I giallorossi, già matematicamente promossi in Eccellenza, sfilano al "Peppino Sau" di Usini. Di fronte un avversario disperato a caccia di punti playoff. Vietato lesinare sul sudore e sull'onore.
Il rito della pedata, anticipato al sabato pomeriggio (ore 16:00), si consuma all'ombra del trionfo. La truppa giallorossa varca i cancelli del “Peppino Sau” di Usini non per cercare gloria, giacché ne ha le bisacce ormai piene, ma per onorare l'impegno sportivo. L'Alghero si presenta all'agone della trentesima tornata del Girone B di Promozione con i galloni dell'Eccellenza già cuciti sul petto. La vittoria contro il Luogosanto ha chiuso definitivamente i giochi, consegnando alla storia una cavalcata fatta di polmoni, continuità e spirito di corpo.
Il fango e l'alloro
Ma il football, si sa, è materia per uomini di nerbo e la Dea Eupalla detesta cordialmente chi si specchia nel proprio mito tralasciando di sudare la maglia. Se l'undici catalano giunge sazio e inebriato dal nettare del trionfo, dall'altra parte della barricata troverà fanti con la bava alla bocca.
L'Usinese è compagine ferita dal recente scivolone, ma ancora viva e abbarbicata al quarto gradino della graduatoria. Ai padroni di casa servono punti, grasso e fieno da mettere in cascina per artigliare la giostra dei playoff.
La pugna e l'orgoglio
Non ci sarà spazio per inchini, passerelle o convenevoli. La formazione locale venderà cara la pellaccia davanti al proprio pubblico, trasformando il prato in una trincea. L'Alghero, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di corricchiare per il campo in pantofole. Il nocchiero e i suoi ragazzi sanno bene che scendere in campo con mollezza significherebbe svilire un campionato dominato con feroce regolarità.
La società ha suonato la carica e chiamato a raccolta la sua gente: l'invito al popolo algherese è di muovere in massa verso Usini, non solo per sostenere l'undici in campo, ma per tributare il giusto omaggio, in terra allogena, a chi ha appena restituito l'Eccellenza alla Riviera del Corallo. Sarà pugna vera, ruvida e leale. Come piace ai numi tutelari del cuoio.
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