La palla ovale e la regola del sostegno. L'Amatori Rugby Alghero e Rugby Sassari portano in meta i ragazzi di "Casa Gina"

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Il rugby non fa sconti, ma non lascia indietro nessuno. Giovedì scorso il prato dell'Arena del Sole di Sassari ha ospitato un allenamento speciale. Niente punti per il campionato. In palio c'era l'inclusione.

L'iniziativa parte dalla panchina dell'Amatori Rugby Alghero. La società catalana incrocia i tacchetti con i giovani di "Casa Gina", il centro di accoglienza minorile di Nulvi gestito dalla cooperativa La Fenice. A fare da padrone di casa e a concedere il campo è l'Asd Rugby Sassari. Un asse a tre per portare i ragazzi sul terreno di gioco. A volere fortemente l'incontro e a coordinare le operazioni è la direttrice della struttura nulvese, la dottoressa Ilaria Malfasi.

In campo si corre e si suda. I ragazzi del centro imparano i fondamentali del gioco. L'esperienza si rivela utile e formativa anche per i numerosi atleti delle giovanili algheresi, che partecipano all'iniziativa con grande entusiasmo. A dettare i ritmi ci sono l'allenatore Matteo Toniolo e la tecnica delle giovanili Margherita Tzatzaris. Con loro scendono in campo anche Davide Marcellan e Marcello Russo, giocatori della Serie A che collaborano attivamente e costantemente come allenatori.

Toniolo fotografa il senso del pomeriggio, tracciando la linea di confine tra il campo e il quotidiano: «Abbiamo fatto dei giochi propedeutici al rugby, dove loro hanno imparato le regole principali. Ho fatto un po' un parallelo tra lo sport del rugby e la vita, quindi il fatto di andare in meta, di avere il sostegno di un compagno, di aiutarsi».

Il fischio finale coincide con l'antica liturgia della palla ovale: il terzo tempo. A imbandire le tavolate è la società sassarese. Il fango resta sul campo, l'agonismo cede il passo alla convivialità.

 

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