Perde ai rigori un’Italia senza una precisa identità. Vince la Bosnia e va ai Mondiali. Per gli azzurri, ancora fuori per la terza volta dalla “kermesse” iridata, c’è solo da leccarsi le ferite.

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  Come nel peggiore degli incubi. Accarezziamo il ritorno al Mondiale e ce lo vediamo portar via ai calci di rigore. Principalmente per l'espulsione a fine primo tempo di Bastoni, per nostri demeriti e per un paio di decisioni di Turpin che faranno discutere. La prossima estate oltre Oceano andrà la Bosnia che, spinta dal suo pubblico e in superiorità numerica per tutta la ripresa e i supplementari, ci batte nella finale dei playoff. All'Italia non basta neppure andare avanti grazie al gol di Kean perché rimaniamo in dieci e da quel momento gli uomini di Barbarez ci martellano, conquistando l'accesso alla Coppa del Mondo alla quale, per la terza edizione consecutiva, saremo spettatori davanti alla tv.

  Non si può parlare di Apocalisse, ma, visto che siamo assenti dalla manifestazione più importante dal 2014, di Apocalisse... continua per il nostro calcio. E' una grande occasione sprecata, pari almeno a quelle buttate contro la Svezia e la Macedonia del Nord: veniamo nuovamente eliminati da un avversario più debole che però sul campo si dimostra più pronto. Stavolta non iniziamo male la gara, ma sull'1-0, lasciamo troppo spazio ai bosniaci sulle fasce e finiamo per essere schiacciati. I fantasmi del passato tornano a popolare la nostra testa. Poi, nonostante le parate di Donnarumma durante i 120', ci condannano i rigori: addio Mondiale e ora inizio ai processi. Gattuso inizia la partita con la stessa formazione che ha battuto l'Irlanda del Nord, la Bosnia risponde con un 4-4-2 che ha in avanti Dzeko e Demirovic, con quest'ultimo che va in pressione su Locatelli. Il pubblico spinge la formazione di Barbarez che è più intraprendente rispetto alla sfida con il Galles: rischiamo su una deviazione in angolo di Locatelli, poi Demirovic chiama alla parata Donnarumma. Gli azzurri cercano la verticalizzazione su Kean e Retegui per sfuggire al pressing, ma trovare spazi non è semplice. Per fortuna il gol ce lo "regalano" i padroni di casa con Vasilj che, sul retropassaggio di Kolasinac e pressing di Retegui, sbaglia il rinvio servendo Barella: pronto l'assist per Kean che dal limite dell'area calcia di prima intenzione e insacca l'1-0. L'attaccante della Fiorentina va in rete per la sesta gara di fila con l'Italia e sale a quota 13 in tutto. In fase di non possesso la Bosnia soffre perché gli uomini di Gattuso con i cambi di gioco e l'intraprendenza di Politano sanno far male, ma non siamo continui e, passati in vantaggio, commettiamo l'errore di accontentarci.

  Ci vogliono due parate di Donnarumma su Dedic e Katic per salvare la nostra porta. L'Italia risponde con una conclusione di Retegui bloccata da Vasilj però soffriamo perché Bajraktarevic punge sulla destra e quasi mai Dimarco e Calafiori riescono a fermarlo. Un colpo di testa di Demirovic si spegne di poco fuori e Gattuso non è contento perché non siamo aggressivi sui portatori di palla avversari e concediamo ai bosniaci di inserirsi troppo facilmente. E infatti su un rinvio di Donnarumma riconquistato dagli padroni di casa, la difesa azzurra è fuori posizione (Mancini dove sei?) e fuori area Bastoni stende Memic, lanciato verso Gigio: Turpen estrae il cartellino rosso e con l'Italia in dieci, il ct toglie Retegui per inserire in difesa Gatti. Memic sfiora il pari di testa e l'Italia chiude il primo tempo in vantaggio, ma, con il 3-5-1 e in sofferenza totale. La Bosnia inizia la ripresa con Tahirovic e Alajbegovic per Kolasinac e Sunjic, l'Italia risponde con Palestra al posto di Politano. L'Italia resta 3-5-1, mentre il 4-4-2 dei padroni di casa a tratti è un 4-2-4 con il talento Alajbegovic e Dedic, che diventa terzino, pericolosi a sinistra. Alajbegovic chiama alla parata Donnarumma che respinge e quello della Bosnia diventa un assedio. Gatti di testa ribatte un paio di pericoli, ma il cronometro scorre lento. Kean scippa un altro pallone e si invola verso la porta di Vasilj ma ci arriva stanco, dopo cinquanta metri di corsa, e stavolta calcia alto. Peccato, era una specie di match point. La sfera ce l'hanno sempre loro e noi ci rintaniamo nella nostra metà campo, provando a coprire le fasce. Gattuso dà respiro alla squadra e per gli ultimi venti minuti della ripresa toglie Kean e Locatelli per inserire Pio Esposito e Cristante; Barbarez risponde con Burnic e Tabakovic per Memic e Basic. Donnarumma fa un miracolo su Tahirovic, l'Italia risponde con Palestra che manda al tiro Esposito: conclusione alta. La Bosnia ora arremba con il 4-3-3 e noi restiamo chiusi e chiediamo a Esposito di farci respirare. Abbiamo un'altra occasione con Dimarco, ma neppure lui, con il sinistro, inquadra la porta. E' il secondo errore grave e lo paghiamo a caro prezzo perché su un cross di Dedic, Tabakovic segna. Gli azzurri chiedono un fallo di Dzeko, ma il Var non interviene ed è 1-1. Donnarumma ci evita il ko tecnico su inzuccata di Demirovic e Gattuso prova a guadagnare tempo con Frattesi per Barella. Resistiamo e andiamo ai supplementari.

L’“overtime” inizia con Dimarco fuori e Spinazzola in campo. Lo spartito tattico non cambia: loro premono e creano pericoli, noi proviamo di tanto in tanto qualche uscita. Su una Palestra si incunea e viene fermato al limite dell'area da un fallo di Muharemovic: per Turpin è punizione e cartellino giallo. Proteste dell'Italia che vuole il rosso. Sulla battuta dal limite di Tonali la Bosnia respinge, ma ci vuole una parata di Vasilj su cross di Palestra e colpo di testa di Esposito, per salvare i padroni di casa. Nel secondo supplementare ci prova ancora Pio Esposito, servito da Spinazzola, ma la conclusione dell'interista è smorzata in calcio d'angolo con un braccio da Muharemovic, in caduta. La Bosnia non ne ha più ed entrambe le formazioni pensano ai rigori dove tutto si decide. Tahirovic segna subito , Pio Esposito calci alto. Inseguiamo subito e la Bosnia non sbaglia neppure con Tabakovic. Tonali ci dà speranza, ma Alajbegovic, a dispetto della giovane età, è glaciale. Cristante centra la traversa ed è praticamente finita. La rete decisiva è di Bajraktarevic. La Bosnia festeggia. L'Italia è fuori dai Mondiali per la terza edizione di fila.