Nello spareggio salvezza sorride il Cagliari. Un unico vero lampo, ma decisivo. Firmato, al 18’ del secondo tempo, ancora da Sebastiano Esposito (in gol anche col Sassuolo), il fratello, più tecnico, di Pio, che sale a sei gol. E la Cremonese va al tappeto. E’ un successo fondamentale per la squadra di Fabio Pisacane che scaccia tutti i fantasmi, salva la panchina e forse anche la squadra. Che sale a +6 sulla Cremo che resta a 27. Ora Giampaolo dovrà giocarcela soprattutto col Lecce (che ha salvato a maggio scorso), impegnato domani a Bologna, ma con un calendario più in discesa. La Cremonese ha giocato un gran primo tempo in cui meritava con un Cagliari teso e contratto. Ma è scomparsa nella ripresa, senza creare nulla davanti, quando i rossoblù, invece, sono saliti. Pisacane ha azzeccato la mossa Zé Pedro (partito inizialmente a sorpresa in panchina) che ha permesso a Palestra di giocare più alto. Ma proprio un perfetto cross del portoghese ha pescato Esposito libero di colpire e di portare la partita dalla parte dei sardi.
L’Unipol Domus è gremita. Colorata anche dai 412 tifosi della Cremo che occupano lo spicchio a loro riservato. Prima del via scorrono le immagini dello storico scudetto rossoblù datato 12 aprile 1970. La nord è in sciopero per i primi 15 minuti. Sì gioca. Pisacane modifica la squadra rispetto all’ultima partita col Sassuolo. Dietro fuori Zè Pedro e niente maglia per Dossena che rientra dalla squalifica. Palestra sta dietro. In mezzo fuori Adopo, dentro Mazzitelli, davanti con Seba Esposito e Folorunsho c’è Borrelli proposto nel finale di Reggio Emilia. Giampaolo ricompone la coppia di centrali con Luperto, il rimpianto grande ex, ceduto al mercato invernale e abbracciato da tutti prima del via, e Baschirotto, al rientro dall’infortunio. Sulle fasce Vandeputte a sinistra, mentre a destra va Floriani. Bondo vince il ballottaggio con Payero e in attacco Bonazzoli e Okereke. Partenza ed è subito Palestra, al 3’ Audero si salva in angolo. Poi Terracciano stende male Folorunsho e Doveri gli mostra il giallo. Fiammata iniziale del Cagliari, ma poi la Cremo prende in mano la situazione usando Bonazzoli come sponda e regista offensivo. Il bomber grigiorosso è imprendibile e smista. All’11 l’azione piùù bella che parte da Grassi, bel lancio io per Bonazzoli che innesca Okereke. Caprile esce bene senza fallo e salva il Cagliari. E sempre il portiere veronese al 21’ blocca il colpo di testa di Okereke beccato da un altro con piedi eccellenti, Vandeputte. Il Cagliari è teso e soffre. Cerca solo Palestra che Pezzella comunque controlla. Borrelli non tiene un pallone. Al 30’ Mazzitelli si fa male e lascia il posto ad Adopo. Ma l’esperimento col doppio play non ha funzionato. Il centrocampo rossoblù con Deiola in prima pressione viene saltato e subisce il maggior palleggio dei bianchi di Cremona. Il Cagliari esce solo nel finale, ma Baschirotto, ottimo in tutte le chiusure (un po’ meno nei lanci…) e Luperto disinnescano Gaetano e Folo. E dopo 3’ di recuperi l’ottimo Doveri manda tutti negli spogliatoi.
Si riparte col Cagliari che sembra più voglioso. Borrelli di testa, Audero blocca facile. Ma sempre al 9’ un errore di Palestra consente a Bonazzoli di calciare, ma il numero 90 la manda fuori.
Occasione persa. La Cremonese cala. Il Cagliari guadagna palle inattive, corner e punizioni, ma non le sfrutta. E al 16’ Pisacane cambia: fuori Borrelli e Folo, dentro il senegalese Mendy e Zé Pedro. Palestra si alza in un 5-3-2. E al 18’ la svolta: Zè Pedro corsa da destra sul palo più lontano dove c’è Sebastiano Esposito che colpisce preciso. Ed è 1-0. I cambi, tardivi, di Gianpaolo arrivano al 22’: Payero per Vandeputte e Sanabria per Floriani. Bonazzoli va dietro Sanabria e Okereke per un 4-3-1-2. Il tecnico di Giulianova al 33’ gioca anche la carta Djuric, con Zerbin, ma al bosniaco palloni non ne arrivano. La Cremo non punge, il Cagliari è in controllo. E fa tornare in campo Andrea Belotti, fuori dal 27 settembre per il crociato. Applauditissimo. Va dentro pure l’esperienza di Dossena per il finale. Quattro di recupero in cui l’unica, semplice, conclusione è di Zerbin. E Il Cagliari dopo otto partite festeggia il ritorno alla vittoria. Che vuol quasi dire salvezza.
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