Domenica di battaglia a Maria Pia. L'Under 18 algherese spaventa una squadra fisicamente superiore, ma cede nella ripresa.
Cocco illude i padroni di casa, Roppo è una diga in difesa. Nel secondo tempo la fatica e i troppi errori al piede condannano il quindici di casa a un passivo pesante.
di Pasqualino Trubia
Alghero – Domenica di sudore, fango e placcaggi al campo di Maria Pia. L'Under 18 dell'Amatori Rugby Alghero ospita il Sinnai. Il tabellone finale punisce i padroni di casa con uno scarto severo, ma il prato racconta un'altra storia. Almeno per quaranta minuti.
L'illusione e la trincea
Pronti, via e l'Alghero morde subito. La firma sulla prima meta è di Matteo Cocco. Gli ospiti campidanesi incassano, si riorganizzano e rimettono la gara in equilibrio. Per venti minuti è battaglia vera. L'Alghero combatte alla pari. La linea difensiva è solida e aggressiva. Il pacchetto di mischia fa gli straordinari.
Davide contro Golia
La differenza di stazza è impietosa. Il Sinnai schiera una mischia chiusa che fa tremare la terra. I catalani accettano la sfida e compensano i chili di svantaggio con il mestiere e la tecnica pura. Abbassano il baricentro, puntano i tacchetti e tengono la posizione contro avversari che sulla carta avrebbero dovuto triturarli. L'Alghero spinge indietro il muro ospite, conquista turnover preziosi e pianta le tende nei 22 metri avversari con un pressing asfissiante.
Il gladiatore Roppo
In mezzo al campo giganteggia Roppo. Il ragazzo veste i panni del gladiatore, si erge a diga e chiude ogni varco. Colleziona placcaggi in serie e si prende il titolo di migliore in campo per distacco. Prima dell'intervallo arriva anche la meta di Andreetto, ma il Sinnai fa valere i muscoli. Sfrutta il tonnellaggio, sfonda le linee e chiude il primo tempo avanti di due mete.
La resa nella ripresa
Nel secondo tempo la luce si spegne. La fatica annebbia la vista dei padroni di casa. L'Alghero consegna le chiavi della partita agli avversari per colpa di leggerezze individuali evitabili. Passaggi sbagliati e calci fuori misura diventano un invito a nozze per il Sinnai. Gli ospiti ringraziano, allungano il passo e chiudono la pratica con un largo margine di mete. Una lezione ruvida, ma le ossa si fanno anche così.
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