Alghero – L'inverno è gramo e avaro di gioie per l'Fc Alghero. Fanalino di coda, smarrito nelle nebbie del girone D di Prima Categoria, il sodalizio giallorosso è atteso all'ora del redde rationem. Domenica pomeriggio (fischio d'inizio alle 15), si scende nella pelouse del San Paolo di Sassari. Non c'è più tempo per i fioretti: chi ha orecchie per intendere, lucidi la clava.
La miseria della classifica
Eupalla, si sa, è dea capricciosa, ma con i catalani finora è stata matrigna spietata. Nove miseri punti in bisaccia e l'ultimo posto che scotta. Il tecnico Tommaso Movilli, condottiero di ventura in corsa in una stagione disgraziata, chiama a raccolta i suoi virgulti. Mancano undici tenzoni al calar del sipario. La sfida in terra sassarese non ammette repliche né tremori di gambe: o si muove la classifica, o si sprofonda nell'abisso.
Califfi di rientro e coscritti puniti
Il giudice sportivo, inflessibile censore, ha privato la truppa di due elementi: restano a casa gli squalificati Christian Marrosu e Riccardo Spanu. Ma la speranza del mister si riaccende col rientro di due califfi pronti a dar del tu al cuoio. Torneranno a dettar legge a centrocampo e in avanguardia Andrea Mameli e Raimondo Serra, omoni di fosforo ed esperienza chiamati a caricarsi la croce sulle spalle.
Raminghi senza prato
E come se non bastasse l'angustia della graduatoria, ci si mette l'atavica miseria delle infrastrutture patrie. L'Alghero è squadra raminga, costretta nelle ultime due settimane a mendicare zolle di terra in giro per potersi allenare. "Soluzioni tampone", sussurrano dal club. Eufemismi per mascherare l'arte di arrangiarsi.
Ma a Sassari gli alibi non scenderanno in campo. Serviranno polmoni d'acciaio, garretti saldi e uno spirito di sacrificio forgiato nel fiele. La società si fida dei suoi pedatori. Che Eupalla li assista.
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