A Silvia Spano, 27 anni di Castiadas, basta guardarsi intorno per ricordare perché continua a farlo, perché continua a mettersi in gioco - spesso da sola - per salvaguardare l'ambiete che ama... Quest'Isola che, tra spiagge e bellezze naturali, è un capolavoro. «Sicuramente la cosa che mi fa stare meglio è vedere il paese, la montagna e le spiagge pulite» racconta. «E ciò che mi fa ancora più piacere è che il mio “raccogliere la plastica ovunque” sia stato, ad oggi, esempio per tanti».
Gli impegni lavorativi e personali non mancano, ma Silvia non si fa fermare da questa sua agenda bella piena: lei, con tenacia e impegno, ha trasformato la cura dell’ambiente in un gesto naturale. «Cerco sempre di ritagliarmi del tempo per una passeggiata, rigorosamente con il mio zainetto e il rotolo di buste sempre con me. Ormai è una cosa che mi viene naturale. Non riesco a farne a meno. Fare del bene fa sempre bene».
Negli ultimi anni qualcosa - sorprendentemente in meglio - è cambiato: Castiadas e le sue spiagge sembrano più ordinate. «Rispetto agli anni precedenti trovo le spiagge e le scogliere più pulite. Sicuramente perché anche tante altre persone ci tengono un po’ di più a lasciare pulito».
Merito anche delle giornate di raccolta che Silvia continua a organizzare, occasioni che diventano momenti di comunità che uniscono all'insegna della meraviglia: «Non è facile coinvolgere le persone, ma trovo sempre il modo. Organizziamo pulizie e poi un pranzo insieme: ci si unisce, si scambiano due parole e si passa del tempo piacevole».
Il suo impegno non passa inosservato. «Sì, tante volte mi hanno fermata per strada per farmi i complimenti. Fa sempre piacere». Tra i ricordi più intensi c’è un gesto semplice, ma potente: «Il gesto che mi ha fatto più piacere in assoluto è stato un bigliettino inaspettato lasciatomi da un ragazzo, arrotolato con una scritta. Lo ammetto: mi è scesa una lacrima».
Una delle sue priorità è coinvolgere i più piccoli, perché «purtroppo ancora oggi il tema dell’educazione ambientale è poco conosciuto». Eppure, nonostante la fatica, Silvia non si è mai sentita sola: «Ho sempre avuto il sostegno della mia famiglia, dei miei splendidi genitori e dei miei carissimi amici che mi accompagnano sempre nelle mie “avventure”».
Guardando al futuro, lancia un appello diretto: «Se posso permettermi di fare un appello alle istituzioni, è di essere più severi e punire seriamente chi abbandona rifiuti. Ci vogliono più controlli su tutto il territorio».
La sua filosofia resta semplice e disarmante: «Ognuno di noi, nel nostro piccolo, può fare grandi cose». Anche solo una passeggiata, una busta in mano, e la voglia di riportare a casa i rifiuti trovati sul cammino. Nulla di eclatante o di troppo dispendioso in termini di energia, ma l'ambiente ci sorride e questa è la gratificazione più importante. «Può fare la differenza» assicura.
E mentre parla del futuro, Silvia non alza mai la voce, ma la sua determinazione fa rumore quanto il mare d’inverno. Cammina con una busta in mano, raccoglie ciò che altri abbandonano, restituisce dignità ai luoghi che ama.
Non cerca riconoscimenti: cerca volti che si uniscano, mani che non voltino lo sguardo altrove. Perché, dice, «ognuno di noi può fare grandi cose».
E in fondo basta questo: qualcuno che per primo si china, raccoglie un pezzo di plastica, e mostra la strada. Anche da un gesto minuscolo può nascere una nuova consapevolezza.
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