I fanti catalani della corsa domano le balze del Marganai e conquistano la mezza maratona teutonica. Apoteosi in casa con le cinquecento anime dell'AlgueRunway schierate sulla pista dell'aeroporto.
di Pasqualino Trubia
Il rito della fatica, quello genuino che si nutre di polmoni e acido lattico, ha regalato alla truppa degli Alguerunners un mese di marzo da incorniciare negli annali della società. Un tridente di impegni che ha visto i corridori catalani misurarsi su terreni diametralmente opposti, confermando una duttilità atletica che merita il plauso dei numi tutelari della corsa.
L'ordalia del Marganai
Nel ventre aspro e selvaggio del Sulcis, l'orografia non fa sconti. Sulle pendenze impervie del Marganai, il meteo bizzarro ha provato a fiaccare lo spirito dei garisti, trasformando i sentieri in un pantano per caviglie d'acciaio. Michela Pensè e Attilio D’Anzeo hanno sfidato il fango e la gravità con cipiglio marziale. È stata soprattutto la Pensè, fiera amazzone delle lunghe distanze, a imporre il proprio ritmo, sfoderando una condizione fisica invidiabile che le è valsa un piazzamento d'eccellenza nella classifica assoluta femminile. Roba da palati fini, forgiata nella tenacia e nel sudore puro.
Le cavalcate teutoniche
Lontano dai profumi aspri della macchia mediterranea, l'asfalto teutonico ha fatto da palcoscenico a un'altra impresa di spessore. Laura Usai e Gianni Cecconello hanno varcato i confini patrii per misurarsi con i ritmi forsennati della mezza maratona di Berlino. Un tracciato veloce, infido per chi si fa prendere dalla foga iniziale. I due portacolori giallorossi hanno domato la distanza con flemma e regolarità, mettendosi al collo la terza medaglia del prestigioso circuito internazionale SuperHalfs. Un traguardo che profuma di abnegazione e costanza certosina.
Il rito notturno della pista
Ma il capolavoro logistico e visivo si è consumato tra le mura amiche. A suggellare questo marzo gravido di sudore e allori è stata la prima edizione dell'ALGUERUNWAY 2026. I sodali degli Alguerunners, dismessi per una sera i panni degli atleti, hanno vestito quelli degli organizzatori in perfetta sinergia con la Sogeaal.
Sotto l'egida del Comune, della Fondazione Alghero e del partner "èambiente", il nastro d'asfalto dell'aeroporto "Riviera del Corallo" si è trasformato in un catino ribollente di energia. Cinquecento podisti hanno divorato la pista in notturna, avvolti da un'atmosfera sospesa tra il futuristico e il goliardico, tra fasci di luce e battiti musicali. Una macchina organizzativa che ha rasentato la perfezione, dimostrando che ad Alghero lo sport sa farsi spettacolo e comunione di intenti senza perdere un grammo della sua sacralità agonistica.
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