L'Alghero ferita nell'orgoglio scende nel Meilogu: a Thiesi si cerca la prova di forza dopo l'inciampo

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Thiesi – Sia lodato il pareggio, se serve a risvegliare la belva dal torpore dell'onnipotenza. Dopo ventuno sigilli consecutivi, una striscia che nemmeno la Grande Inter di Herrera o il Milan di Sacchi avrebbero osato sognare in queste latitudini, la corazzata giallorossa ha conosciuto l'amaro sapore della X. Lo Stintino, roccioso e irriverente, ha ricordato ai catalani che il calcio è mistero agonistico e che anche i semidei, se punti, sanguinano.

Dunque, domenica 15 febbraio, alle ore 15:00, si va a Thiesi. E non sarà una gita nel Logudoro. Il campo "Salvatore Marongiu" è teatro antico, dove la pedata conta più del tocco, e dove la squadra di casa venderà cara la pelle, metro per metro, zolla per zolla.

L'Alghero ci arriva con la bava alla bocca, o almeno così dovrebbe essere se i ragazzi hanno recepito la lezione. Il mezzo passo falso casalingo non ha scalfito la classifica – che resta imperiosa – ma ha forse intaccato quella certezza di invulnerabilità che talvolta è la peggior nemica delle capoliste. Ora serve il riscatto.

Di fronte ci sarà un Thiesi che è squadra scorbutica e viva. I neroverdi navigano a metà del guado, nona posizione, 33 punti in saccoccia, abbastanza per non avere l'acqua alla gola ma pochi per sentirsi appagati. Vengono da un pareggio strappato con i denti a Ozieri, campo ostico se ce n'è uno, e questo la dice lunga sulla loro tenuta mentale.

Per i padroni di casa, ospitare la regina del torneo è l'occasione della vita, la partita che vale una stagione. Proveranno a imbrigliare la manovra algherese, a chiudere gli spazi, a buttare la palla in tribuna se serve, per poi ripartire in contropiede. È la legge del calcio di provincia, signori miei, e va rispettata.

L'Alghero dovrà scendere in campo non con la spocchia del primo della classe, ma con l'umiltà dell'operaio. Servirà gamba, polmoni e quella cattiveria agonistica necessaria per espugnare un fortino che promette battaglia. Se la macchina da guerra si è inceppata per un granello di sabbia domenica scorsa, a Thiesi dovrà dimostrare di essere tornata un rullo compressore.

Appuntamento al "Marongiu". Lì vedremo se il pareggio con lo Stintino è stato solo un incidente di percorso o se, come temono i pessimisti (che spesso sono solo ben informati), la corazzata ha qualche crepa nello scafo. Io propendo per la prima, ma nel calcio, come diceva quel tale, la palla è rotonda e il diavolo ci mette sempre la coda.