Il fiele di coppa e l'altare del campionato: l'Alghero cerca il riscatto nella trincea di Bono

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Smaltita la bruciante delusione per il 3-0 di Bonorva che è costato la finale, i giallorossi si rituffano nel torneo di Promozione. Domenica l'insidiosa trasferta contro un avversario affamato di punti salvezza.

di Pasqualino Trubia

Ci sono scoppole che tagliano le gambe e sberle che risvegliano l'anima. Il 3 a 0 patito in terra di Bonorva, nella semifinale di ritorno, ha il sapore amaro del fiele. Un tonfo netto, inappellabile, che ha sbarrato all'Alghero le porte della finale di Coppa Italia, soffiando via in novanta minuti il sogno di alzare il trofeo.

Ma la dea Eupalla  non concede tempo per le lacrime. Domenica 15 marzo (fischio d'inizio alle ore 15:00), i giallorossi rimettono i tacchetti per calcare il prato del comunale "Dott. Salvatore Ena". Ad attenderli c'è l'Atletico Bono, per la 28esima giornata del campionato di Promozione (Girone B).

Il ritorno nel proprio regno Messa in archivio la parentesi di coppa, l'Alghero si rituffa nel campionato. È il terreno di caccia prediletto, il perimetro in cui la squadra ha finora dettato legge, forte anche dell'ultima affermazione interna al "Pino Cuccureddu" contro il Ghilarza. La missione è trasformare la frustrazione infrasettimanale in rabbia agonistica, riprendendo la marcia in un habitat sportivo che finora ha regalato sicurezze granitiche.

La trappola del Goceano L'incrocio di calendario nasconde però un'insidia tattica e psicologica notevole. Di fronte, la truppa algherese non troverà una squadra appagata o rassegnata. L'Atletico Bono naviga nei bassifondi della classifica (terzultimo posto), ma ha il coltello tra i denti e il morale rinfrancato dalla recente e pesante vittoria corsara sul campo del Thiesi. Nel calcio, le trasferte primaverili contro le squadre in zona retrocessione sono spesso le più complesse da decifrare. Chi lotta per mantenere la categoria, agonisticamente parlando, moltiplica le forze, trasformando la gara in una battaglia fisica più che tecnica. L'Alghero, avendo speso preziose energie muscolari e nervose nel turno infrasettimanale di Coppa, dovrà fare i conti con l'acido lattico accumulato e con la "disperazione" sportiva dei padroni di casa.

La dirigenza algherese, nel presentare il match, non cerca alibi e traccia la rotta per superare l'ostacolo: «Per l’Alghero sarà fondamentale affrontare la gara con la giusta intensità e concentrazione, cercando di imporre il proprio gioco anche lontano dal “Pino Cuccureddu” per continuare il proprio percorso in campionato» Nessuna speculazione e nessuna paura. I giallorossi devono dimostrare che la sbandata di Bonorva è stata solo un infortunio di percorso e non una crepa strutturale nel motore. Perché il campionato, si sa, non aspetta gli afflitti.