Al Lazzaretto è dittatura fiamminga: i fratelli Coenen impongono la legge della Ktm. Alghero applaude i centauri nel fango

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Sullo scenario del Lazzaretto, ove il mare lambisce la pista come a voler rinfrescare i bollenti spiriti dei motori, è andata in scena la prima recita stagionale del motocross che conta. Duemila anime, incuranti di un meteo bizzoso che ha alternato scrosci di pioggia, grandine e timidi raggi di sole, si sono assiepate per assistere al trionfo della dinastia Coenen. I fratelli terribili venuti dal Belgio, Lucas e Sasha, hanno trasformato la terra sarda in feudo della Ktm, dominando rispettivamente la classe regina Mx1 e la cadetta Mx2.

La manifestazione, orchestrata con sapienza dal Motoclub Versilia Corse e dalla Off Road Pro Racing, ha confermato che questo sport è roba per gente di stomaco forte e polso fermo. La pista, tecnica e mutevole giro dopo giro, ha esaltato le doti dei manici veri.

L'egemonia arancione Nella Mx1, la categoria dei grossi calibri, Lucas Coenen non ha fatto prigionieri. In sella alla sua austriaca, il belga ha impartito una lezione di guida: partenza a razzo nella prima frazione e rimonta imperiosa nella seconda. Un dominio solitario. Alle sue spalle ha provato a ringhiare Andrea Adamo, sfortunato protagonista fermato da un guaio meccanico quando pareva poter insidiare il leader. Sul secondo gradino del podio si è issato Tim Gajser. Lo sloveno, al debutto sulla Yamaha dei tre diapason, ha corso con la saggezza del veterano che saggia la nuova cavalcatura: quinto e secondo, senza mai forzare oltre il lecito, badando al sodo. Terzo l'iberico Oliver Oriol, regolarista di lusso.

Nella Mx2, la musica non è cambiata, ha solo variato tonalità. Sasha Coenen ha imitato il fratello Lucas: due manche, due vittorie. Nella prima ha danzato sulla sabbia sarda recuperando dopo un avvio incerto; nella seconda ha fatto il vuoto. Dietro di lui, il tedesco Langenfelder e un ottimo Ferruccio Zanchi, che porta la Ducati sul podio all'esordio nella categoria, segno che a Borgo Panigale sanno fare le moto anche quando le ruote sono tassellate.

La meglio gioventù e l'orgoglio sardo Tra i giovanissimi della 125, l'austriaco Moritz Ernecker ha fatto gara a sé, vincendo entrambe le manche. Ma l'occhio del pubblico di casa era tutto per Samuele Piredda. L'olbiese, unico sardo a sfidare i giganti in questo agone internazionale, ha onorato il vessillo dei Quattro Mori: 20° e 22° posto, con il rammarico di una caduta all'ultimo giro che gli ha negato un piazzamento migliore. È fieno in cascina per il futuro.

Le voci dei protagonisti Al termine delle ostilità, la parola passa ai vincitori e ai vinti. Il trionfatore della Mx1, Lucas Coenen, ha dichiarato con la calma dei forti: «Sapevo di stare bene, era un buon test per curare i dettagli e vedere a che punto fossimo e abbiamo avuto un buon passo, è stata una bella gara. Non è stato più facile del previsto, tutti i piloti sono stati bravi, ma lo sono stato pure io».

Sull'altro fronte, Tim Gajser analizza il suo esordio in blu Yamaha: «In gara1 sono partito davvero male, ho quasi avuto un incidente alla prima curva e poi un’altra caduta durante la corsa, non stava andando benissimo. Invece gara2 è andata molto meglio, sono partito bene e ho sono rimasto nelle posizioni di vertice. Devo essere contento di questo esordio con Yamaha e da adesso in poi continueremo a crescere».

C'è spazio anche per l'orgoglio locale nelle parole di Samuele Piredda: «È stata una gara stupenda, corsa davanti al mio pubblico, e spero di fare tante altre esperienze così. Ho chiuso 20º in gara1 e 22º in gara2 dopo aver perso la 19ª per una caduta all’ultimo giro, ma sono soddisfatto, il livello era molto alto, mi sono confrontato con tanti piloti italiani e stranieri».

Chiosa istituzionale affidata a Enrico Daga, assessore al Bilancio, che gongola per il successo dell'evento: «Una manifestazione bellissima che è tornata ad Alghero per la quarta volta dopo anni di assenza. Il cuore del motocross mondiale si è esibito in una location stupenda come la pista del Lazzaretto e siamo orgogliosi di averli ospitati qui in un questo impianto così significativo per questa disciplina. Siamo solo all’inizio dell’anno ma lo abbiamo inaugurato nel migliore dei modi».

Il circo del tassello ora smonta le tende e punta verso Mantova per la seconda tappa. Ma Alghero resta negli occhi e nelle narici, profumata di miscela e salsedine.

 

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