La stagione di Andrea Pisano non è stata una passeggiata, ma una scalata meticolosa, corsa dopo corsa, fino alla vetta del Trofeo di Zona e del titolo regionale. Ora la strada lo porta lontano da casa, sull’asfalto nervoso della Sicilia, dove questo fine settimana prenderà il via alla Finale Nazionale di Coppa Italia al 22° Rally Tirreno-Messina.
Per il pilota di Osilo è un debutto pieno: prima partecipazione alla finale tricolore e prima volta con Giovanni Maria Mazzone alle note. A cambiare, però, non sarà la macchina che lo ha accompagnato nelle vittorie in Sardegna. Resta la Skoda Fabia R5 preparata dal team Colombi, gommata Pirelli, compagna di tante battaglie veloci e silenziose.
La scuderia sassarese ci crede. Non a caso il presidente Omar Magliona parla di «emozione» e di un traguardo che «speriamo e contiamo di onorare al meglio», ricordando le tante sfide vinte da Pisano e il lavoro nascosto che ha reso possibile la qualificazione alla finalissima messinese. Una corsa che, parole sue, sarà «ultra-competitiva», ma meritata fino all’ultimo chilometro.
Il weekend siciliano avrà un copione serrato. Si parte venerdì 14 novembre con l’ingresso nel parco assistenza al Palasport “Giuseppe Rescifina”. Sabato mattina tocca alle verifiche sportive e tecniche, preludio alla cerimonia di partenza in Piazza Duomo alle 18:01. Subito dopo, due prove notturne daranno il primo assaggio della battaglia: Le Masse (3,40 km) alle 18:37 e Reginella (4,10 km) alle 19:06.
La domenica sarà una giornata piena, con oltre 83 chilometri di speciali disegnate tra i Peloritani e la costa tirrenica. Spiccano i passaggi sui Peloritani (9:00 e 12:26), quelli a Roccavaldina (9:48, 13:14 e 16:40), a Rometta (10:11, 13:37 e 17:03) e Campo Italia alle 15:42. L’arrivo è in programma alle 17:45, di nuovo in Piazza Duomo.
Pisano correrà con i colori di Therapy, Gaspa Srl, Jasanera, Mangimificio Ittirese, Cantina Deaddis, Ozel, Autotrasporti Pisano e Autodromo di Mores. Una squadra dietro un uomo che si gioca il suo primo palcoscenico nazionale.
Ora resta solo da vedere se l’asfalto siciliano saprà parlargli la stessa lingua di quello sardo. In fondo, nei rally la geografia cambia, ma il coraggio no.