Corsia 9 per Jacobs, qualificatosi nella finale della disciplina che è regina dei giochi olimpici, entra
con un tempo di 9.92, arrivando terzo nella sua batteria. Una gara, quella di stasera, da rivedere al
rallentatore, con tanti che arrivano buttando il cuore e la testa oltre il traguardo, Jacobs c’è, dà il
suo massimo ma non basta, perde il titolo, arriva solo quinto, ma con un tempo di 9.85, per poi
zoppicare con una vistosa fasciatura alla gamba sinistra. Noah Lyles, statunitense, vince l’oro
olimpico con un tempo di 9.79, argento per Thompson della Jamaica indietro per pochi millesimi e
bronzo per Kerley, altro statunitense con il tempo di 9.81. Solo sei centesimi dividono il nostro
azzurro, che viene da una stagione difficile dove ha cambiato tutto della sua vita, da quell’oro, che
in una calda sera giapponese di tre anni fa, a Tokyo, aveva regalato alla nazione intera. Saranno i
ricordi dolci di quell’impresa, a cullarci, questa notte.
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