Ci sono partite che non si giocano solo con le mani e con i piedi, ma con i nervi e con un pizzico di sana follia. Quella andata in scena alla Palestra Polivalente di Nuoro non è stata una semplice gara di basket, ma un “thriller” psicologico che ha tenuto il pubblico incollato ai seggiolini fino all'ultimo respiro del cronometro. Sembrava finita. Con i Sirbones Nuoro avanti di tre lunghezze e una manciata di secondi sul cronometro dei regolamentari, il palazzetto era già pronto a esplodere in una festa barbaricina. La difesa di casa aveva provato ad alzare un muro, l’aria era densa di tensione. Ma il basket, si sa, è lo sport del diavolo. Il Sant’Orsola, con la freddezza di chi ha il DNA abituato alle grandi battaglie, ha costruito l'ultima preghiera. Palla che gira frenetica sul perimetro, blocco granitico a liberare l'uomo e poi il tiro di Casu da tre che viene contrastato con un fallo della difesa di casa.
Tre tiri liberi ed i fischi del palazzetto. Tre “ciuff” della retina che gelano Nuoro proprio sulla sirena che sanciscono l’ “overtime”. Si va al supplementare. Allora è stato un monologo di nervi. La tripla del pareggio ha agito come una secchiata d'acqua gelata sulle ambizioni nuoresi e come benzina sul fuoco per i sassaresi. Mentre i padroni di casa faticavano a ritrovare il filo del discorso, accusando il colpo psicologico di una vittoria sfuggita di mano, il Sant’Orsola ha azzannato la partita.
Sotto canestro non c'è stata più storia: rimbalzi catturati con ferocia e contropiedi micidiali hanno scavato il solco decisivo. Nuoro ci ha provato con l'orgoglio, ma la lucidità era ormai svanita tra le pieghe di quei maledetti regolamentari chiusi al fotofinish. Il tabellone finale premia il Sant’Orsola (81 a 71), che torna a casa con la qualificazione per le semifinali “play-off” in tasca e la consapevolezza di non morire mai. Per Nuoro, che a metà gara ha perso Galatino per infortunio alla caviglia, resta l'amarezza di aver accarezzato l'impresa, ma anche la certezza di aver costruito qualcosa di importante. In Barbagia stasera si parla di un tiro da tre che ha cambiato la storia, a Sassari si festeggia una vittoria strappata con i denti. Il basket sardo è vivo ed è più emozionante che mai.
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