I rossoblù cadono immeritatamente ma non cedono alla distanza. Palestra e Caprile nel mirino di Gattuso per la Nazionale.
Pisacane fermo a 30 punti. Nel mirino c'è la trasferta di Pisa: un match ball per blindare la salvezza.
di Simone Arbus (Extratime Mr Simon)
All'Unipol Domus, il Cagliari battagliero di Fabio Pisacane cede le armi al cospetto di un Como cinico e spietato. Una sconfitta che brucia, maturata al termine di una pugna in cui i rossoblù avrebbero meritato sorte ben diversa.
Il letargo e la sveglia
Il primo tempo è da dimenticare. Il pallino del gioco è nelle mani dei lombardi. Al quarto d'ora, la retroguardia sarda pasticcia: un pallone vagante nel cuore dell'area di rigore diventa facile preda di Baturina, che trafigge Caprile e gela lo stadio.
Nella ripresa, la musica cambia. Il Cagliari esce dagli spogliatoi con un altro piglio, prende campo e macina gioco. Il pareggio è un capolavoro di geometria corale al minuto 56: il solito Palestra – vero e proprio stantuffo inesauribile – vola sulla corsia esterna e serve Obert; quest'ultimo apparecchia la tavola per Esposito, che di "zucca" (con una perentoria incornata di testa) insacca l'1-1.
Il capolavoro lariano e l'assalto vano
L'equilibrio si spezza definitivamente al 77esimo. I plausi di giornata vanno a Da Cunha, capitano del Como, che estrae dal cilindro una rete capolavoro di sinistro. Un fendente che riporta i lariani in vantaggio e li proietta a braccetto con la Roma al quarto posto in classifica. Per i meno avvezzi alle regole del pallone, significa l'ingresso in zona Champions, il passaporto per il torneo più ricco e prestigioso del Vecchio Continente.
Gli uomini di Pisacane non muoiono mai. Spingono a testa bassa e all'85' costruiscono la palla del nuovo pareggio con Adopo, ma l'estremo difensore comasco Butez chiude la saracinesca deviando la conclusione in calcio d'angolo. Al triplice fischio, il tabellone recita 1-2.
La tenuta fisica e la chiamata Azzurra
I sardi restano ancorati a quota 30 punti. Ma i numeri raccontano una verità incoraggiante: la squadra non cede mai alla distanza. Le statistiche confermano che una larghissima percentuale delle reti rossoblù arriva nella seconda frazione di gioco. A guidare la truppa dei bomber sono proprio Esposito e Kilicsoy, con quattro centri ciascuno.
La nota più lieta in un sabato amaro è la tenuta di Palestra, ancora una volta tra i migliori in campo. Le sue sgroppate non sono passate inosservate a Coverciano: radiomercato sussurra che il Commissario Tecnico Rino Gattuso abbia inserito proprio Palestra e il portiere Caprile nella lista pre-convocati per i playoff mondiali di fine marzo (gli spareggi da dentro o fuori per qualificare l'Italia alla prossima Coppa del Mondo).
Ora il nocchiero Pisacane guarda al futuro. Il calendario offre un'occasione immediata di riscatto: la trasferta contro il Pisa, attuale fanalino di coda del torneo. Sarà un autentico match ball, una palla decisiva da schiacciare a terra per incamerare i punti necessari alla salvezza matematica.