Dopo l'indigestione di vittorie – ventuno filate, il Cannibale si è messo a dieta. Due pareggi consecutivi, due "brodini" caldi che muovono la classifica ma non scaldano il cuore. Prima lo Stintino, poi il Thiesi. L'Alghero, padrone incontrastato del Girone B, sembra aver tirato il fiato. O forse, horribile dictu, ha la pancia piena.
Mercoledì 18 febbraio, alle ore 15:00, il destino offre subito l'occasione per smentire i profeti di sventura. Allo stadio "Pino Cuccureddu" di Maria Pia si recupera la 20esima giornata, quella che Giove Pluvio aveva cancellato dal calendario con le sue bizze meteorologiche. Arriva la Macomerese.
La domanda è una sola: che fine ha fatto la ferocia? Quella squadra che azzannava le partite al fischio d'inizio si è trasformata in una nobile decaduta che si specchia nella propria bellezza? I ragazzi di Giorico devono dimostrare che i due pareggi sono stati solo un incidente di percorso, un fisiologico calo di tensione, e non l'inizio di una triste involuzione. Il primato è al sicuro, ma nel calcio l'abitudine a non vincere è un vizio che si prende in fretta.
Dall'altra parte della barricata non ci saranno turisti. La Macomerese sbarca al "Cuccureddu" con l'umore nero e il coltello tra i denti. Vengono dalla sconfitta esterna contro il Li Punti e hanno bisogno di punti come l'ossigeno. Non verranno a fare le barricate, o almeno si spera. Vorranno fare lo sgambetto alla capolista, perché battere (o fermare) l'Alghero è ormai la medaglia che tutti vogliono appuntarsi al petto.
Mercoledì pomeriggio non serviranno fioretti, ma sciabole. L'Alghero deve ritrovare la fame del predatore rapace. Approcciare il match con la puzza sotto il naso sarebbe un errore capitale. Serve personalità, intensità e quella "cattiveria" agonistica che sembra essersi smarrita tra un complimento e l'altro. Alle 15:00 l'arbitro fischia. Lì vedremo se il leone ruggisce ancora o se ha deciso di continuare a sonnecchiare.