Itinerari culturali nel nord Sardegna a cura di Bruno Lombardi

Su Lumarzu: la voce dell’acqua e il respiro della pietra.

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Nel cuore di Rebeccu, dove il tempo si mescola alla terra, la Fonte Sacra Su Lumarzu custodisce le preghiere degli antenati, poiché le sue acque, incise nella roccia, raccontano di riti e speranze, e di mani che cercavano il sacro nel fluire della vita. Ogni pietra è memoria, ogni goccia un frammento di devozione scolpito nel silenzio; a Su Lumarzu, il passato non è perduto: si riflette nell’acqua, si intreccia alla luce che filtra tra le ombre, mentre la sorgente continua il suo eterno canto, e la storia si lascia interrogare dal visitatore moderno. 

Nel cuore della fonte, un piccolo vano semicircolare di 0,97 metri di diametro, coperto da una tholos, raccoglie la vena sorgiva. L’acqua, incanalata con precisione, defluisce attraverso una canaletta scavata nella soglia, come se seguisse un percorso già scritto, un destino che si ripete all’infinito. Gli uomini nuragici non costruivano solo fonti: creavano luoghi sacri, spazi di connessione tra il visibile e l’invisibile; e qui, l’acqua non è solo elemento naturale, ma simbolo di vita, di rinascita, di eternità.

 L’atrio rettangolare, con i suoi sedili in basalto, racconta di uomini e donne che si riunivano attorno alla fonte, forse per pregare, forse per ascoltare il suono dell’acqua che scorreva sotto i loro piedi. La croce latina incisa sul lastrone di chiusura è forse il segno di un passaggio, di una trasformazione: più o meno, il tentativo di cristianizzare un luogo che, da sempre, apparteneva agli dei della terra e dell’acqua. Oggi, la fonte nuragica di Su Lumarzu è un frammento di eternità immerso nella natura. 

Chi la visita non porta via solo immagini, ma sensazioni, riflessioni, frammenti di un passato che continua a pulsare sotto la superficie della terra. Il silenzio avvolge la fonte e la storia riposa tra l’ombra e la luce: Su Lumarzu continua a vegliare, testimone di un’epoca lontana ma riflessa alla nostra, attraverso lo scorrere del tempo.