Il seme della filosofia germoglia nelle piazze di Villaurbana: quattro giorni di dibattiti nel nome di Antioco Zucca

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Dal cinque al dieci giugno il paese accoglie magistrati, accademici e divulgatori per la seconda edizione di Trìgu. Il sindaco Pireddu apre i cantieri del pensiero finanziati dai fondi europei per la rinascita dei borghi.

Dal cinque al dieci giugno del 2026 i cortili e le strade di Villaurbana si trasformano in un'agorà a cielo aperto. Prende corpo la seconda edizione di Trìgu, rassegna filosofica concepita per scardinare il pensiero astratto e calarlo nella ruvida quotidianità della terra. Il nume tutelare della manifestazione è Antioco Zucca, filosofo positivista vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, noto per il suo ateismo, per lo spiccato anticlericalismo e per una tenace indagine scientifica del concetto di infinito, il cui lascito intellettuale riposa oggi negli archivi comunali di Oristano. A lui è intitolata una kermesse che fa perno sulla metafora del grano, il cereale che impone fatica e pazienza, elevato ad architrave di una società fondata sul mutuo soccorso e sulla legalità.

L'impalcatura finanziaria che regge i quattro giorni di dibattiti poggia sull'Investimento 2.1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il fondo varato dall'Unione Europea sotto la sigla NextGenerationEU per rilanciare l'economia degli stati membri. Il ministero della Cultura ha destinato queste risorse al bando per l'attrattività dei borghi, permettendo al municipio di finanziare un piano di rigenerazione urbana che mescola il restauro dei vecchi rioni con la divulgazione culturale. Il primo cittadino Paolo Pireddu traccia le coordinate dell'operazione: "Villaurbana decide di partire dalle radici. Per andare avanti è necessario comprendere e capire. Comprendersi per aiutarsi. Dedicare giornate all’incontro, alla riflessione, alla comprensione reciproca partendo proprio dalle nostre radici, dalla concretezza delle nostre tradizioni, continuiamo a pensare sia il modo migliore per fare il primo passo verso noi stessi, verso gli altri, verso l’accoglienza e la comprensione di ogni diversità in società nuove nelle quali si respirano valori autentici".

Il prologo della rassegna scatta venerdì 5 giugno. Alle diciassette la Casa del Pane, edificio simbolo della vocazione agricola del paese, dischiude i battenti per la mostra biografica dedicata a Zucca e per un percorso sensoriale allestito dalla società Sintur. Un'ora più tardi, consumati i saluti istituzionali, la tribuna di piazza Falcone e Borsellino ospita l'ex magistrato Antonio Ingroia. Sollecitato dalla professoressa Sabrina Sanna, l'ex pubblico ministero palermitano porterà in dote la propria militanza nelle aule di tribunale contro la criminalità organizzata, declinando in modo pratico il concetto di coraggio civile. La sera, alle ventuno, la palla passa al professor Maurizio Ferraris, accademico e teorico della documentalità, che incalzato dalla giornalista Simona Scioni analizzerà gli impatti della rivoluzione digitale sulle relazioni umane, sotto le volte di piazza Antioco Zucca.

Il fine settimana sposta il baricentro dalla dialettica al corpo e al territorio. Sabato 6 giugno, esaurita la cena curata dal comitato di Santa Margherita, i partecipanti si sposteranno nella località Is Aruttas Santas per un cimento serale curato da Gabriella Sechi e Antonio Muntoni, incentrato su pratiche di ginnastica yoga e sull'ascolto dei suoni naturali al calare del sole. La domenica mattina si apre con una gara di orientamento tra i boschi gestita dai tecnici federali e prosegue alla Casa del Pane con l'intervento degli archeologi ministeriali Riccardo Locci e Maura Vargiu, dipendenti della Soprintendenza di Cagliari e Oristano chiamati a fare il punto sugli scavi e sulla tutela dei reperti affiorati nel territorio comunale. L'epilogo domenicale è affidato allo scrittore Flavio Soriga, narratore delle dinamiche identitarie isolane, preceduto dalle esecuzioni musicali del quintetto d'archi dell'Accademia della Sardegna.

L'ultima frazione della manifestazione va in scena mercoledì 10 giugno. Alle diciotto il microfono passa a Vincenzo Schettini, docente di fisica che ha mutuato i linguaggi della rete internet per tradurre le complesse leggi della materia in concetti digeribili per le masse studentesche. Il professore terrà una lezione frontale moderata nuovamente da Simona Scioni, spiegando i meccanismi della divulgazione scientifica. Chiusa la parentesi accademica e servito l'aperitivo serale, il sipario sulla rassegna calerà definitivamente alle ventuno con le esecuzioni strumentali guidate dal maestro Luca Piana, che sigillerà i lavori all'interno degli spazi della Casa del Pane.

 

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