La terra rossa del Forte Village incorona cinque italiani: scatta il tabellone principale a Santa Margherita di Pula

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C’è un sapore particolare nel sudore versato sulla terra rossa. È una polvere che si attacca alle scarpe, che rallenta il gioco e che esige dai tennisti una pazienza quasi estenuante. E proprio su questa superficie, nei campi di Santa Margherita di Pula, si sta consumando il secondo atto dei sei tornei ITF Combined previsti dal "Forte Village Tennis Project". Un evento che trasforma il sud della Sardegna in un crocevia internazionale per chi cerca punti preziosi per scalare le classifiche mondiali, sostenuto dall'Assessorato del Turismo della Regione Sardegna e organizzato dall'Asd Forte Village Sports Academy.

L'architettura del torneo: cosa significa "Combined" e "Main Draw" Per comprendere la portata agonistica di queste giornate, occorre decifrare il linguaggio tecnico di questo sport. Il circuito ITF (International Tennis Federation) rappresenta l'anticamera del grande tennis professionistico. L'espressione Combined (combinato) indica che la manifestazione si svolge in parallelo: uomini e donne competono negli stessi giorni e nella stessa struttura.

L'obiettivo di ogni atleta giunto a Pula in questi giorni era conquistare l'accesso al main draw, il tabellone principale. La parola inglese draw (tirare, estrarre) rimanda al sorteggio, all'estrazione a sorte che definisce il percorso di un giocatore verso la finale. Per entrare nel tabellone principale, chi non ha una classifica sufficientemente alta o non ha ricevuto un invito diretto, deve sopravvivere alle spietate "qualificazioni", vere e proprie battaglie a eliminazione diretta.

I verdetti: chi sorride e chi si arrende Il campo ha sorriso a cinque tennisti italiani, capaci di superare lo scoglio decisivo delle qualificazioni e strappare il biglietto per il tabellone principale. Lorenzo Carboni ha piegato Nicolò Toffanin con un solido 6-1, 6-4. Pietro Romeo Scomparin e Pietro Marino hanno liquidato rispettivamente Leonardo Iemmi e Matteo Mura, entrambi faticando nel secondo set fino al tie-break. Agevole il passaggio del turno per Edoardo Cherie Ligniere (6-1, 6-3 su Alessandro Bellifemine).

Ma l'impresa agonistica della giornata porta la firma di Silvio Mencaglia: per superare Giannicola Misasi (7-6, 6-7, 10-3) sono state necessarie tre ore e mezza di lotta, un vero e proprio scontro logorante che ci ricorda quanto la terra battuta possa trasformare uno sport di destrezza in una maratona di resistenza.

La legge del campo, tuttavia, ha mietuto anche vittime illustri tra i nostri portacolori. Leonardo Borrelli si è arreso al belga Martin Van Der Meerschen, Daniel Bagnolini ha ceduto al tedesco Niels McDonald e Gabriele Maria Noce è uscito sconfitto in quasi tre ore di gioco dallo statunitense Dakotah Bobo.

L'avvio del tabellone e lo sguardo femminile Mentre le qualificazioni si chiudevano, il tabellone principale ha mosso i suoi primi passi, rivelandosi subito un terreno ostico. Sono arrivati stop immediati per Giovanni Fonio (sconfitto in tre set dall'olandese Jelle Sels, ottavo favorito del torneo), Gianmarco Ferrari (piegato dal tedesco Mika Petkovic) e per la wild card (l'invito speciale degli organizzatori) Daniel Aleksandar Amarandei, fermato dal francese Florent Bax. Restano aggrappati alle speranze azzurre i cinque italiani ammessi di diritto al tabellone: Tommaso Compagnucci, Samuele Pieri e le wild card Lorenzo Angelini e Daniele Rapagnetta.

Nel frattempo, sul fronte femminile, i motori delle qualificazioni si sono appena accesi. Avanzano al turno decisivo Marta Lombardini, Beatrice Ricci ed Eleonora Alvisi (oltre a Enola Chiesa, favorita da un "bye", ovvero un passaggio automatico del turno). Sfortunate, invece, Carlotta Moccia, Carolina Gasparini, Gloria De Santis e Sofia Del Balzo Ruiti, costrette a salutare la competizione.

Mentre i campi in terra rossa del Forte Village vengono spazzati e innaffiati in attesa dei prossimi incontri, sorge una riflessione: quanto peso ha la geografia in uno sport globale come il tennis? Può la bellezza della costa sarda, unita a un'organizzazione logistica impeccabile, trasformare un torneo di passaggio in una tappa fondamentale per la maturazione psicologica e tecnica dei futuri campioni?