«Sabrina è una patologica sognatrice di 56 anni, che ama così tanto la sua terra da non aver avuto il coraggio di abbandonarla, nonostante le mille porte chiuse e gli schiaffi presi da chi non ha voluto credere e appoggiare i suoi progetti». Si presenta così Sabrina Caredda, imprenditrice e instancabile promotrice di Arbatax e dell'Ogliastra. Progetti che, precisa, sono certamente rivolti anche al proprio beneficio economico: «Ma nel pieno rispetto e amore per la propria amata Sardegna, con l'obiettivo di lasciare ai posteri qualcosa di utile».
Il rapporto con Arbatax, però, viene da molto lontano. «Ho sempre creduto nelle potenzialità di questo luogo e vederlo maltrattato e non valorizzato per come merita mi fa bollire il sangue!».
Del resto, Sabrina nel turismo ci è praticamente cresciuta. «Da quando avevo 16 anni mi occupo di turismo: barista, cameriera, gelataia, segretaria, hoster, accompagnatrice turistica, guida subacquea, receptionist e venditrice di esperienze meravigliose chiamate Ogliastra!». Quarant'anni di incontri con persone arrivate da ogni parte del mondo le hanno restituito una certezza: «Ogni turista conosciuto in questi 40 anni mi ha fatto capire che non vivevo in un paese qualunque, ma in un paradiso chiamato Ogliastra!».
Ed è proprio dalle parole dei turisti che sono nati molti dei suoi progetti. «Mi hanno detto: “Vivete in un paradiso e non ve ne rendete conto! Basterebbe più cura in generale...”». Parole che Sabrina ha fatto proprie, cercando "nel suo piccolo" di tutelare quel territorio. «Ho sempre cercato di tutelare questo luogo facendolo rispettare, a costo di rischiare denunce».
Poi ci sono le mappe, nate da una necessità molto concreta. «Avessi ricevuto un euro per ogni volta che m'hanno chiesto: “Scusi, ma il centro dov'è?”, “Scusi, ma cosa c'è da vedere in questo posto?”, “Scusi, ma per caso avrebbe una cartina?”. “Scusi...”».
Per anni Sabrina ha stampato e distribuito brochure lunghe un metro con la mappa di Tortolì-Arbatax e informazioni utili, dagli orari del Pollicino agli autobus, fino ai turni delle farmacie. «I costi sono diventati insostenibili e senza un centesimo d'aiuto non si va lontano».
Poi il passaggio al digitale. «Ormai è tutto digitalizzato e allora perché non facilitare la vita del turista e magari dare qualche informazione in più anche ai concittadini? Molti, sono sicura, che certe storie manco le conoscono». Da qui l'idea dei segnalibri souvenir della Sardegna, con QR code e informazioni utili, e della mappa interattiva.
«Grazie alla preziosa collaborazione dell'autore Albino Lepori e al contributo dell'amico Giuseppe Puncioni ho potuto dar vita a una mappa interattiva che parla di questo luogo in ogni suo angolo. Dalle note storiche a quelle utili si trova di tutto: persino la geolocalizzazione dei centri ecologici».
Un dettaglio che per Sabrina può avere anche una funzione molto concreta nella tutela ambientale. «Avere delle mappe affisse in giro per il paese e nelle spiagge agevolerebbe, ad esempio, anche i turisti di passaggio al conferimento dei propri rifiuti, evitando così di ritrovarli dietro la prima curva all'uscita del paese!».
E non è finita qui. «Ho altre risorse da mettere in campo, ma la collaborazione delle istituzioni credo sia doverosa». Il progetto, infatti, è destinato ad allargarsi: «Sto realizzando lo stesso progetto per altri comuni e altre iniziative, come la pagina degli eventi con calendario per tutta la Sardegna».
Dal 2018 Sabrina lavora inoltre a InfoPointSardegna, un progetto che ha dovuto sospendere ma che nelle sue intenzioni rappresenta molto di più di una semplice vetrina turistica. «Un contenitore di informazioni e servizi dai più svariati. Informazioni sul territorio, a partire dalla più piccola frazione, fino alla possibilità di acquistare un servizio online, che è la parte più complessa e ancora in lavorazione». E qui arriva, con la consueta ironia, il bilancio delle risorse investite: «Occorrono taaaante risorse e finora paga SOLO pantalone!».
In un mondo in cui tutto passa dallo smartphone, per Sabrina il digitale è ormai indispensabile. «Importantissimo, direi, in un mondo che gira su un cellulare e tutto dev'essere a portata di click!». E la soddisfazione più grande arriva proprio dalle reazioni di chi scopre i suoi strumenti: «L'espressione del viso quando vedono come funziona! È quella che mi ripaga delle millemila ore passate a studiare e realizzare il progetto».
Ma cosa manca ancora ad Arbatax? «Poche ma giuste attenzioni su misura. Cura a livello urbanistico in primis, rispetto di ciò che è sempre stata e che deve restare. Arbatax è bella di suo. Sta a noi rispettarla e valorizzarla».
Tra le battaglie di Sabrina c'è stata anche quella per il rilancio del porto e dei collegamenti marittimi. «Sono fondamentali. Avere un collegamento continuo e con orari “umani” porterebbe un flusso regolare di avventori senza che il territorio ne subisca conseguenze», spiega, richiamando anche il problema dello "sfruttamento e sovraffollamento delle spiagge in alcuni periodi".
Per il futuro dell'Ogliastra, però, serve soprattutto dialogo. «Da parte delle istituzioni è fondamentale l'ascolto dei cittadini e degli imprenditori. Senza capire quali sono le esigenze di ciascuno di loro non si va da nessuna parte e le decisioni calate dall'alto rischiano di fare solo danni!».
Fare impresa in Ogliastra, ammette, è contemporaneamente stimolante e difficilissimo. «È nella mia natura trovare sempre nuove idee, non amo i copia-incolla». Ma poi arriva il rovescio della medaglia: «Dire che è difficile fare impresa è dir poco... solo bastoni fra le ruote e nemmeno un grazie, quando sarebbe bastato a ripagare dell'impegno! Ma vabbè!».
A mollare, Sabrina, ci ha pensato. «Ogni santo giorno!!». Quello che la fa andare avanti, però, è più forte: «La consapevolezza e la fortuna di vivere nel luogo più bello del mondo!».
Molto più difficile, invece, è fare rete. Alla domanda su quanto conti la collaborazione tra operatori turistici, commercianti e associazioni, la risposta arriva secca, quasi come una sentenza: «FATICA! Mooooolta fatica!».
E se avesse carta bianca e un budget illimitato per un nuovo progetto ad Arbatax? «Servirebbe un libro per scriverlo» risponde.
Un sogno, però, riesce a descriverlo. È quello di un'Arbatax futura "batteria LIBERA, verde come non mai, un percorso botanico con tappe informative, curata e rispettata da tutti e collegata col piazzale Scogli Rossi, suo grembo materno, anch'esso curato e non stravolto".
Infine, c'è la domanda che va oltre i progetti, le mappe, gli eventi e le battaglie. Se tra vent'anni un bambino che oggi cresce ad Arbatax dovesse ringraziarla per qualcosa che ha fatto, per cosa vorrebbe essere ricordata?
La risposta è semplice, ma racchiude tutto il senso del suo impegno: «Per l'amore e rispetto verso questo luogo, con l'augurio che lo stesso sia portato avanti da ciascuno di loro».
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