Al "Derby della paura" finisce 3-2 per i padroni di casa. Giallorossi traditi dalla sfortuna e da sette minuti di follia a inizio ripresa. La cura Movilli non guarisce le amnesie difensive.
OLMEDO – Dopo il brodino caldo del pareggio contro la seconda della classe, che aveva illuso sulla bontà della cura del neo-mister Movilli, la Fc Alghero torna a masticare l'amaro calice della sconfitta. A Olmedo, sabato 24 gennaio alle 15, va in scena una battaglia rusticana, vinta dai padroni di casa non per supremazia estetica, ma per quel cinismo che è dote necessaria a chi deve salvarsi la pelle. Finisce 3-2, un risultato pirotecnico che però, per i giallorossi, suona come una campana a morto, sebbene l'aritmetica – crudele e fredda – conceda ancora speranze di sopravvivenza.
Il Presagio e l'Affondo.
La gara nasce sotto una cattiva stella per gli ospiti. Il cronometro non ha ancora compiuto quattro giri che il destino presenta il conto: Correddu, metronomo di centrocampo, alza bandiera bianca, tradito da un muscolo fellone. Entra Cingotti, ma l'assetto ne risente. E l'Olmedo, sornione, ne approfitta subito. Al 7’, Sechi disegna una parabola da destra a sinistra che taglia la retroguardia algherese come burro al sole; Nemore, lesto come faina, anticipa tutti e deposita il cuoio in rete. 1-0.
La Reazione d'Orgoglio.
L'Alghero, va detto, non è squadra che si piange addosso. Incassato il colpo, i ragazzi di Movilli provano a tessere la tela. Al 14’ Federici sfiora il pari, fermato solo da un salvataggio sulla linea che ha del miracoloso, roba da Catenaccio d'altri tempi. Poi sale in cattedra Pintus, uno che del pallone conosce i segreti: al 20’ fa venire i brividi alla tribuna locale, ma è al 35’ che trova il giusto varco. L'azione è manovrata: Federico Serra per Federici, sponda per Pintus che, con movenze da solista, salta due avversari e trafigge il portiere. 1-1. Si va al riposo con l'illusione che la partita sia girata.
Il Blackout della Ripresa.
Mai illusione fu più effimera. Al rientro dagli spogliatoi, l'Alghero rimane mentalmente negli spogliatoi. L'Olmedo, invece, ha il diavolo in corpo. Al 47’, Tedde pesca il jolly dal vertice sinistro dell'area: una sventola che si spegne all'angolo opposto, imprendibile. I giallorossi vanno in bambola, accusano il colpo come pugili suonati. Al 53’, il disastro si completa: Nemore si invola in una prateria lasciata incustodita da una difesa distratta e fa 3-1. In sei minuti, la partita sembra chiusa a doppia mandata.
L'Inutile Assalto Finale.
Movilli prova a mischiare le carte, attingendo dalla panchina. E la mossa, tardiva ma efficace, riapre il discorso. Al 67’, due nuovi entrati confezionano il gol della speranza: Marrosu pennella da sinistra, Cherchi anticipa il marcatore e insacca. 3-2.
Gli ultimi venti minuti sono un assalto all'arma bianca, generoso ma confuso. Federici spreca all'81’, Pintus ci prova al 90’ ma trova il portiere avversario attento a terra. Al triplice fischio, l'Olmedo festeggia tre punti d'oro colati. Per l'Alghero restano i rimpianti, la rabbia per quegli errori difensivi imperdonabili e una classifica che piange. La salvezza è ancora possibile, dicono i numeri, ma servirà ben altra solidità per non scivolare nel baratro.
IL TABELLINO
OLMEDO – FC ALGHERO 3-2
OLMEDO: Marrosu, Tedde, Caria, Amoroso, Lisci (38’ st Cherchi), Pinna, Langella, Correddu, Canu (21’ st Gnani), Sechi (43’ st Delogu), Nemore.
A disposizione: Garofalo, Marginesu, Pes, Nali, Caddeo, Cicala.
Allenatore: Luciano Pinna.
FC ALGHERO: Dore, Molinari, Serra Federico (10’ st Marrosu), Zanda (10’ st Spanu), Correddu (6’ pt Cingotti e dal 10’ st Ardu), Gnani, Federici, Puledda, Mameli (19’ st Cherchi), Pintus, Riu.
A disposizione: Serra Francesco, Orizi, Serra Raimondo, Pinna.
Allenatore: Tommaso Movilli.
ARBITRO: Marco Deperu di Sassari.
RETI: 7’ pt Nemore (O), 35’ pt Pintus (A), 2’ st Tedde (O), 8’ st Nemore (O), 22’ st Cherchi (A).