I catalani blindano la vetta a +17 dalla seconda. Fischio d'inizio sabato 7 marzo alle ore 15.
Gli ospiti, piegati dal Bosa, cercano l'impresa per uscire dalle paludi della retrocessione.
di Pasqualino Trubia
Alghero – La dea Eupalla ha già emesso la sua sentenza, ma il rito del prato verde esige il suo tributo settimanale. L'Alghero Calcio veleggia in solitaria nel mare del girone B di Promozione. Diciassette punti di distacco dalla prima delle inseguitrici. Una dittatura calcistica, fredda e inesorabile, che sabato 7 marzo tornerà a calcare il manto del "Pino Cuccureddu". Alle ore 15 scocca la ventisettesima giornata.
Il rullo compressore e il fanalino
Il ruolino di marcia dei pedatori giallorossi non ammette repliche. La capolista arriva dalla spedizione corsara sul campo del Li Punti. L'ennesimo scalpo appeso alla cintura di una squadra che, finora, ha macinato avversari e chilometri di campo senza mai tirare indietro il garretto. Il margine in classifica è una polizza sulla vita, ma il calcio punisce chi si specchia.
Di fronte si presenteranno le maglie del Ghilarza. Un manipolo di fanti impantanati nelle sabbie mobili della zona retrocessione. I guilcerini sbarcano nella Riviera del Corallo con le ossa rotte, piegati a domicilio dal Bosa nell'ultimo giro di giostra. Cercano punti, ossigeno e, possibilmente, un miracolo sportivo.
La legge del prato
I padri fondatori di questo sport insegnano che la fame dei disperati può fare brutti scherzi anche agli aristocratici della classifica. Il Ghilarza non ha nulla da perdere, alzerà le barricate e picchierà duro.
L'Alghero ha un solo compito tattico: imporre la legge del più forte fin dal primo fischio. Far correre il cuoio, allargare le maglie della difesa ospite e chiudere la pratica sfruttando il fattore campo. Serve la concentrazione dei giorni migliori. La leadership è in cassaforte, la promozione è a un passo, ma per stappare lo spumante bisogna prima sporcarsi i tacchetti.
![]()