L’Asd Turbo di Dolianova, dal 2020, fa crescere la ginnastica ritmica nel Parteolla con amore e dedizione. La direttrice tecnica Cinzia Chessa ci racconta l'ultima prova di campionato a San Nicolò d’Arcidano.
«È stata una giornata davvero impegnativa – racconta Cinzia Chessa – dall’alba fino a sera col trasporto di attrezzature, pulizie e montaggio del campo gara. Anche per le atlete è stata tosta: alcune ginnaste sono state impegnate per tutta la giornata tra esercizi individuali e di squadra per ben 10 ore di gara. È stato un bel campo di prova in preparazione dei Campionati Nazionali e i loro sorrisi dicono tutto su questa giornata di sport e amicizia».
Una vera onda di entusiasmo.
«La Ginnastica Ritmica è uno sport che appassiona sempre di più, anche grazie a una maggiore copertura mediatica. Sicuramente è fondamentale il lavoro delle varie associazioni sul territorio e l’organizzazione delle manifestazioni sportive stimola molto atleti e famiglie. Il 29 marzo a Sestu organizzeremo la prima prova del Campionato Regionale “RitmicAmica”, dedicato alle ginnaste meno esperte, con oltre 300 esercizi in gara e atlete dai 3 anni in su».
Spazio a tutte le età.
«Il campionato “Don Bosco Cup” è riservato alle agoniste, quindi bambine e ragazze che si allenano anche 18 ore a settimana. Ma non tutte le realtà hanno la fortuna di avere una palestra per così tante ore. Avere diversi livelli fa sì che ogni ginnasta gareggi con atleti che hanno un percorso simile».
Fondamentale il supporto del circuito PGS.
«Con le PGS ci troviamo molto bene perché ogni ginnasta ha il suo spazio e vengono fatte le classifiche di “Specialità”, ovvero per attrezzo: una possibilità in più per conquistare l’ambito podio. Ci sono tanti livelli anche nelle gare PGS RitmicAmica, così che anche i corsi base possano avanzare gradualmente. È importante che le bambine abbiano le loro soddisfazioni per mantenere alta la motivazione».
L'emozione del podio individuale.
«Nelle competizioni federali non esiste questo tipo di riconoscimento, quindi per le ginnaste è sempre una piacevole sorpresa. Ripaga il duro lavoro svolto in palestra ed è motivo di orgoglio anche per i tecnici».
La squadra è tutto.
«Gli allenamenti raramente sono individuali, per cui la squadra è sempre presente nella vita di una ginnasta: spesso si fanno esercizi in coppia già durante il riscaldamento».
Un equilibrio delicato.
«Le tecniche devono essere molto abili nel comporre le squadre, perché spesso si ha a che fare con bambine e adolescenti e non è sempre facile mettere tutti d’accordo. Le atlete devono essere molto precise, soprattutto con gli attrezzi, perché c’è il rischio di colpire le compagne».
Insieme si vince.
«Una volta che tutte le ginnaste entrano nell’ottica di collaborazione è fatta, e anche i piccoli obiettivi come riprendere l’attrezzo da un lancio diventano una grande vittoria. Le ginnaste imparano a sostenersi nei momenti più difficili».
L'impegno quotidiano.
«Abbiamo due programmazioni diverse in base al livello tecnico delle ginnaste. Con i corsi base iniziamo l’anno sportivo concentrandoci sulla preparazione fisica generale e il maneggio degli attrezzi; da gennaio si lavora sugli elementi tecnici e sul senso del ritmo in vista delle gare».
Agonismo senza sosta.
«Le prime competizioni ufficiali sono già a ottobre e da gennaio praticamente ogni weekend è impegnato. Quest’anno partiremo al Nazionale di Pesaro tra fine aprile e primi di maggio e parteciperemo a luglio alla Sardinia Cup, una competizione internazionale che lo scorso anno ci ha portato grandi soddisfazioni».
La gioia del saggio.
«È un momento che piace molto sia alle bambine che a noi istruttori, perché possiamo sperimentare senza tener conto delle rigide regole delle competizioni».
E la spensieratezza.
«Lavoriamo tanto ma ci piace anche divertirci: un appuntamento fisso è la festa di Halloween, tra caramelle, giochi e balli paurosi. Lo scorso anno abbiamo organizzato anche un pigiama party e contiamo di ripeterlo».
Oltre al Turbo Summer Gym estivo, i valori restano saldi.
«Sicuramente il rispetto. Il rispetto delle regole, anche quando non ci sembrano giuste. Il rispetto del ruolo e del lavoro degli altri, che siano istruttori, giudici o altri atleti».
Cura del proprio corpo.
«Si mangia, si beve e si dorme; e quando capita un infortunio si dà al corpo il tempo di guarire».
Cuore sportivo.
«Insegniamo il sano agonismo: si può vincere e si può perdere ma la vera sfida è contro se stessi. Non è giusto gioire per l’errore di un avversario, perché vincere quando qualcuno sbaglia non ha lo stesso sapore che vincere quando tutti hanno fatto il meglio».
La bellezza di includere.
«Ci piace collaborare con le altre realtà sportive e fare nuove amicizie. All’inizio dell’anno organizziamo uno stage gratuito aperto a tutte le ginnaste. Cerchiamo di insegnare l’importanza di non lasciare indietro nessuno».
Nasce la famiglia sportiva.
«Una parola di incoraggiamento, il tifo durante le gare, un abbraccio quando la gara non è andata come speravamo, ma anche la gioia per una coppa inaspettata».
Benefici per il corpo.
«È uno sport che sviluppa coordinazione, equilibrio e flessibilità. Si lavora con la parte destra quanto con la sinistra, muovendosi in tutte le direzioni: questo permette uno sviluppo fisico bilanciato».
Ed equilibrio interiore.
«È uno sport che bilancia anche le emozioni: le bambine più movimentate imparano a rispettare le posizioni assegnate e le più timide a tirar fuori le loro emozioni muovendosi a ritmo di musica».
La pazienza come guida.
«Senza fretta. Bisogna rispettare le bambine, sia a livello psicologico che fisico. C’è bisogno di creare le fondamenta e, mattoncino dopo mattoncino, costruire la tecnica e l’autostima».
Scoperte meravigliose.
«Durante l’anno osserviamo le ginnaste che si distinguono per flessibilità, coordinazione, senso del ritmo e impegno e proponiamo loro un percorso avanzato».
Lavoro in sinergia.
«Alle lezioni di Ginnastica Ritmica si affiancano quelle di Danza Classica e Danza Contemporanea».
Con l'aiuto del mental coach e delle famiglie:
«Fin da subito mettiamo in chiaro quali sono le nostre necessità e l’impegno richiesto, così da poter lavorare nella stessa direzione».
Un nesso viscerale con le agoniste.
«A volte le bambine passano più tempo in palestra che a casa: la ginnastica diventa una seconda famiglia e la fiducia deve essere totale».
Un'offerta per tutti.
«Abbiamo la ginnastica dolce, la ginnastica per adulti e per i più scatenati la break dance, cercando di coinvolgere mamme, nonne e fratelli delle nostre atlete».
L'ostacolo degli spazi.
«Senza dubbio la mancanza di strutture: la nostra associazione è di Dolianova e siamo dovuti arrivare fino a San Nicolò d’Arcidano per organizzare la gara. Non possiamo mai giocare in casa».
Ma si guarda lontano.
«Abbiamo ginnaste con grande talento e sarebbe un sogno riuscire a farle gareggiare nelle serie maggiori. Ma per farlo servono tante finanze e una palestra disponibile tutti i giorni».
Infine, la magia pura.
«La Ginnastica Ritmica è grazia, eleganza e leggerezza. Durante gli allenamenti si può imparare sempre qualcosa di nuovo: ruote, verticali, equilibri e salti. Si usano i piccoli attrezzi come la palla, il cerchio e il nastro. Si balla a ritmo di musica e si conoscono tante nuove amiche».
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