campo da gioco del baseball. Il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, e il consigliere regionale Valdo Di Nolfo hanno scritto direttamente al presidente nazionale della FIBS, Marco Mazzieri, accusando la federazione di comportarsi da ragionieri, ignorando i pesanti costi legati all'insularità. Una spinta verso la ricerca di una soluzione condivisa anche dall'opposizione in consiglio comunale, con l'intervento di Marco Tedde che ha sollecitato azioni immediate.

L'appello finale di Giovanni Antonio Sanna è un invito a sedersi attorno a un tavolo prima che i danni diventino irreparabili. Il Comitato sardo si è messo a totale disposizione per trovare una via d'uscita assieme al Consiglio Federale. L'obiettivo è chiaro: fare in modo che gli atleti della Catalana e del Progetto Alghero possano tornare a correre sulle basi, e che le amministrazioni locali non vedano vanificati i fondi investiti negli impianti. La palla, adesso, è nel guantone di Roma.